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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/09/2010  -  stampato il 11/12/2016


Ottavo titolo italiano per Johnny Pellielo.

L’ultimo impegno in ordine di tempo è stato il campionato italiano individuale di fossa olimpica a Concaverde di Lonato del Garda (Bs). 
In occasione dei tricolori, nella categoria Eccellenza (nomen omen est), il nostro Giovanni Pellielo si è messo al collo l’oro con il punteggio finale di 144/150. 
La gara si disputava sui 125 piattelli più altri 25 per i migliori sei giunti in finale. 
Il portacolori della Polizia Penitenziaria ha chiuso la partita staccando di tre piattelli i diretti contendenti per l’argento ed il bronzo, appaiati a 141 punti. 
Dopo lo spareggio per assegnare la piazza d’onore e la terza, il campione delle Fiamme Azzurre è salito per l’ottava volta in carriera sul gradino più alto del podio nazionale.
Prove tecniche per le olimpiadi di Londra i test che lo separano al grande evento a cinque cerchi. 
Di tempo per trovare la condizione migliore ce n’è ancora molto, ma è difficile non andare già da ora con il pensiero a quel che sarà a Londra 2012 dopo che Giovanni, per l’ennesima volta con largo anticipo, ha conquistato  il pass olimpico. E’ il sesto in carriera a partire da Barcellona 92 con, tra l’altro, un bronzo e due argenti conquistati. Risultati fuori portata per i due terzi degli atleti olimpici del globo, che sorprendono soprattutto per la semplicità di Giovanni Pellielo, che li racchiude senza mai comportarsi da divo dello sport, senza mai essere fuori dalle righe nelle dichiarazioni e negli atteggiamenti dentro o al di fuori i contesti di gara, ancora capace di restare se stesso mentre altri al suo posto, o con molto meno, sarebbero già cambiati, avrebbero perso l’umiltà che invece lui mantiene dal piattello più ostico ai rapporti con la gente, dall’alto di un gradino del podio o molto più in basso, accanto a chi, bambino al Gaslini di Genova, quotidianamente lotta per sopravvivere ad un  male troppo grande su corpo piccolissimo, che magari non conoscerà mai le luci di una ribalta sportiva che consacra campioni, e, forse, da grande non potrà mai dire grazie ad uno come Giovanni che per loro si prodiga con impegno e attenzione costanti.
Il nostro atleta è anche questo, e sarebbe riduttivo non ricordarlo parlando di lui solo per le medaglie o i titoli che conquista.
Tornando allo sport, a Londra la trentesima kermesse dei giochi estivi  si aprirà  il 27 luglio 2012. 
Avviato il count-down, nel primo appuntamento utile per  l’assegnazione delle carte olimpiche (nel tiro a segno e nel tiro a volo) con i piazzamenti ottenuti nei rispettivi campionati mondiali, il campione vercellese a Monaco si è portato a casa la sua nella fossa olimpica maschile con il quarto posto finale.
Un risultato che non si è accompagnato con un podio, ma che dà ugualmente  ragione al suo talento ripagandolo con il biglietto per Londra ormai in tasca. Il non averlo centrato avrebbe fatto dell’appuntamento iridato di  Monaco una delusione in considerazione dell’odiosa medaglia di legno. Invece Johnny, nelle dichiarazioni dell’immediato dopo gara è apparso sereno, soprattutto non dimenticando le condizioni di gara non ottimali, non solo per lui, ma anche per tutti i big che in gara si sono fronteggiati in finale: i piattelli sembravano di marmo ed in effetti, a guardare i punteggi insolitamente bassi di tutti i tiratori migliori, il dubbio che ci sia stato un problema di consistenza dei piattelli viene da accoglierlo come fondato.
L’atleta delle Fiamme Azzure era oltretutto entrato in finale con il miglior punteggio (123/125) in parità con il ceco Jiri Liptak e ciò testimonia che quella in terra tedesca non era partita affatto come una giornata negativa.
L’oro ed il titolo di Campione del Mondo sono andati allo spagnolo Alberto Fernandez (143/150), che in questo 2010 è anche Campione d’Europa in carica, l’argento al russo Alexey Alipov (142 +2) ed il bronzo al ceco Liptak (142 +1), Johnny seguiva a 141.
E’ stata abissale la distanza che ha separato Jhonny dai primi italiani in classifica sotto di lui: Erminio Frasca (Fiamme Oro) e Massimo Fabbrizzi (Carabinieri) non sono infatti andati oltre il 119/125, lontani anni luce dai sei in finale.
Alla fine della fiera il team azzurro si è confermato al vertice della disciplina nella classifica a squadre: l’ Italia Campione del Mondo (361/375) è stata seguita dalla squadra cinese (359/375) e dal team sanmarinese  (359/375) a pari punti ma  terza  a causa della peggiore ultima serie.
Un altro trionfo per le Fiamme azzurre è arrivato da Giulia Pintor nella fossa universale (disciplina non olimpica), pochi giorni prima.
Nel Tav di Valle Aniene, l’impianto romano di Lunghezza, dal 23 al 25 luglio si è infatti tenuta la rassegna iridata della disciplina praticata dalla fiamma azzurra sarda di Oristano. 
Giulia ha incontrato nella connazionale Petrella una rivale di tutto rispetto e alla fine ha avuto la meglio su di lei dopo una situazione di parità che ha condotto la gara  sull’incertezza fino all’ultimo tiro.
Ma al termine di una prova al cardiopalma Giulia si è portata a casa un titolo mondiale prestigiosissimo per lei e per il club sportivo della Fiamme Azzurre che rappresenta .
Per il settore maschile della fossa olimpica targata Polizia Penitenziaria, nella stessa edizione in cui si è  festeggiato il successo di Giulia,  anche Marco Panizza è salito sul podio conquistando un prezioso bronzo con il risultato finale di 195/200.