www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/11/2010  -  stampato il 04/12/2016


Nuove assunzioni per la Polizia Penitenziaria e detenzione domiciliare: approvata definitivamente la legge

 L'aula del Senato ha approvato in via definitiva mercoledì 17 novembre 2010 la legge che consente la detenzione domiciliare per chi deve scontare pene inferiori ad un anno. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Astenuti Pd, Idv e Udc. Non hanno partecipato al voto i senatori radicali Perduca e Poretti. 

La legge avvantaggerà, entro il 31 dicembre 2013, quei detenuti a cui mancano 12 mesi per completare il periodo di detenzione e tornare in libertà. Ma la legge prevede soprattutto l’assunzione di circa 2.000 nuovi Agenti di Polizia Penitenziaria e per questo la ritengo un segnale apprezzabile di attenzione per sanare seppur parzialmente le gravi carenze di organico della Polizia Penitenziaria (quantificate in oltre 6mila unità) e per dare un primo concreto segnale ad un sistema, quello penitenziario, rimasto per molto tempo senza alcun intervento sostanziale, oltre la fallimentare e disastrosa esperienza dell'indulto. 

Oggi in carcere ci sono più di 69mila detenuti per poco più di 43mila posti letto, e la misura deflattiva che prevede la possibilità di scontare ai "domiciliari" l'ultimo anno di pena residua inciderà su circa 7/8mila detenuti. Quello che mi sembra positivo è la trasversalità politica raggiunta sui temi penitenziari. 
Anche da queste colonne intendo ringraziare tutti i gruppi parlamentari del Senato, ed in particolar modo il Senatore Pedica dell’IDV che era anche con noi in piazza a manifestare davanti al Dap il 19 ottobre scorso,  per aver citato la presenza del SAPPE e mia personale in Aula a Palazzo Madama. Il SAPPE era infatti presente al Senato per seguire i lavori dell’Atto Senato 2313 con il suo segretario generale ed il segretario generale aggiunto Roberto Martinelli. 
Entrando un po’ nel dettaglio, il provvedimento approvato in via definitiva al Senato  consente la detenzione domiciliare per chi deve scontare condanne inferiori a un anno. 
Ne beneficeranno, entro il 31 dicembre 2013, oltre a chi ha condanne molti lievi anche quei detenuti che stanno per completare il periodo di detenzione e vedono avvicinarsi il sospirato momento della fine pena. 
Si calcola che il ddl dovrebbe interessare almeno 7 mila detenuti e consente l'assunzione di circa 2000 agenti penitenziari per sopperire alle carenze di organico. 
Rispetto alla Camera il Pd e l'Udc non hanno votato a favore, ma si sono astenuti insieme all' Idv perche' accusano il governo di non aver mantenuto le promesse fatte a fine luglio quando il ddl e' stato votato in prima lettura. Ecco i punti salienti della nuova legge: la pena detentiva è eseguita presso l'abitazione del condannato o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza che può definirsi un domicilio. 
Non è applicabile ai detenuti considerati delinquenti abituali, professionali o per tendenza; ai detenuti che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare; quando vi è la concreta possibilità che il condannato possa darsi alla fuga o quando sussistono specifiche e motivate ragioni per ritenere che il condannato possa commettere altri delitti oppure quando non sussiste l'idoneità e l'effettività del domicilio anche in funzione delle esigenze di tutela delle persone offese dal reato. 
Spetta al pubblico ministero la trasmissione al giudice di sorveglianza della richiesta di sospensione della reclusione corredata da un verbale di accertamento della idoneità del domicilio. 
Il magistrato di sorveglianza dispone l'esecuzione domiciliare degli ultimi 12 mesi di pena o di assegnazione a centri di recupero, presso una struttura pubblica o privata accreditata, in caso di condannati tossicodipendenti. 
In caso di evasione dai domiciliari la pena che era prevista dal codice penale da 6 mesi fino a tre anni passa da uno fino a cinque anni. 
Il provvedimento prevede un adeguamento dell' organico del Corpo di polizia penitenziaria di circa 2000 unità per fronteggiare la situazione emergenziale in atto e, entro 180 giorni dall' entrata in vigore della legge, il ministro della Giustizia riferirà alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica della polizia penitenziaria.
Dopo tanta inattività per riformare il sistema carcere, questo provvedimento può essere il primo passo per ripensare davvero l’esecuzione penale in Italia e, di conseguenza, un nuovo ruolo ed impiego del Corpo di Polizia Penitenziaria. E noi, su questo, vogliamo fare la nostra parte.