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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/10/2010  -  stampato il 06/12/2016


Per gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria deve essere utilizzata la procedura telematica della certificazione medica?

LA TRASMISSIONE TELEMATICA DEI  CERTIFICATI DI MALATTIA
 
Sono un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria con la qualifica di agente scelto, preferisco omettere la sede di servizio per ragioni di opportunità, vorrei alcune delucidazioni circa la trasmissione telematica dei certificati di malattia. In particolare, sono alle prese con un contrasto, tra l’Autorità Dirigente dell’Istituto e il medico curante, poiché la prima pretende che il medico inoltri la certificazione medica utilizzando la procedura telematica, introdotta dal D.Lgs 150/2009, mentre il medico sostiene che, per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, può continuare ad utilizzare il certificato cartaceo.
 
Gentile lettore,
l’art. 55-septies del D. Lgs. 165/2001, introdotto dall’art. 69 del D. Lgs. 150/2009, prevede che il certificato medico attestante l’assenza per malattia dei dipendenti pubblici sia inviato direttamente all’INPS dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica che lo rilascia, con le medesime modalità previste per il settore privato.
Una volta ricevuto il certificato, l’INPS lo invia immediatamente, sempre per via telematica, all’amministrazione di appartenenza del lavoratore.
Nella Gazzetta Ufficiale del 19.03.2010 è stato pubblicato il Decreto del Ministero della Salute 26 febbraio 2010 contenente la “definizione delle modalità tecniche per la predisposizione e l’invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al SAC (Sistema di Accoglienza Centrale)”.
Il Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica, con Circolare n. 1/2010 del 19.03.2010, ha emanato le indicazioni operative per l’attuazione dell’art. 55-septies.
Il 28 settembre il Ministro Brunetta ha emanato una nuova circolare (n. 2/2010 DFP/DDI) in materia di trasmissione telematica dei certificati per malattia. 
Questa circolare segue le indicazioni già diramate l’11 marzo 2010 (n. 1/2010/DFP/DDI).
In particolare, questa nuova circolare fornisce ulteriori chiarimenti sull’ambito di applicazione della disciplina e sulla procedura da seguire per le ipotesi in cui è necessario che l’amministrazione conosca, oltre alla prognosi, anche la diagnosi (di norma non dovuta per tutela delle riservatezza) per avere diritto all’esenzione dalla decurtazione del salario e dal regime della reperibilità ai fini della visita fiscale. Inoltre, fermo restando l’obbligo dei medici di continuare a trasmettere i certificati per via telematica in presenza delle condizioni organizzative e tecniche che lo rendono possibile, per i certificati di ricovero, di dimissioni e di pronto soccorso i medici, sino al 31 gennaio 2011, continueranno ad elaborare certificati in forma cartacea ed i dipendenti continueranno a recapitare gli stessi all’amministrazione che li accetterà secondo le tradizionali modalità. La citata Circolare, ha chiarito l’ambito di applicazione della disciplina: l’art. 55 septies del D.Lgs. n. 165 del 2001 – riguarda il personale ad ordinamento privatistico, ovvero il personale soggetto alla disciplina del decreto legislativo citato. 
Pertanto, la norma non riguarda direttamente il personale in regime di diritto pubblico di cui all’art. 3 del medesimo decreto (magistrati e avvocati dello Stato, professori universitari, personale appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, personale delle carriere diplomatica e prefettizia e e le altre categorie che, ai sensi del menzionato art. 3, sono disciplinate dai propri ordinamenti), per il quale rimane vigente la tradizionale modalità cartacea, fermo restando che il nuovo sistema potrà trovare applicazione anche nei confronti di queste categorie di personale a seguito di approfondimenti istruttori e dell’adozione delle misure del caso. In conclusione, per le categorie di personale ad ordinamento pubblicistico, non soggette al regime del D.Lgs. n. 165 del 2001, i medici compilano i certificati e gli attestati di malattia in forma cartacea e le amministrazioni accettano i relativi documenti nella stessa forma, con le consuete modalità di produzione o trasmissione da parte del dipendente interessato. Cordialmente
*Giovanni Passaro
Vice sovrintendente in servizio a Roma – Regina Coeli,
laureato in Scienze Giuridiche e in Giurisprudenza