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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/10/2010  -  stampato il 03/12/2016


La barba del Commissario Ultimo

 

Il mio amico Commissario Ultimo (in graduatoria) ha la barba lunga. Non è da lui. Lui che è un commissario del ruolo speciale, per intenderci uno che ha fatto la sentinella e che viene disprezzato dai commissari del ruolo ordinario ed umiliato (ancora!) dai direttori perché sbaglia qualche congiuntivo, si faceva la barba ogni mattina perché doveva fare l’esempio e…invece…… Dice che da quando, l’otto luglio scorso e cioè tre mesi fa, a Roma, alla scuola via di brava, ha sentito il Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria che “prometteva” che a breve ci sarebbe stato il riallineamento dei Commissari, ha deciso di non farsi più la barba fin quando tale promessa “campata in aria” non fosse diventata realtà. Sono passati tre mesi ormai e il nostro Commissario Ultimo, se continua così rischia di diventare come Babbo natale, con una lunga barba bianca fluente. Lui che era tornato nel suo carcere tutto felice dicendo a tutti che di lì a poco sarebbe diventato Commissario Capo (seppur senza soldi……) con un riallineamento che non avrebbe dato effetti economici se non a partire dal 2014, dopo tre mesi è caduto in una specie di stato di prostrazione, crede profondamente di essere stato preso in giro dal suo capo: il Capo del Dipartimento, sì…proprio quel Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dove le pratiche viaggiano alla velocità di un metro al giorno e per passare da un piano all’altro a volte impiegano mesi! – Eppure – va ripetendo tra se – l’ha detto. L’ho sentito con le mie orecchie!! –
-          Consolati, vecchio mio – gli ho risposto bruscamente – resterai solo un Commissario di serie B, mentre quando eri Ispettore eri di Serie A. Credevi di aver fatto il salto di qualità, invece ti sei rovinato la vita, gli affetti familiari, e hai somatizzato delle malattie nervose, cosa credi che sia quel fremito continuo che ti colpisce al sopracciglio? O quel bruciore di stomaco che ti prende ogni qualvolta il Direttore presenzia alle manifestazioni pubbliche presentandosi come “il capo della Polizia Penitenziaria locale”? Resterai Commissario; tra l’altro sei ultimo in graduatoria e non potrai mai aspirare ad una promozione; infine i tuoi colleghi del ruolo ordinario ti passeranno avanti diventeranno Commissari Capo. Hai solo una via d’uscita: vattene in pensione. Tu non rappresenti niente per l’Amministrazione; ma non vedi che fai sempre le domande per partecipare ai corsi di alta formazione a Roma e non ti scelgono mai? Ancora credi alle favole? Tu rappresenti il passato. Mi meraviglio che hai 30 anni di servizio ed ancora, con tutti i casini che succedono nelle carceri non te ne sei andato all’Ospedale Militare……
Ad un tratto una strana luce brillò nei suoi occhi e mi disse: - Si, io forse rappresento il passato, ma sono orgoglioso di essere stato un agente di custodia e di aver rappresentato al meglio la Polizia Penitenziaria in questi ultimi anni. Io amo questo Corpo di Polizia, amo il mio lavoro ma in trent’anni di servizio caro Nuvola Rossa non avevo mai visto uno sfascio simile. Si, io rappresento il passato, ma chi rappresenta il “nuovo” o il “futuro” di questo Corpo certo non deve esserne orgoglioso; chi pur avendone i mezzi ed il potere non riesce a lenire il dolore, i disagi, la sofferenza di un intero Corpo di Polizia Penitenziaria, chi promette e non riesce a mantenere, chi fa proclami ai quali non seguono i fatti, chi parla di aprire nuove carceri senza personale, chi fa vetrina nel sito istituzionale della polizia penitenziaria di certo non rende un buon servizio a tutti noi che giornalmente soffriamo con dignità nelle carceri italiane.
  
 
Nuvola Rossa