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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/12/2010  -  stampato il 09/12/2016


Il calendario del Corpo 2011: quando il DAP non nemmeno capace a copiare

Diciamolo forte e chiaro: se vuoi davvero dimostrare attaccamento alla Polizia Penitenziaria, dietro la tua poltrona, nel tuo ufficio, non può certo mancare la collezione completa dei calendari della Polizia Penitenziaria e se sei uno proprio importante, un “pezzo grosso”, hai anche quelli prima del 1990.

Puoi anche essere uno collocato più in basso nella gerarchia del Corpo, ma se sai il fatto tuo, se il DAP non ha saputo valorizzare le tue capacità, può darsi che altre Forze di Polizia, altri reparti speciali, ti avrebbero accolto a braccia aperte ed è solo un caso che tu non sia diventato un Ammiraglio o un Generale Paracadutista della Benemerita: lo dimostra il fatto che alle tue spalle, come una grossa ruota di pavone, ci siano in bella mostra tutti i “crest” di tutti i reparti speciali possibili ed immaginabili, ma soprattutto, i calendari delle altre Forze di Polizia (almeno gli ultimi 5 anni altrimenti è inutile esporli).

Ed è lì che finiranno la maggior parte delle copie del calendario 2011 della Polizia Penitenziaria, dietro le scrivanie di pezzi grossi, di collezionisti, di persone che “vorrei ma non posso” oppure dei “se solo avessi voluto…”.

Quelli che in Polizia Penitenziaria ci lavorano, soprattutto quelli che lavorano in qualche Sezione di un carcere, forse lo regaleranno a qualche parente, a qualche amico collezionista, ma certo è difficile trovarsi davanti ogni giorno quelle foto che raccontano altre storie, che raccontano una Polizia Penitenziaria che non c’è.

Diventa sempre più difficile accettare un’immagine della Polizia Penitenziaria confezionata a tavolino dentro qualche ufficio del DAP e confrontarla con la realtà, con le difficoltà che quel testardo-invidioso-menagramo di un Nuvola Rossa continua a descriverci.

Quest’anno s’è raggiunto il limite (ma state certi che sarà superato l’anno prossimo) perché oltre al danno di dover’essere costretti a subire il menefreghismo dei nostri vertici sulla mancanza di tutela dell’immagine della Polizia Penitenziaria, ci dobbiamo pure digerire il calendario 2011 che ci racconta (nel senso di narrazione fantastica ed irrealistica) di un Corpo di Polizia Penitenziaria coccolato e vezzeggiato da “VIP” dello spettacolo (per non parlare del fatto che più che vip, questi sembrano gli scarti dei provini per l’Isola dei Famosi). Quest’anno ci raccontano di giovani poliziotti sorridenti mentre in carcere è pieno di cinquantenni costretti a fare le notti o a padri di famiglia lontani da casa da anni che se ogni tanto riescono a sorridere, non è certo durante il lavoro.

Poi ci sono le donne nei calendari della Polizia Penitenziaria, è pieno di donne nei calendari della Polizia Penitenziaria, mentre nelle sezioni femminili ormai ci lavorano gli uomini oppure vengono chiuse. L’anno scorso, il calendario del ventennale del Corpo (quello del 2010) è stato interamente dedicato alle donne (non fate caso al fatto che le donne erano sempre le solite ogni mese), quando per il ventennale magari ci si poteva anche aspettare una sorta di calendario dedicato alla Storia del Corpo. Ma questi sono dettagli passati.

Sono trascorsi venti anni dalla nascita della Polizia Penitenziaria, venti anni da quella che il DAP chiama “Riforma” e dove viene presentato il calendario 2011? Presso il Sancta Sanctorum dell’Amministrazione penitenziaria: l’aula magna della scuola di via di brava in Roma dove si svolgono tutte le cerimonie ufficiali della Polizia Penitenziaria, ai confini della Capitale, in una zona che nemmeno l’abusivismo edilizio ha avuto l’interesse a sfruttare. Lontano da tutti, ma vicino al DAP che è tanto comodo…

Davvero una sede appropriata per la conferenza stampa della “presentazione” ufficiale del Calendario di una delle cinque Forze di Polizia dello Stato. Ed infatti la cerimonia (ricordiamolo: a condimento di quell’altra ancora più importante del ventennale della Riforma che è stata ancora di più umiliata) si è svolta alla presenza di chi? Si è svolta alla presenza di qualche rappresentante del Governo (quest’anno Gianni Letta su tutti) e loro accompagnatori-cortigiani, dei Dirigenti del DAP e loro accompagnatori-cortigiani (con le dovute proporzioni ovviamente), del solito gruppo di Commissari della Polizia Penitenziaria (inizio a sospettare che ne esista un reparto di rappresentanza che, alla bisogna, viene tirato fuori da un armadio, spolverato e messo a sedere da qualche parte, in blocco), della rappresentanza dei Gruppi Sportivi del Corpo e dei protagonisti assoluti del calendario 2011: i “VIP” dello spettacolo (Franca Leosini su tutti).

Questo del 2011 mi ricorda qualcosa. Forse mi ricorda un calendario della Polizia di Stato che anni fa, molti anni fa, presentò un progetto del genere, ma potrei sbagliarmi. Comunque a copiare non c’è nulla di male, del resto ormai tutto è stato fatto, se ne può dare solo un’interpretazione diversa, a patto che un’interpretazione si sia capaci di darla…

Ma tornando ai giorni nostri mi limito ad osservare una cosa: come al solito, la Polizia di Stato per la presentazione del proprio calendario, anche per quest’anno, “scende in campo” con tutti i mezzi e con tutte le forze per presentarlo al meglio. Non c’è solo la questione del “dove” viene presentato (noi a via di brava tra i soliti quattro amici e loro con una vera conferenza stampa), ma anche e soprattutto per l’idea che c’è sotto all’iniziativa stessa del calendario. Guarda caso la Polizia di Stato ogni anno trova un tema legato all’attualità, inserito davvero nella società con iniziative che si confrontano con i cittadini: una volta i bambini, una volta i vignettisti, un’altra con l’Unicef, insomma un calendario vivo e vegeto capace di uno scambio vero con la società che, come Corpo di Polizia, quella di Stato, è chiamata a servire.

Quest’anno la Polizia di Stato ha scelto di confrontarsi con i giovani allievi dell’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione "Roberto Rossellini" di Roma; una scuola che ogni anno diploma tecnici del mondo della tv e del cinema. E oltre all’idea di fondo, da loro c’è un grosso investimento di mezzi, di risorse, di impegni in prima persona. Quest’anno inoltre c’è la novità che il calendario 2011 è disponibile gratis su Apple Store. L’applicazione è compatibile con iPhone, iPpod touch e iPad e consente di sfogliare e consultare le foto del calendario, di salvarle sul proprio dispositivo e di spedirle via e-mail ai propri amici.

Ci voleva tanto a farlo anche da noi? Ci vuole tanto almeno a copiare le altre idee della Polizia di Stato? Ci vuole tanto a contattare per esempio il sito di Repubblica.it, uno dei siti più visitati in Italia e dargli le foto del calendario da mettere nelle loro gallerie fotografiche (in cui mettono di tutto)?

Si, ci vuole tanto. Servono professionisti del settore della comunicazione, mentre noi dobbiamo accontentarci di questi. Servono i fatti oltre che alle parole di rito di Ionta che quando parla della Polizia Penitenziaria, in realtà parla a se stesso e di se stesso. C’è bisogno di fare scelte a favore del Corpo di Polizia Penitenziaria e non si può certo pretendere che queste scelte le facciano i nostri dirigenti/direttori che curano solo il loro singolo carcere e la loro singola carriera. C’è bisogno di vertici capaci, mentre noi ci dobbiamo subire un Capo del Dipartimento capace di parlare solo a quei quattro Commissari da cerimonia che sanno dire solo “Si” e che, se la Polizia Penitenziaria è tra le ultime come considerazione tra le Forze di Polizia nei confronti dei cittadini, è pure soddisfatto (link a Ionta che presenta i dati dello studio statistico).

Se poi non si è capaci a creare qualcosa, ad avere idee ed iniziative originali, che almeno si impari a copiare…

(foto presa dal sito ufficiale della Polizia Penitenziaria)