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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/10/2010  -  stampato il 09/12/2016


Sit In di protesta del Sappe a Roma, davanti il DAP

Erano più di 200 i poliziotti aderenti al Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, che hanno partecipato la mattina del 19 ottobre scorso al sit-in organizzato a Roma davanti alla sede del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per protestare contro il grave sovraffollamento delle carceri italiane e per le conseguenti pesanti criticità che le donne e gli uomini dei Baschi Azzurri.  

Il grave momento di crisi della questione penitenziaria ricade infatti quasi unicamente sui quasi trentanovemila Agenti di Polizia Penitenziaria, che sono obbligati (considerate le 6mila e 500 unità in meno negli organici e le più volte solo annunciate assunzioni di 2mila nuovi Agenti) a prestare numerose ore di lavoro straordinario e di missione per trasporto di detenuti in tutta Italia, che non sono retribuite per mancanza di fondi. 
Di tutto questo, i  poliziotti penitenziari del SAPPE sono stanchi: stanchi di essere stati e di essere presi in giro sulle più volte annunciate 2mila assunzioni di nuovi Agenti dei quali non si ha alcuna traccia; stanchi dall’assenza di provvedimenti concreti del mondo della politica nonostante il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo stato di emergenza conseguente all’eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale sia del 13 gennaio scorso; stanchi di non essere pagati per lavoro straordinario e servizi di missione obbligati ad assicurare; stanchi di non avere neppure vestiario e automezzi adeguati ai delicati compiti istituzionali. Per protestare contro tutto questo, contro l’immobilismo asfissiante e l’apatia dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e del mondo della politica ai problemi quotidiani dei Baschi Azzurri siamo scesi in piazza a protestare martedì 19 ottobre. 
La manifestazione, che si è svolta regolarmente senza particolari disagi al traffico locale anche per il senso di responsabilità degli iscritti SAPPE, è stata caratterizzata dallo sventolio delle numerose bandiere azzurre del Sindacato, ritmato dal suono dei fischietti, e dagli slogan lanciati per denunciare proprio l’assenza di provvedimenti concreti per risolvere l’emergenza carceri: erano presenti gli striscioni delle delegazioni sindacali del Lazio, della Calabria, dell’Umbria, di Lecce, di Viterbo e della Campania. 
Molti i manifestanti arrivati anche dalla Basilicata, dal Molise, dalle Marche e dalla Toscana. 
Presente per un saluto di solidarietà ai manifestanti il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica, che in serata è poi intervenuto ai lavori del Senato spiegando all’Assemblea le ragioni della protesta del SAPPE, dando lettura del volantino distribuito durante il sit-in e, ciliegina sulla torta, mostrando e consegnando alla Presidenza dell’Aula la maglietta con in bella evidenza il logo del SAPPE regalatagli durante la manifestazione. 
Nella tarda mattina, poi, una delegazione di manifestanti, guidati dal Segretario Generale SAPPE Capece, è stata ricevuta dal Capo del DAP e Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Franco Ionta, al quale sono state spiegate le ragioni della protesta. 
Ionta ha espresso una condivisione di massima con le rivendicazioni del SAPPE: «io continuo a lavorare e spero che per la fine dell’anno si possa arrivare ad ottenere una prima parte di assunzioni di nuovi Agenti e l’approvazione del d.d.l. Alfano sulle pene detentive brevi. In questo contesto, la manifestazione odierna del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria deve essere intesa quale giusto richiamo alle Istituzioni ed al Parlamento per una maggiore attenzione alla grave situazione penitenziaria ed alle molte criticità del Corpo di Polizia». 
Ora aspettiamo i fatti. 
Gli striscioni, le bandiere, i fischietti restano a portata di mano...