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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/12/2010  -  stampato il 06/12/2016


Il Corpo di Polizia Penitenziaria compie 20 anni e Alfano e Ionta gli fanno la Festa

Vent’anni non sono pochi. Per una persona la maturità arriva con i diciotto anni, ma è innegabile che quel due davanti segna un passaggio simbolico importante.

Per una Istituzione pubblica, per lo Stato, vent’anni sono quasi un battito di ciglia: l’Unità d’Italia ne compie 150… Ma siccome lo Stato è fatto di persone, dobbiamo sempre tornare ad una scala umana ed ecco che vent’anni dalla Legge 395 del 15 dicembre 1990, tornano ad essere una data simbolica che merita rispetto.

Sono l’occasione per fare un bilancio, per “aggiustare il tiro” valutando se ci sono errori da correggere e al tempo stesso sono da festeggiare. Vent’anni vanno anche festeggiati perché le persone che li hanno preparati, li hanno vissuti e li hanno ereditati (insomma tutti gli Agenti di Custodia e i Poliziotti Penitenziari) se lo meritano!

 Ed infatti…

Dal sito web del Ministero della Giustizia, titolo in primo piano: “Mercoledì 15 dicembre 2010: Carceri, due impegni per il Ministro Alfano”. E allora seguo il link della notizia e la leggo. Mi dico tra me e me che di sicuro ci sarà un “comunicato bomba”, di quelli falsi ed ipocriti che solo gli uffici stampa dei Ministri sanno confezionare; quei comunicati che mi ricordano tanto i bollettini di guerra dell’Istituto Luce durante il ventennio fascista, ma che almeno fanno sognare. Mi aspetto frasi piene di speranza e di elogio per “l’abnegazione della Polizia Penitenziaria nel difficile compito di…”. I due impegni saranno sicuramente la festa per i vent’anni della Polizia Penitenziaria e il solito concerto della Banda del Corpo, ma almeno l’immagine è salva, l’etichetta garantita e domani si torna al lavoro nella fogna delle carceri con il sorriso sulle labbra (almeno per qualche minuto).

Ed infatti…

Leggo dei due impegni di Angelino Alfano: “Roma. Alle ore 11:30, presso l'Auditorium di via Rieti, il ministro della Giustizia Angelino Alfano interviene al convegno Emergenza carceri. Provvedimenti straordinari Valorizzazione del personale, organizzato dalla CISL di Raffaele Bonanni. Nel pomeriggio, alle ore 15:30, presso la Scuola di formazione di via di Brava, il guardasigilli partecipa alle celebrazioni per i venti anni della Riforma del Corpo della Polizia Penitenziaria. Nell'occasione, il capo del DAP Franco Ionta presenta il calendario 2011 del Corpo”.

C’è qualcosa che non va. Con tutto il rispetto per Bonanni e la Cisl, avrei comunque dato rilevanza diversa ai due eventi anche se temporalmente, uno si svolgeva prima dell’altro, ma forse il freddo di questi giorni mi rende scontroso e malpensante. Infatti subito sotto c’è il link alle dichiarazioni del Ministro con la rassegna stampa. Ecco, mi dico, ora mi leggo i roboanti comunicati “sull’abnegazione della Polizia Penitenziaria nel difficile compito di…” che riguardano i nostri primi venti anni.

Ed infatti…

Titoli delle dichiarazioni del Guardasigilli:
Alfano "solidarietà a Bonanni, simbolo sindacato riformatore";
Alfano: “a questo esecutivo non c’è alternativa”;
Alfano: “volevano mandarci a casa, ma abbiamo vinto gara”;
Alfano: “40% di stranieri nelle carceri, Europa si faccia carico”;
Alfano: “nuovi appoggi? Scelta per uscire vicolo cieco”;
Alfano: “nel 2011 in servizio 1.850 nuovi agenti”;
Alfano "nuovi edifici e pene alternative, ddl non è indulto".

"Non una parola sui venti anni della Polizia Penitenziaria… ma solo i soliti slogan sul piano carceri e sulle assunzioni che esattamente un anno fa, ad ascoltare Alfano, erano 2000 e oggi, senza che sia stato assunto un solo agente da allora, sono diventate 1850 e nessuno ci ha spiegato che fine hanno fatto i 150 che ci siamo persi per strada.

Sarebbe davvero opportuno che qualcuno spiegasse meglio ad Angelino Alfano chi sono quei poveri cristi sotto casa sua e sotto il suo ufficio vestiti tutti uguali con le lucine blu sopra le macchine, perché da come parla sembra non abbia ancora capito a fondo cosa significhi quella scritta “Polizia Penitenziaria” che ogni tanto gli capita sotto gli occhi.

E dire che da un politico di professione come lui mi sarei aspettato qualcosa di più. In fondo che ci voleva a fare contenti quei  40 mila poliziotti alle sue dipendenze? Ma forse, sono ancora io che sbaglio; da politico di professione qual’è, ha fatto bene a coccolare Bonanni che con il Governo ha chiuso qualche occhio nella vertenza con la Fiat e mi dimentico che Angelino Alfano, solo un giorno prima, ha rischiato di andare a casa con tutto il suo seguito di funzionari e collaboratori che lo circondano ad ogni sua apparizione pubblica. Non poteva certo pensare a quei ventenni di Poliziotti Penitenziari…

Però mi chiedo dove sia finito l'alto profilo istituzionale di un Ministro della Repubblica che non spende nemmeno una parola per i venti anni passati da una “Riforma” (come la chiamano loro) di un pezzo importante del suo stesso Ministero. Per non parlare del suo “dipendente” Franco Ionta che nella stessa giornata parla tra sé e sé e “presenta” (presenta a chi?) il calendario 2011 della Polizia Penitenziaria (ma questa è un’altra storia)."

p.s. Signor ministro, non se la prenda con me per la foto: l'ho presa dal sito ufficiale della Polizia Penitenziaria.