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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/09/2010  -  stampato il 08/12/2016


Il disegno di legge Alfano sulle pene detentive brevi approdato al senato

Il Disegno di Legge presentato dal Ministro Angelino Alfano Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno è approdato al senato, dopo essere stato approvato alla camera dei deputati, in sede legislativa. La discussione, al Senato, prosegue in sede referente, con un iter, quindi, più lungo ed un esito più incerto.Bisogna rammentare che il disegno di legge de quo prevede la possibilità che La pena detentiva non superiore a dodici mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, è eseguita presso l’abitazione del condannato o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza, di  seguito denominato domicilio.
La stessa disposizione prevede, poi, delle cause di esclusione, riferite a soggetti che si trovano in determinate condizioni, quali:
• condannati per taluno dei delitti previsti dall’articolo 4-bis legge 354/75;
• delinquenti abituali, professionali o per tendenza;
• detenuti che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare;
• pericolo di fuga, pericolo che possa commettere altri delitti, quando non sussiste l’idoneità e l’effettività del domicilio, anche in funzione delle esigenze di tutela delle persone offese dal reato.
E’ previsto l’inasprimento della pena per coloro che si rendono responsabili del reato di evasione.
Ciò che ci interessa più da vicino, come Corpo di polizia penitenziaria, riguarda l’adeguamento degli organici. Infatti, nel disegno di legge in discussione, è stato inserito ed approvato un emendamento che prevede testualmente ivi compreso l’adeguamento dell’organico del Corpo di Polizia Penitenziaria occorrente per fronteggiare la situazione emergenziale in atto. A tale ultimo fine e per assicurare, inoltre, la piena operatività dei relativi servizi, il Ministro della giustizia è autorizzato all’assunzione di personale nel ruolo degli agenti e degli assistenti del Corpo di Polizia Penitenziaria, nei limiti numerici consentiti dalle risorse derivanti dall’applicazione del comma 212.
In più, è prevista la possibile riduzione del corso di formazione. La disposizione inserita nel testo prevede, infatti, che gli allievi agenti frequentino Un corso di durata compresa tra sei e dodici mesi, diviso in due cicli. La durata del corso è stabilita, nei limiti anzidetti, con decreto del ministro della giustizia.
Di seguito pubblichiamo il resoconto della Commissione Giustizia del Senato, del 21/09/2010.
 
IN SEDE REFERENTE  
 Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dallo stralcio, deliberato dalla Camera dei deputati, degli articoli 1, 2 e 10, del disegno di legge n. 3291 d’iniziativa governativa. 
(Esame e rinvio) 
Il relatore  (PdL)  riferisce sul  disegno di legge in titolo, il quale già approvato dalla Camera dei deputati, si inserisce nel quadro della politica di deflazione carceraria perseguita dal Governo.
Si sofferma dapprima sull’articolo 1, il quale prevede la possibilità di scontare presso la propria abitazione o in altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza la pena detentivanon superiore a dodici mesi. Dopo aver dato conto delle cause ostative alla concessione del beneficio dell’esecuzione della detenzione presso il proprio domicilio, elencate nella norma, illustra la procedura per l’applicazione del beneficio sia per icondannati nonancora detenuti sia per quelli già detenuti. 
Al riguardo sottolinea come la procedura implichi l’accertamento dell’idoneità del domicilio e, nel caso in cui il condannato è sottoposto ad un programma di recupero o intenda sottoporsi ad esso, della documentazione prevista per l’affidamento in prova dall’articolo 94 del Testo unico stupefacenti. Dopo aver illustrato l’articolo 2, il quale 2 reca modifiche all’articolo 385 del codice penale, prevedendo aumenti di pena per il delitto di evasione, si sofferma sull’articolo 3, il quale introduce una nuova circostanza aggravante comune, consistente nel fatto che il soggetto abbia commesso un delitto non colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa alla detenzione. 
Dà conto, poi, dell’articolo 4, il quale novella, in primo luogo, l’articolo 2, comma 215, della legge finanziaria per il 2010, prevedendo che le risorse derivanti dalla gestione dei crediti relativi alle spese di giustizia di cui al comma 213, oltre che le maggiori entrate derivante dall’attuazione del comma 212 siano destinate anche alla finalità dell’adeguamento dell’organico del Corpo di polizia penitenziaria occorrente per fronteggiare la situazione emergenziale in atto. A tal fine, la norma rinvia a un successivo decreto del Ministro della giustizia l’introduzione di disposizioni per abbreviare i corsi di formazione iniziale degli agenti del Corpo di polizia penitenziaria. La disposizione contiene infine una novella all’articolo 2, comma 221, della legge finanziaria 2010, volta ad evitare che le medesime risorse di cui al comma 212 affluiscano anche al fondo di cui al comma 250 del suddetto articolo 2.
Illustra infine l’articolo 5, il quale prevede che, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, il Ministro della giustizia riferisca alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento della pianta organica del Corpo di polizia penitenziaria e del personale del comparto civile del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria anche in relazione all’entità della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati.
Prende quindi brevemente la parola il senatore  (PD) per sottolineare l’opportunità di prevedere una forma di automatismo nella concessione del beneficio al fine di evitare inutili aggravi nel lavoro della magistratura di sorveglianza, che dovrebbe essere chiamata a pronunciarsi solo qualora ne faccia richiesta il Pubblico Ministero.
Il sottosegretario Caliendo fa presente che tale previsione, originariamente contenuta nel disegno di legge, è stata espunta dal testo nel corso dei lavori parlamentari presso la Camera dei deputati.
Il senatore  (PD)  chiede che siano acquisiti dati relativi all’ambito soggettivo di applicazione del provvedimento, in particolare ritiene necessario conoscere il numero dei detenuti che devono scontare pene inferiori a due anni e la percentuale di detenuti extracomunitari. Dopo aver osservato come del beneficio penitenziario in esame possano usufruire soltanto i soggetti che dispongono di un idoneo domicilio, sottolinea il rischio che si venga a determinare un’iniqua disparità di trattamento fra detenuti.

Il presidente Berselli  avverte che la discussione generale sul provvedimento sarà avviata nella seduta antimeridiana di domani. Chiede ai rappresentanti dei Gruppi parlamentari di rendere noto quanto prima il loro assenso alla richiesta di riassegnazione del provvedimento in sede deliberante.