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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/09/2010  -  stampato il 05/12/2016


Il ricorso alla Comm. Medica di 2ª ist. sospende l'efficacia del giudizio alla CMO?

La nuova rubrica Diritto e Diritti nasce con l’ambizione di essere un aiuto tangibile per i colleghi invalsi da controverse questioni di natura giuridica. E a tal fine aspettiamo di leggere quanti più quesiti possibili ai quali cercheremo di dare puntualmente esaurienti risposte.
 
PROVVEDIMENTO MEDICO-LEGALE DI IDONEITA’ E CONSEGUENTE RICORSO
Gent.ma redazione, sono un appartenente al Corpo di polizia penitenziaria con la qualifica di assistente, in servizio presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli, volevo sottoporre il seguente quesito: 
a seguito d’infortunio in servizio, il Dirigente Sanitario dell’Istituto mi ha inviato a visita presso la competente CMO. Dopo circa due mesi di convalescenza, sono stato giudicato idoneo al servizio. Considerato che avevo riportato una lesione ai legamenti e camminavo a fatica, ho proposto ricorso alla Commissione Medica di 2ª istanza. Nonostante la proposizione del ricorso mi hanno fatto riprendere servizio regolarmente, vorrei sapere se è legittimo. 
 
Caro collega,
la normativa di riferimento della materia in argomento è rappresentata dal D.P.R. 461/01, che ha abrogato tutte le previgenti disposizioni normative e regolamentari in materia in contrasto con la nuova normativa.
Appare opportuno rilevare che la legge 416/26, così come modificata dal D.P.R. n. 1485/65, attraverso il suo regolamento applicativo R.D. 1024/28, attribuiva ai processi verbali emessi dalle Commissioni Mediche ospedaliere e di 2ª istanza natura provvedimentale e prevedeva la possibilità per il dipendente di poter presentare ricorso alla C.M. di 2ª istanza nei modi e nei termini previsti.In tale contesto, disposizioni della Direzione Generale della sanità Militare disciplinavano il caso di attesa del giudizio di appello, periodo durante il quale, a seguito di ricorso, rimanevano sospesi gli effetti del giudizio medico legale della C.M.O..
Con l’entrata in vigore del D.P.R. 461/01 e, quindi, con la perdita dei processi verbali emessi dalle C.M.O. delle caratteristiche di atto con natura provvedimentale, la tipologia di contenzioso descritta si riduce unicamente all’ipotesi di ricorso amministrativo in ordine al solo giudizio di idoneità, da prodursi a cura del dipendente entro 10 giorni dalla notifica del giudizio alla Commissione Medica di 2ª istanza per il tramite della propria sede di appartenenza.
Per quanto sopra, in tutte quelle situazioni in cui il soggetto giudicato idoneo debba rientrare in servizio ma questi proponga, seppur nei limiti temporali e secondo le procedure previste dalla citata norma, ricorso avverso il giudizio di idoneità della Commissione Medica di 2ª istanza, deve comunque riprendere la propria attività di servizio in quanto, il predetto ricorso avverso il giudizio di idoneità non produce alcun effetto sulla posizione di stato che, invece, potrà subire una eventuale modificazione solamente a seguito del pronunciamento della Commissione Medica di 2ª istanza.
In conclusione, in tutte le situazioni in cui il dipendente giudicato idoneo dalla Commissione Medica Ospedaliera ed in attesa del pronunciamento della Commissione Medica di 2^ istanza avverso la mancata accettazione del giudizio di idoneità, debba essere comunque impiegato nelle previste attività istituzionali di servizio.
Spero il mio contributo sia valso a trafugare i tuoi dubbi.
Cordialmente, Giovanni Passaro 
Vice Sovrintendente in servizio a  Roma - Regina Coeli, laureato in Scienze Giuridiche e in Giurisprudenza