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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/11/2010  -  stampato il 11/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 15 - 20 novembre 2010.

 

ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04107
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 460 del 17/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: DELOGU MARIANO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 17/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
17/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 17/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04107
presentata da
MARIANO DELOGU
mercoledì 17 novembre 2010, seduta n.460
DELOGU, SALTAMARTINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
la scuola di Polizia penitenziaria di Monastir (Cagliari) in Sardegna è una struttura deputata alla formazione degli agenti che ha ospitato nel corso degli anni corsi per sottoufficiali, di perfezionamento e corsi per allievi su un tema difficilissimo come quello carcerario, e che oggi ospita il poligono di tiro a cielo chiuso utilizzato da Corpi di Polizia dell' isola;
questa scuola, rilevante sul territorio, sembrerebbe rischiare la chiusura difatti da tempo non vengono più svolti corsi di formazione e aggiornamento e i tagli, pure necessari, stabiliti dalla manovra finanziaria che riguardano le scuole di Polizia penitenziaria andrebbero a far cessare le funzioni dell'unica scuola in Sardegna tra le nove presenti in tutta Italia;
se la notizia del fermo definitivo dell'istituto dovesse essere confermata ci si troverebbe di fronte a un ulteriore gravissimo deterioramento del tessuto della regione Sardegna, già duramente colpito dalla crisi economica;
si aggiunga che la chiusura di questa istituzione comporterebbe che tutti i vari corsi di formazione e aggiornamento sia del personale della polizia sia di quello del comparto Ministeri saranno trasferiti, in mancanza di una struttura, nella penisola, con enormi spese per il trasporto, le missioni, la permanenza dei corsisti fuori sede, e una maggiore assenza dal servizio dei poliziotti in formazione che prestano servizio sull'isola,
si chiede di sapere:
se rientri nella volontà del Ministro in indirizzo chiudere la scuola in questione;
se, nel caso in cui abbia effettivamente deciso di dismettere la scuola, ritenga opportuno riconsiderare la decisione tenuto conto dell'antieconomicità di inviare il personale sardo, per esigenze di formazione, nel continente e della necessità della Sardegna, in forte crisi economica, di mantenere intatte le strutture di formazione presenti nel territorio.
(4-04107)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09567
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 398 del 19/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 19/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
19/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
19/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
19/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
19/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
19/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09567
presentata da
RITA BERNARDINI
venerdì 19 novembre 2010, seduta n.398

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

su Agenda Parlamento del 16 novembre 2010 è stata riportata la notizia circa l'esistenza di un progetto di riorganizzazione del Ministero della giustizia con il quale si vorrebbe accorpare il personale dei tre dipartimenti di cui esso si compone sotto l'egida dell'organizzazione giudiziaria;

il citato progetto prevederebbe lo smantellamento del dipartimento della giustizia minorile e la gestione separata del personale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria tra polizia penitenziaria e personale del comparto Ministeri, con la conseguente perdita della specificità di questi due delicati settori;

secondo le organizzazioni sindacali di categoria, tutto ciò causerebbe una grave retrocessione nel campo della rieducazione e del trattamento carcerario per i minori e per gli adulti, nonché una gravissima scelta politica che tenderebbe ad identificare il carcere con la parte meramente repressiva senza tener conto del valore più importante, scritto nella Costituzione, del trattamento mirato al reinserimento del detenuto nella società -:

se non ritenga opportuno rivedere il progetto di riorganizzazione del Ministero della giustizia nella parte in cui esso prevede lo smantellamento del dipartimento della giustizia minorile nonché la gestione separata del personale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria tra polizia penitenziaria e personale del comparto Ministeri. (4-09567)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09566
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 398 del 19/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: TIDEI PIETRO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 19/11/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09566
presentata da
PIETRO TIDEI
venerdì 19 novembre 2010, seduta n.398

TIDEI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

con la deliberazione del consiglio comunale n. 90/2003, il comune di Roma, primo in Italia, ha istituito la figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale;

nell'articolato approvato con la suddetta deliberazione è stato stabilito:

all'articolo 2, che «il sindaco nomina con propria ordinanza il Garante dei detenuti scegliendolo tra persone di indiscusso prestigio e di notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, ovvero delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e nei centri di servizio sociale»;

all'articolo 2, che «L'incarico è incompatibile con l'esercizio di funzioni pubbliche nei settori della giustizia e della sicurezza pubblica»;

all'articolo 4, comma 3, che «il Garante almeno una volta l'anno, riferisce alla Consulta cittadini per i problemi penitenziari e alle associazioni maggiormente rappresentative dei detenuti, tenendo conto delle osservazioni da queste ricevute»;

è in vigore un protocollo sottoscritto in data 28 gennaio 2009 tra l'assessore alle politiche sociali del comune di Roma, della provincia di Roma e del garante regionale dei diritti dei detenuti del Lazio finalizzato ad una comune collaborazione per interventi per l'integrazione sociale culturale e lavorativa dei cittadini in esecuzione penale;

il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, con propria ordinanza, il 29 ottobre 2010, in aperta contraddizione con la delibera 90/2003 senza il minimo coinvolgimento della consulta cittadina per i problemi penitenziari, ha nominato garante dei detenuti di Roma Capitale, il signor Vincenzo Lo Cascio;

il signor Vincenzo Lo Cascio, a tutt'oggi, risulta essere viceispettore del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria (Dap), e, per 9 anni, è stato impegnato nei Gruppi Operativi Mobili (GOM), ovvero il nucleo della Polizia Penitenziaria adibito all'intervento di urgenza, da attuarsi con modalità discrezionali, all'interno degli edifici carcerari;

tali elementi del curriculum professionale del signor Vincenzo Lo Cascio rendono la sua nomina in contrasto con le disposizioni menzionate in premessa, in quanto privo delle qualità indicate al primo comma dell'articolo 2 nonché incompatibile ai sensi del 2o comma dell'articolo 2 della delibera comunale 90/2003 ed infine inopportuna in riferimento ai compiti descritti all'articolo 3 della stessa delibera comunale;

la stessa nomina è in contrasto con il protocollo d'intesa citato nelle premesse siglato tra l'assessorato alle politiche sociali del comune e della provincia di Roma ed il Garante dei detenuti del Lazio;

le sentenze del TAR Lazio Roma sez. III-bis n. 73 del 4 gennaio 2006 e del Consiglio di Stato sez. III-quater 8647 del 1o ottobre 2008 che obbligano il dipendente pubblico a rispettare le disposizioni sull'incompatibilità che «permane anche durante l'aspettativa per qualsiasi ragione concessagli» -:

se il Ministro interrogato ritenga che in ragione della nomina del signor Lo Cascio a garante comunale dei detenuti questi possa mantenere il ruolo di viceispettore del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.(4-09566)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09551
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 398 del 19/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: ZACCHERA MARCO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 19/11/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09551
presentata da
MARCO ZACCHERA
venerdì 19 novembre 2010, seduta n.398

ZACCHERA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

con il suicidio di un 32enne cittadino sloveno a Bologna salgono a 7 i detenuti che si sono tolti la vita dall'inizio di ottobre 2010 e a 58 da inizio anno: 48 si sono impiccati, 6 sono morti asfissiati con il gas della bomboletta da camping, 3 sono morti per avvelenamento da mix di farmaci e 1 è morto dissanguato dopo essersi tagliato la gola -:

se questo fenomeno sia stato preso in considerazione dal Ministero della giustizia;

quali si ritengano essere i motivi di questo abnorme numero di suicidi in carcere;

quali provvedimenti siano stati attivati per impedire nuove morti nelle carceri italiane. (4-09551)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09543
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 397 del 18/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
18/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
18/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
18/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
18/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
18/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 18/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09543
presentata da
RITA BERNARDINI
giovedì 18 novembre 2010, seduta n.397

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

la prima firmataria del presente atto ha già presentato due atti di sindacato ispettivo (4-00592 in data 10 luglio 2008 e 4-05421 in data 15 dicembre 2009) riguardanti le condizioni dei detenuti della casa circondariale «Piazza Lanza» di Catania, entrambi a tutt'oggi senza risposta, nonostante i ripetuti solleciti;

il 13 novembre 2010 la prima firmataria del presente atto è tornata a visitare la casa circondariale «Piazza Lanza» di Catania insieme a Hassan Maamri e a Gianmarco Ciccarelli (segretario dell'associazione Radicali Catania);

la visita ispettiva è stata guidata dalla vice-direttrice, dottoressa Zito, e dal comandante di polizia penitenziaria, dottor Tramontana;

dalla visita ispettiva è emersa la seguente situazione dell'istituto:

la casa circondariale di Catania «Piazza Lanza» è un istituto gravemente sovraffollato e la stragrande maggioranza dei ristretti è in attesa di giudizio; infatti, i detenuti presenti sono 547 (di cui 527 uomini e 20 donne) a fronte di una capienza regolamentare di 155 posti e «tollerata» di 221; soltanto 76 detenuti scontano una condanna definitiva, mentre 471 detenuti sono in attesa di giudizio (321 imputati, 116 appellanti, 34 ricorrenti); i detenuti comuni sono 545; 2 sono in alta sicurezza; i detenuti stranieri sono 50 (di cui 46 uomini e 4 donne); l'istituto registra un elevato turn-over di detenuti, moltissimi dei quali vengono arrestati e rilasciati dopo pochi giorni di detenzione (fenomeno delle cosiddette «porte girevoli»);

dei 435 agenti di polizia penitenziaria previsti nella pianta organica (calibrata sulla capienza regolamentare), ne sono stati assegnati 342 mentre quelli effettivamente in servizio sono 247; una carenza così marcata di personale di polizia penitenziaria incide sulla sicurezza dell'istituto e sulle condizioni di vita di chi vi si trova ristretto, e rappresenta inoltre un fattore di gravissimo stress per gli agenti in servizio, costretti a dover fare fronte ad un abnorme carico di lavoro;

circa la metà dei detenuti è reclusa per violazione delle norme del testo unico sulle sostanze stupefacenti; 94 detenuti sono tossicodipendenti, 13 sono sottoposti a terapia metadonica, 1 detenuto è sieropositivo; il numero dei detenuti tossicodipendenti (in modo particolare da cocaina) è in aumento rispetto al passato (erano 65 l'8 dicembre 2009) e, secondo quanto riferito dal medico di guardia dottor De Luca, trattasi di un dato quasi certamente sottostimato, vista la difficoltà di diagnosticare con esattezza lo stato di tossicodipendenza a detenuti la cui permanenza in carcere è limitata, in molti casi, a pochi giorni;

i detenuti affetti da epatite C sono 10, quelli con patologie di tipo psichiatrico 119; secondo quanto riferito dal medico di guardia dottor De Luca, sono parecchie le doppie diagnosi (soprattutto tossicodipendenti affetti da disturbi psichiatrici); anche con riferimento alle malattie infettive viene sottolineata la difficoltà di avere un quadro preciso a causa del limitato tempo di permanenza di molti ristretti all'interno dell'istituto;

l'assistenza sanitaria è assicurata da 1 dirigente sanitario, da 1 medico incaricato (3 ore al giorno) e da 8 medici a parcella (dipendenti ASL che svolgono attività in convenzione) che garantiscono la copertura nelle 24 ore (1 medico per ogni turnazione); ancora nella regione Sicilia non è stato effettuato il passaggio della sanità penitenziaria dal Ministero della giustizia al servizio sanitario nazionale; la carenza nell'assistenza sanitaria è lamentata da molti detenuti e sottolineata dallo stesso dottor De Luca, secondo cui «in ogni turno dovrebbero esserci almeno due medici, uno per le visite mediche e un altro per le emergenze, e invece non è così»;


l'assistenza infermieristica è assicurata da due infermieri di ruolo e da 1 infermiere parcellista; la carenza di assistenza infermieristica «incide molto», secondo il dottor De Luca;


risulta del tutto inadeguata anche l'assistenza psicologica, assicurata da 3 psicologi convenzionati che coprono complessivamente 33 ore mensili per l'attività di «osservazione e trattamento» e da 5 psicologi convenzionati che coprono complessivamente 155 ore mensili per l'attività del presidio «nuovi giunti» (ogni giorno dalle 17.00 alle 22.00); gli educatori in servizio sono 7, a fronte di una pianta organica che ne prevede 6;

il giorno precedente alla visita si è registrato un tentativo di suicidio all'interno del penitenziario: un uomo di 56 anni ristretto in isolamento (il cui figlio è anch'egli detenuto nel carcere di Piazza Lanza) ha tentato di impiccarsi;

i detenuti che svolgono attività lavorativa sono soltanto 55 (di cui 53 uomini e 2 donne), tutti alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria, con turnazione ogni 4 mesi; l'esiguo numero di detenuti che lavora è da attribuire, secondo quanto riferito dal comandante Tramontana, alla carenza di fondi; nessun detenuto svolge attività lavorativa per conto di imprese o cooperative; i detenuti trascorrono 20 ore al giorno all'interno della cella; le attività «extracella» sono quasi del tutto inesistenti, non c'è socialità e non c'è una palestra; una stanza con cyclette e tapis roulant sarà attrezzata a breve, secondo quanto riferito dal comandante Tramontana; sono attivi corsi di alfabetizzazione; secondo quanto riferito dalla vicedirettrice dottoressa Zito, nella prossima primavera dovrebbero cominciare corsi di formazione finanziati con fondi europei, relativi a due progetti (tecniche di tessitura dei tappeti e redazione di tesi per non vedenti);


nelle sale colloqui sono in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento eseguiti in economia dai detenuti; la vicedirettrice dottoressa Zito lamenta la carenza di risorse economiche e ci informa che il muretto divisore ancora presente nelle sale colloqui dovrebbe essere rimosso entro la fine dell'anno;


la delegazione ha visitato il 2o piano del reparto «Amenano», che si presenta in buone condizioni strutturali; tutte le celle sono provviste di doccia e sono di circa 20 metri quadrati; i detenuti dormono in letti a castello a 3 piani;

nella cella n. 21 sono presenti 7 detenuti, così come nella cella n. 29;


nella cella n. 30 sono presenti 8 detenuti, che lamentano l'assenza di attività: «a parte le ore d'aria, stiamo sempre in cella»;


anche nella cella n. 23 i detenuti presenti al momento della visita sono 8, ma raccontano di essere stati anche in 10 e lamentano l'assenza di lavoro: «abbiamo fatto le domandine, ma non c'è niente...»; in questa cella, esposta a nord, i detenuti lamentano l'insufficienza di luce naturale che spesso li costringe a tenere la luce accesa anche durante il giorno; un detenuto catanese di nome Pietro Privitera, che sta scontando una condanna definitiva nel carcere di Prato ma si trova qui per partecipare ad una udienza relativa ad un altro processo, ha chiesto un avvicinamento per poter stare vicino ai figli piccoli; Privitera dice di aver preso l'aereo 16 volte dal marzo scorso ad oggi e si chiede se i soldi spesi dall'Amministrazione penitenziaria per questi spostamenti aerei siano soldi spesi in modo utile e razionale; un altro detenuto di nome Fabio Raciti lamenta carenze nell'assistenza sanitaria e racconta di aver chiesto di poter effettuare una risonanza magnetica al ginocchio da più di 3 mesi;

nella cella n. 28 sono presenti 8 detenuti; fino a 2 giorni prima, a detta degli stessi, erano in 10, e un detenuto era costretto a dormire sui tavoli; i detenuti lamentano la mancata concessione di benefici; un detenuto racconta di essere stato trasferito con un furgoncino della polizia penitenziaria da Catania a Cosenza facendo prima una tappa a Trapani, «perché altri detenuti dovevano andare lì, e mi hanno fatto fare un viaggio infernale durato 2 giorni!»;


nella cella n. 27 sono ristretti 8 detenuti; lamentano l'assenza di attività e il fatto che l'acqua calda sia presente mediamente soltanto per 2 ore al giorno; inoltre lamentano l'assistenza sanitaria carente: «quando stiamo male ci danno sempre una pillola, la pillola magica che guarisce tutto!»;


nella cella n. 22 sono ospitati 9 detenuti; anche loro (così come nella n. 28) raccontano di essere stati in 10 in alcuni momenti e che il decimo era costretto a dormire sui tavoli;


nella cella n. 26 sono presenti 9 detenuti, tutti stranieri di provenienza magrebina: 5 egiziani, 3 tunisini e 1 marocchino; questi detenuti hanno grandi difficoltà di comunicazione, vista l'assenza di figure come il mediatore linguistico culturale o comunque di personale in grado di parlare la lingua araba all'interno del carcere; il più giovane è un detenuto egiziano di 20 anni; un altro detenuto egiziano, Ahmed Mohamed Gharib, di 58 anni, visibilmente in sovrappeso e in condizioni di salute precarie, afferma di avere avuto una emorragia cerebrale e di non sopportare la detenzione a causa della claustrofobia e di problemi respiratori: «di notte non riesco a dormire, mi sento soffocare e parlo da solo, è un problema anche per gli altri che non riescono ad addormentarsi facilmente», dichiara; e aggiunge: «sono preoccupato per la mia famiglia che sta in Egitto e a cui non ho potuto dare notizie»; un altro detenuto dice di non riuscire a parlare col proprio avvocato: «sono qui da 2 mesi e dopodomani ho l'appello, ma il mio avvocato non mi assiste, non riesco nemmeno a parlargli»; un altro detenuto dice di voler tornare nel suo paese: «non ho commesso nessun reato, solo clandestinità»; un altro manifesta la sua disperazione legata allo stato di totale indigenza: «ho fatto 4 domandine, aspetto di poter lavorare da 4 mesi, non ho soldi, per favore aiutatemi!»; la vicedirettrice dottoressa Zito informa i detenuti di questa cella che entro una settimana verrà dato un sussidio di 25 euro a testa al mese e aggiunge che chi volesse avere un colloquio con il console del proprio paese può avanzare richiesta in tal senso;


nella cella n. 25 sono presenti 9 detenuti stranieri, provenienti da Romania, Olanda, Nigeria, Colomba, Tunisia e Sri Lanka; anche qui i detenuti raccontano di essere stati recentemente in 10, col decimo a dormire sui tavoli -:



quali iniziative urgenti intenda assumere il Governo per intervenire rispetto al grave problema del sovraffollamento della casa circondariale «Piazza Lanza» di Catania, riportando le presenze dei detenuti nei limiti imposti dalla capienza regolamentare; se intenda da subito restituire un minimo di spazio vitale a quei detenuti che sono costretti a vivere in celle dove lo spazio a disposizione di ciascun recluso è addirittura al di sotto dei 3 metri quadrati;

quali iniziative urgenti intenda assumere per colmare la grave carenza di agenti di polizia penitenziaria, in modo da assicurare condizioni di vita accettabili per i detenuti e per gli stessi agenti, oggi sottoposti ad un notevole livello di stress;

quali iniziative urgenti intenda assumere per colmare le carenze relative all'assistenza medica, infermieristica, psicologica e psichiatrica, al fine di assicurare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza;


se, e in che tempi, intenda prevedere la presenza all'interno del carcere di figure come il mediatore linguistico culturale, per consentire ai detenuti stranieri di soddisfare primarie esigenze legate alla possibilità di comunicare;


in che modo intenda operare per ripristinare il principio della territorializzazione della pena;


se, in quale misura e in che tempi, intenda adeguare i fondi delle mercedi in modo da consentire ad un più elevato numero di detenuti la possibilità di lavorare;


quali iniziative urgenti intenda assumere per rafforzare le attività trattamentali e fare in modo che la detenzione cessi di avere carattere meramente afflittivo e persegua finalmente quella funzione rieducativa prevista dal 2o comma dell'articolo 27 della Costituzione;


in definitiva, quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di ricondurre le condizioni di detenzione vigenti all'interno dell'istituto penitenziario di Catania «Piazza Lanza» alla piena conformità al dettato costituzionale e normativo. (4-09543)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09511
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 397 del 18/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: HOLZMANN GIORGIO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 18/11/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 18/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09511
presentata da
GIORGIO HOLZMANN
giovedì 18 novembre 2010, seduta n.397

HOLZMANN. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

la situazione delle strutture carcerarie è assolutamente insufficiente e la realizzazione di nuovi posti per alleggerire l'attuale sovraffollamento pare non attuabile a breve scadenza;

i vincoli urbanistici e la necessità di predisporre i relativi progetti con il tempo necessario per la loro approvazione paiono complicare, anzi di fatto rendono impossibile una soluzione in tempi ragionevoli;

la Fincantieri ha da tempo sottoposto un'idea innovativa, ovvero la costruzione di carceri galleggianti su chiatte che hanno una struttura modulare e possono essere assai flessibili per le esigenze che si ravvisano;

le chiatte verrebbero ormeggiate su moli secondari e sarebbero raggiungibili come qualsiasi altra struttura su terraferma; i costi non sarebbero superiori ad analoghe configurazioni tradizionali -:

se il Ministero della giustizia abbia preso in esame questa proposta che, oltretutto rilancerebbe la cantieristica italiana in un ambito finora non sfruttato da nessuno, con la possibilità di esportare un modello innovativo, razionale, di minor impatto e di rapida realizzazione.
(4-09511)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09441
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09441
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

su La Gazzetta del Mezzogiorno del 14 novembre 2010 è apparso un articolo intitolato: «Mio figlio Luca ha bisogno di cure che in carcere non sono garantite»;

l'articolo riporta l'appello di Maria Grazia C., madre di un ragazzo tossicodipendente detenuto nel carcere di Potenza, la quale si dice preoccupata da quando ha saputo che suo figlio, condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, rischia di essere trasferito in un ospedale psichiatrico giudiziario;

l'articolo citato riporta le seguenti dichiarazioni rilasciate dalla donna: «Mio figlio è malato, è tossicodipendente e ha bisogno di cure. A tal proposito voglio fare un appello ai giudici, al personale sanitario e al direttore del carcere affinché vengano garantite a mio figlio le cure necessarie per le gravissime patologie di cui soffre mediante il ricovero presso il reparto psichiatrico dell'ospedale San Carlo di Potenza. Mio figlio ha bisogno di cure, non certo di finire in un manicomio criminale situato fuori regione»;

la vicenda è stata richiamata anche in una dichiarazione rilasciata da Maurizio Bolognetti, membro della direzione nazionale di Radicali Italiani, il quale ha sottolineato la gravità di un eventuale ricovero del detenuto presso l'ospedale psichiatrico giudiziario, stante le precarie condizioni di salute dell'uomo;

da tempo la Corte costituzionale ha manifestato il proprio dissenso circa il trattamento penale riservato agli autori di reato infermi di mente arrivando a segnalare l'esigenza di una «attenta revisione» dell'intera disciplina dell'applicazione delle misure di sicurezza e, ancor più drasticamente, dichiarando con la sentenza n. 253 del 2003 l'illegittimità dell'articolo 222 codice penale (ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario) e con la n. 367 del 2004 dell'articolo 206 codice penale (applicazione provvisoria delle misure di sicurezza) nella parte in cui non consentivano al giudice di adottare, nei riguardi del soggetto prosciolto per infermità psichica e giudicato socialmente pericoloso, in luogo del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, una diversa misura di sicurezza, tra quelle previste dalla legge, «idonea a soddisfare contemporaneamente le esigenze di cura dell'infermo di mente con quelle di controllo della sua pericolosità sociale»;

attualmente al sistema penitenziario viene affidata la maggiore responsabilità nel contrasto al fenomeno delle tossicodipendenze, quando è ormai noto che i tassi di recidiva per chi esce dal carcere sono estremamente elevati, assai più di quelli di chi sconta la propria pena in misura alternativa, e che il gruppo con il maggior tasso di recidiva è proprio quello dei tossicodipendenti;

secondo il sesto rapporto sulle carceri redatto dalla associazione Antigone, il numero di tossicodipendenti che annualmente transitano dalle carceri italiane è decisamente superiore a quello di coloro che transitano dalle comunità terapeutiche, il che dimostra come l'approccio terapeutico per questo tipo di detenuti sia stato concretamente abbandonato -:

se siano a conoscenza dei fatti riportati in premessa;

se il detenuto tossicodipendente indicato in premessa, attualmente ristretto presso l'istituto penitenziario di Potenza, sia mai stato preso in carico dai medici del Ser.T. e/o delle ASL al momento del suo ingresso in carcere;

per quali motivi il detenuto non sia stato ancora trasferito presso il reparto psichiatrico dell'ospedale San Carlo di Potenza;

se siano a conoscenza di quali siano attualmente le sue condizioni di salute e se lo stesso risulti mai essere stato sottoposto ad un adeguato trattamento medico;

quali misure di carattere generale e quali iniziative di carattere normativo intendano assumere, anche alla luce della sentenza n. 253 del 2003 della Corte Costituzionale, al fine di ottenere, per tutti i detenuti tossicodipendenti e malati psichici che rischiano di vedersi rinchiusi in un ospedale psichiatrico giudiziale, un migliore contemperamento tra istanze di difesa sociale e l'insopprimibile garanzia del diritto alla salute e del rispetto della dignità dell'uomo. (4-09441)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09439
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09439
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia Il Velino del 10 novembre 2010, un detenuto di origine domenicana ha tentato di togliersi la vita nel carcere di Augusta;

l'uomo ha cercato di impiccarsi all'interno della sua cella. Solo il tempestivo intervento dell'agente di sezione ha evitato il peggio, atteso che lo stesso, nel mentre effettuava un giro di controllo, si era accorto che il detenuto stava appeso alla finestra della cella con una stringa ricavata da un lenzuolo;

con l'aiuto degli altri colleghi, il detenuto è stato portato in infermeria per le cure del caso ed è rimasto controllato a vista tutta la notte;

Augusta conta attualmente 650 detenuti circa a fronte di 320 previsti e una presenza di 200 poliziotti penitenziari circa, con un ammanco di 140 unità per le condizioni ottimali -:

di quali informazioni disponga circa i fatti riferiti in premessa;

se il detenuto che ha cercato di togliersi la vita sia attualmente seguito da uno psicologo e a quali trattamenti medici lo stesso risulti essere sottoposto;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare per riportare il numero dei detenuti presenti all'interno del carcere di Augusta entro i limiti imposti dalla capienza regolamentare del medesimo istituto di pena;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di aumentare l'organico degli agenti di polizia penitenziaria adeguando il medesimo al numero dei detenuti presenti all'interno della struttura carceraria. (4-09439)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09438
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09438
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

l'11 novembre 2010, l'agenzia di stampa DIRE ha diramato la seguente notizia: «Il garante Corleone accusa l'amministrazione penitenziaria: "Situazione surreale: in un momento cosi grave, il direttore Cacurri è stato collocato in ferie forzate per 45 giorni per il rispetto di circolari burocratiche, in un momento così grave per il carcere"». Così Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti di Firenze, si esprime in merito al comportamento dell'amministrazione penitenziaria. «Sono preoccupato che in un momento di cosi grave emergenza il carcere di Sollicciano sia decapitato per la mancanza di un direttore. L'impegno mio e delle associazioni presenti è di avere comunque l'indicazione di chi è l'interlocutore da qui alla fine dell'anno» -:

per quali motivi il direttore del carcere di Sollicciano sia stato collocato in ferie forzate;

se non ritenga opportuno rivedere questa decisione e dotare il carcere di Sollicciano di un direttore pienamente operativo, stante la situazione di grave emergenza e sofferenza che sta vivendo la struttura penitenziaria in questione. (4-09438)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09437
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09437
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Corriere Adriatico del 10 novembre 2010, la situazione generale delle carceri marchigiane sarebbe grave sotto gli aspetti strutturali ovvero sovraffollamento, sanità e attività rieducativa;

è il carcere di Fermo (AP) a presentare la situazione più grave di tutte, atteso che nella predetta struttura penitenziaria gli spazi vitali sono scarsi e quasi inesistenti quelli di recupero e ricreativi, mentre i rapporti col volontariato e associazionismo esterni sono quasi del tutto inesistenti;

le condizioni della casa circondariale di Fermo sono caratterizzate da un elevato sovrannumero di detenuti, da una elevata carenza di organico, nonché da precarie condizioni della struttura, così come più volte denunciato nelle richieste di sindacati, articoli di quotidiani locali e richieste della direzione della casa circondariale stessa -:

quali iniziative urgenti intendano adottare al fine di risolvere i gravi problemi strutturali (sovraffollamento, sanità e attività ricreativa) che affliggono gli istituti di pena marchigiani;

se non si reputi opportuno intervenire in modo deciso per sopperire alla carenza dell'organico del personale di polizia penitenziaria assegnato al carcere di Fermo e per contrastare l'elevato tasso di sovraffollamento che si registra al suo interno;

se il Ministro della giustizia intenda convocare i sindacati di polizia penitenziaria e le rappresentanze di tutto il personale penitenziario delle carceri marchigiane al fine di un confronto concreto e costruttivo sulle problematiche degli istituti di pena presenti in quella regione e degli operatori che ivi svolgono la propria attività. (4-09437)
 
ATTO CAMERA
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09436
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09436
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il sito riviera24.it, in data 11 novembre 2010, riporta un appello rivolto al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria (SAPPE) nel quale si chiede che a Sanremo venga aperta immediatamente un sezione detentiva femminile;

la richiesta è dovuta al fatto che le arrestate nella provincia di Imperia vengono inevitabilmente tradotte nella casa circondariale di Genova Pontedecimo, cosa che provoca gravi disagi al personale di polizia penitenziaria che deve trasportate le arrestate, ma anche ai familiari ed in particolare ai figli delle donne arrestate;

da tempo il Sappe chiede la chiusura della sezione detentiva per collaboratori che c'è nel carcere di Sanremo, attualmente gestita dal personale di polizia penitenziaria dell'istituto e non da quello istituzionalmente previsto, appartenente al Gruppo operativo mobile, il che accentua ulteriormente le già critiche condizioni operative del reparto sanremese, sotto organico di ben 84 agenti;

la casa circondariale di Sanremo ospita in media 360/370 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di posti letto pari a numero 209: erano 365 il 31 ottobre 2010. Il reparto di polizia penitenziaria, invece delle 253 unità previste in organico, ha in forza 169 appartenenti al Corpo (ben 84 in meno rispetto al previsto), 25 dei quali distaccati in altre sedi penitenziarie a vario titolo. A giudizio della prima firmataria del presente atto la forte carenza di organico degli agenti di polizia penitenziaria e il forte tasso di sovraffollamento del predetto istituto di pena vanno ad incidere inevitabilmente sui livelli di sicurezza della struttura carceraria e sull'organizzazione complessiva dei servizi -:

se non intenda aprire una sezione detentiva femminile nella città di Sanremo, cosi come richiesto dalle organizzazioni sindacali di categoria;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di rimediare alla grave mancanza di agenti di polizia penitenziaria assegnati presso la casa circondariale di Sanremo;

se non intenda adottare misure urgenti al fine di ridurre sensibilmente il numero dei detenuti presenti nella casa circondariale sanremese. (4-09436)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09435
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
·         PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09435
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.
- Per sapere - premesso che:

su l'agenzia di stampa 9Colonne, in data 11 novembre 2010, è stata diramata la notizia che il segretario generale della Uil Pa Penitenziari, dottor Eugenio Sarno, ha inoltrato al Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi, al sottosegretario Letta ed ai Ministri Alfano, Tramonti e Brunetta una lettera circa la mancata erogazione degli anticipi e del saldo per i servizi di missione per traduzione effettuati dai poliziotti penitenziari, nonché per il parziale pagamento del lavoro straordinario effettuato dagli stessi;

a causa dei mancati pagamenti, secondo il dottor Eugenio Sarno, «il personale impiegato nei servizi di traduzione dei detenuti per assicurare il servizio è costretto ad attingere dai bilanci familiari i fondi necessari per vitto, alloggio e spese varie (tra le quali anche l'acquisto dei carburanti per i mezzi di servizio) che dovrebbero essere anticipate, nella misura dell'80 per cento, dall'Amministrazione Penitenziaria. A questa già intollerabile ed insostenibile condizione si coniuga anche il mancato pagamento delle indennità per i servizi di missione già espletati da personale di polizia penitenziaria da diversi mesi»;

a giudizio della prima firmataria del presente atto non è pensabile che lo Stato, per assicurare il diritto alla difesa, costituzionalmente sancito, e garantire la presenza degli imputati detenuti nei dibattimenti in aula, possa pensare di continuare a gravare sulle spalle degli operatori addetti al servizio traduzioni -:

quali provvedimenti urgenti il Governo intenda adottare al fine di garantire, per un verso, l'immediata erogazione degli anticipi e del saldo per i servizi di missione per traduzione effettuati dai poliziotti penitenziari e, per altro verso, il parziale pagamento del lavoro straordinario effettuato dagli stessi. (4-09435)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03825
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BELCASTRO ELIO VITTORIO
Gruppo: MISTO-NOI SUD LIBERTA' E AUTONOMIA, I POPOLARI DI ITALIA DOMANI
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE
16/11/2010
MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE
16/11/2010

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03825
presentata da
ELIO VITTORIO BELCASTRO
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BELCASTRO, ZELLER e BRUGGER. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:



a gennaio 2008 si sono concluse le procedure di riqualificazione per i passaggi interni alle aree B e C del personale in servizio presso la casa circondariale di Bolzano con l'approvazione delle graduatorie finali, a norma dell'articolo 15 del Contratto collettivo nazionale 1998-2001 del personale dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, i cui posti erano stati banditi in base alla pianta organica approvata dallo stesso Ministero nel 2002;




nel resto del territorio nazionale le stesse procedure si sono concluse e perfezionate già nel 2002 e 2004 (scorrimenti con doppi passaggi), mentre in provincia di Bolzano si è avuto un ritardo a causa di un diverso iter più complesso che deve perfezionarsi con il recepimento della pianta organica in un'apposita norma di attuazione che dovrà approvare la Commissione paritetica;



il personale dunque non è stato ancora debitamente inquadrato, a livello giuridico ed economico, a causa del mancato recepimento della nuova pianta organica con un'apposita norma di attuazione, innanzi tutto per il ritardo nella costituzione della Commissione paritetica per la XVI legislatura e, in secondo luogo, per l'esito negativo dei pareri espressi dalle amministrazioni interessate sulle nuove tabelle organiche, dal momento che, nelle more della loro approvazione, è intervenuto anche l'articolo 74 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, che ha previsto un ulteriore ridimensionamento strutturale e organico;


è opportuno e, a questo punto, indispensabile che il personale interessato possa essere debitamente inquadrato e ottenere i benefìci contrattuali delle vecchie riqualificazioni con le stesse decorrenze dei colleghi sul resto del territorio nazionale, al fine di evitare situazioni di disparità di trattamento;


l'inquadramento derivante dalle riqualificazioni è prioritario e va fatto subito e prima che intervengano le future progressioni economiche per il personale della casa circondariale di Bolzano, come è avvenuto per tutto il personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;


già è capitato che tre persone che hanno concluso il percorso di riqualificazione nell'autunno 2009 per i passaggi interni tra le aree - da A a B e da B a C - e a marzo 2010 sono stati inquadrati nella posizione economica superiore con decorrenza dell'effettivo superamento dell'esame finale -:



quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato per risolvere tempestivamente la problematica esposta in premessa, soprattutto al fine di evitare evidenti situazioni di disparità di trattamento tra il personale impiegato. (5-03825)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03824
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: FERRANTI DONATELLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
16/11/2010

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
CONCLUSO il 17/11/2010

Partecipanti allo svolgimento/discussione
RINUNCIA ILLUSTRAZIONE
17/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
 
RISPOSTA GOVERNO
17/11/2010
SOTTOSEGRETARIO DI STATO GIUSTIZIA
 
REPLICA
17/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO

Fasi iter:
DISCUSSIONE IL 17/11/2010
SVOLTO IL 17/11/2010
CONCLUSO IL 17/11/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03824
presentata da
DONATELLA FERRANTI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

FERRANTI, ANDREA ORLANDO, CAPANO, CAVALLARO, CIRIELLO, CONCIA, CUPERLO, MELIS, PICIERNO, ROSSOMANDO, SAMPERI, TENAGLIA, TIDEI e TOUADI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:


risulta agli interroganti, da notizie di stampa riportate da vari quotidiani nazionali nei giorni 26 e 27 ottobre 2010, che in data 26 novembre 2009 è deceduto, nel carcere romano di Regina Coeli, il detenuto Simone La Penna, condannato a due anni e quattro mesi per detenzione di stupefacenti, reato per il quale era in stato di detenzione domiciliare fino al 27 gennaio 2009, giorno in cui fu trasferito dalla sua abitazione presso la casa circondariale di Viterbo;


arrivato in buone condizioni fisiche nella suddetta struttura, La Penna ha cominciato a perdere velocemente peso e ad avere frequenti crisi di vomito, fino ad essere condotto nel reparto di medicina protetta dell'ospedale Belcolle di Viterbo, dove, sottoposto a specifica terapia, aveva dato qualche segno di miglioramento;


ricondotto nella casa circondariale di Viterbo, a seguito di un nuovo peggioramento della sue condizioni è stato trasferito, in data 8 giugno 2009, presso il reparto medico del carcere di Regina Coeli a Roma, dove nel giro di un mese lo stato di denutrizione di Simone La Penna è ulteriormente peggiorato, tanto da rendersi necessario il ricovero, in data 7 luglio 2009, presso l'ospedale Sandro Pertini di Roma;


la mattina del 26 novembre 2009 Simone La Penna è deceduto, secondo quanto affermato nella relazione medica di 1800 pagine firmata dai consulenti del pubblico ministero dottor Albamonte, per «arresto cardiaco provocato da uno squilibrio elettrolitico»;


quando è sopraggiunto il decesso, La Penna aveva un peso corporeo di 49 chili, circa 30 in meno rispetto al suo peso al momento della sua reclusione (80 chili);


gli avvocati di Simone La Penna hanno presentato, tra maggio e luglio 2009, cinque istanze per incompatibilità con il sistema carcerario, sempre respinte dal tribunale di sorveglianza: quando infine, il 13 novembre 2009, è stata accolta la richiesta di perizia, l'udienza è stata rinviata al 16 dicembre, ma nel frattempo è sopraggiunta la morte del loro assistito;


anche il Garante dei detenuti della regione Lazio, Angiolo Marroni, aveva segnalato agli organi competenti che La Penna «aveva mostrato un calo fisico tragico e non aveva più la capacità di rispondere a qualunque tipo di sollecitazione. Dissi chiaramente che doveva essere portato fuori dal carcere perché incompatibile con la detenzione, ma questa mia opinione fu contraddetta dai medici del carcere stesso»;


risulta agli interroganti che la procura della Repubblica di Roma stia indagando, per i fatti suesposti, sette persone tra medici e infermieri del carcere di Regina Coeli, alcuni dei quali avrebbero inviato al giudice di sorveglianza relazioni rassicuranti che attestavano la compatibilità di Simone La Penna con il regime carcerario -:


di quali elementi il Ministro interrogato disponga sulle modalità di trattamento del detenuto Simone La Penna in relazione al suo quadro clinico e sulle cause del suo decesso e se non intenda assumere iniziative per fare piena luce circa i fatti suesposti, al fine di contribuire, per quanto di competenza, ad accertare la verità su quanto accaduto.
(5-03824)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03843
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 396 del 17/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: CENNI SUSANNA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 17/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
17/11/2010

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 17/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 17/11/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03843
presentata da
SUSANNA CENNI
mercoledì 17 novembre 2010, seduta n.396

CENNI e CECCUZZI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

è attiva, dal mese di novembre 1991 in località Ciuciano Ranza nel comune di San Gimignano (Siena) una casa di reclusione maschile; si tratta del carcere più grande dell'intera provincia con una capienza regolamentare di 227 detenuti;

la casa di reclusione ospita, nelle 50 apposite camere, detenuti in regime di alta sicurezza. La categoria della casa di reclusione, in relazione soprattutto alla presenza di detenuti con condanne definitive e per reati gravi e di ergastolani appartenenti ad associazioni criminali, richiede una sorveglianza attenta e continua che rischia di essere incompatibile con l'attuale personale in servizio;

secondo quanto reso noto da alcune organizzazioni sindacali sono attualmente presenti oltre 400 detenuti;

secondo quanto reso noto a mezzo stampa, da alcune organizzazioni sindacali, la carenza di organico degli agenti di polizia penitenziaria è di oltre il 40 per cento. Una situazione che costringe conseguentemente il personale a continui turni straordinari, che oltre a ripercuotersi sulla qualità della vita degli agenti e dei loro familiari potrebbe comportare gravi rischi per la gestione della casa di reclusione e per la sicurezza di personale e detenuti;

va inoltre sottolineato come anche l'edificio che ospita il carcere presenti, da anni, gravi e mai risolte problematiche di molteplice natura tali da compromettere il corretto svolgimento delle attività preposte oltre a non garantire la tutela dei diritti di detenuti e personale impiegato. Ad esempio: di disposizione logistica della struttura (costruita ad un livello inferiore rispetto alla strada provinciale che lo sovrasta e che la espone conseguentemente a pericoli), di stabilità (testimoniata da continui cedimenti), di carattere igienico-sanitario (aggravata dalla carenza cronica di acqua, il cui approvvigionamento avviene soltanto attraverso alcuni pozzi e non tramite l'allacciamento all'acquedotto), di mancanza di collegamenti pubblici tra il carcere e gli insediamenti urbani territoriali vicini;

tali problematiche sono state segnalate al Ministero competente in numerose occasioni dagli interroganti: in particolare con l'interrogazione a risposta scritta 4-00134 del 20 maggio 2008, a prima firma del deputato Franco Ceccuzzi, e successivamente con le interrogazioni a risposta scritta 4-02432 del 9 marzo 2009 a prima firma del deputato Susanna Cenni;

se all'atto di sindacato ispettivo numero 4-00134, il Ministro della Giustizia aveva risposto in forma scritta il primo dicembre 2008 segnalando le misure messe in campo dallo stesso dicastero per risolvere i problemi (annunci che si sono poi rivelati infondati a fronte di un peggioramento complessivo della situazione sovraesposta), le altre due interrogazioni sono rimaste ancora senza risposta;

la persistenza dei problemi relativi al carcere di Ranza è testimoniato, ad esempio, dalle manifestazioni di protesta organizzate dalla organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria e dai drammatici tentativi di suicidi da parte dei detenuti all'interno del carcere. Suicidi sventati soltanto dal tempestivo ed efficace intervento del personale presente;

va inoltre aggiunto che tali problematiche erano state inoltre sottoposte dettagliatamente all'attenzione del Ministro della giustizia, onorevole Angelino Alfano, con una lettera inviata il 30 giugno 2010 dagli interroganti. Nella lettera si segnalava testualmente, tra l'altro, come i deputati Cenni e Cecuzzi avessero incontrato «più volte le organizzazioni sindacali, la Direttrice del carcere, visitato il carcere stesso», oltre al «dottor Massimo De Pascalis, Direttore generale personale e formazione del Dap che ha assicurato l'impegno del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per l'assunzione anticipata di 21 agenti per cercare di rendere più sostenibile la gestione del carcere di Ranza. Numeri di per sé non sufficienti e comunque quasi annullati da trasferimenti e pensionamenti». La missiva puntualizzava inoltre l'attenzione continua delle istituzioni locali (comune di San Gimignano e provincia di Siena), anche se risultava «evidente come, sui temi della dotazione di personale, solo il suo Ministero e la direzione del Dap possano fornire fattive e concrete risposte»;

anche tale missiva, risulta, ad oggi, senza risposta;

a conferma dei problemi di sicurezza e gestione dei detenuti che caratterizzano il carcere di Ranza va aggiunto che domenica 14 ottobre 2010 si è verificato un tentativo di evasione, denunciato dalle organizzazioni sindacali di Polizia penitenziaria, sventato soltanto dal coraggio, dalla prontezza e dalla professionalità degli agenti. Le stesse organizzazioni sindacali, in una nota stampa, hanno annunciato ulteriori iniziative di protesta rimarcando ancora una volta come la «carenza d'organico e sovraffollamento dei detenuti» rappresenti «un mix esplosivo che sta generando un grave deficit operativo che inevitabilmente comprometterà la stabilità gestionale del penitenziario»;

tale situazione di criticità è stata inoltre rimarcata dallo stesso sindaco del comune di San Gimignano che in una nota stampa del 15 novembre 2010 ha dichiarato come: «la sicurezza di Ranza» sia ormai «compromessa da fattori denunciati da anni senza che il governo e l'amministrazione penitenziaria abbiano mai preso nemmeno in considerazione eventuali provvedimenti. A essere in pericolo, oggi, è tutto il personale penitenziario ma anche la popolazione di San Gimignano» -:

se sia a conoscenza della reale situazione di disagio in cui versano da anni il personale dipendente ed i detenuti del carcere di Ranza e quali iniziative urgenti intenda quindi intraprendere affinché venga attuato un intervento reale, tempestivo ed efficace, sia a livello strutturale che di organico, evitando il sovraccarico di lavoro del personale dipendente ed il sovraffollamento di detenuti che stanno causando gravi problemi di ingovernabilità per la casa di reclusione anche per evitare che tali problematiche possano compromettere l'ordine pubblico e la sicurezza della popolazione residente.(5-03843)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03826
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 395 del 16/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BORGHESI ANTONIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 16/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
ITALIA DEI VALORI
16/11/2010

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/11/2010
Stato iter:
CONCLUSO il 17/11/2010

Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO
17/11/2010
SOTTOSEGRETARIO DI STATO GIUSTIZIA
 
REPLICA
17/11/2010
ITALIA DEI VALORI

Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 16/11/2010
DISCUSSIONE IL 17/11/2010
SVOLTO IL 17/11/2010
CONCLUSO IL 17/11/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03826
presentata da
ANTONIO BORGHESI
martedì 16 novembre 2010, seduta n.395

BORGHESI e PALOMBA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il comitato vincitori idonei del concorso per educatori penitenziari intende segnalare una gravissima vicenda che sta avendo luogo proprio in questo delicatissimo momento in cui le nostre carceri si trovano in pieno stato emergenziale;

esiste una graduatoria, ancora vigente, relativa ad concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004, indetto con PDG 21 novembre 2003;

dopo ben quattro anni di procedura concorsuale, il 15 dicembre 2008 nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 23, veniva pubblicata la graduatoria ufficiale definitiva del suddetto concorso. Solo nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 12 del 30 giugno 2009 veniva avviata la procedura di assunzione soltanto dei primi 86 vincitori del suddetto concorso a cui seguirono altre 16 vincitori, come da bollettino ufficiale n. 16 del 31 agosto 2009;

infine, il 12 aprile del 2010 è avvenuta l'assunzione dell'ultima tranche rimanente, ovvero dei restanti 295 vincitori. In tale data, con qualche aggiunta successiva, sono emerse ben 44 rinunce tra i vincitori, che immediatamente avrebbero potuto essere coperte mediante scorrimento della vigente graduatoria, ma in data 24 maggio 2010, tramite comunicazione scritta, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria invitava gli idonei utilmente collocati, a redigere in ordine di preferenza, un fax contenente le sedi rimaste vacanti a causa delle rinunce;

da quel momento non si hanno più notizie circa l'assunzione di questi 44;

presso l'ufficio concorsi del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, le sedi rimaste vacanti a seguito delle rinunce del 12 aprile sono già state assegnate ai 44 idonei anzidetti e i decreti di assunzione di questi ultimi non possono essere emessi in quanto si attende la firma del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la riduzione delle piante organiche presso la funzione pubblica, come previsto dalle recenti leggi;

infatti, l'assunzione dei 44 educatori idonei, adesso divenuti a pieno titolo vincitori di concorso, è praticamente a costo zero, in quanto subentrano per rinuncia, e quindi essa risulta praticamente già precedentemente autorizzata (con le assunzioni del 12 aprile 2010);

inoltre, si segnala anche che la graduatoria cesserà di avere validità proprio nel 2011 -:

come il Ministro intenda intervenire affinché venga immediatamente firmato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, al fine di procedere con il completamento dell'assunzione dei 44 idonei suddetti.(5-03826)
 
 Damiano Bellucci