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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/12/2010  -  stampato il 08/12/2016


I numeri degli iscritti ai sindacati nel mese di dicembre 2010. Raffronto con gli anni passati.

 

Anche quest’anno, appena acquisiti i dati trasmessi dal Dap, ho voluto fare un’analisi dei numeri e delle percentuali degli iscritti ai sindacati della Polizia Penitenziaria allo scopo di azzardare una prima valutazione politica.
A tal riguardo, ripeto ancora una volta che i dati di dicembre sono per così dire lordi, giacché non sono ancora state espunte le revoche presentate dai colleghi entro lo scorso mese di ottobre,  che produrranno la loro efficacia soltanto dal primo gennaio 2011.
Altrettanto ovviamente, come ho già fatto l’anno scorso, tornerò ad analizzare i dati di gennaio allorquando saranno resi disponibili dal Dap.
Come è possibile evincere dalla tabella numerica a piè pagina, quest’anno (almeno per dicembre) non sembra ci siano stati grossi sconvolgimenti nelle percentuali di rappresentatività dei sindacati e nei rapporti di forza tra di loro.
Il Sappe continua ad essere la più grande e rappresentativa Organizzazione Sindacale del Corpo con il 30% dei consensi, pari al doppio del secondo sindacato e di tre punti percentuali superiore alla somma degli iscritti di CGIL, CISL e UIL.
Raffrontando  i dati dei due anni precedenti non mi sembra che emergano differenze significative che possano  avere una qualche rilevanza politica.
In un certo qual modo potrebbe sembrare eclatante la perdita di più di mille iscritti subita dal Sinappe ma il dato va ridimensionato laddove la diminuzione di tessere è dovuta, quasi per intero, alla revoca delle affiliazioni di altre due organizzazioni, tanto che il Sinappe, in definitiva, è tornato (più o meno) ai numeri di due anni fa.
(Altro discorso potrebbe valere per gennaio, visto che alcuni rumors parlano di forti perdite da parte del Sinappe. Ma per il momento sono solo chiacchiere poi, a gennaio, vedremo.)
Paraltro, lo stesso discorso vale anche per tutti gli altri Sindacati che, a gennaio, potrebbero vedere significativamente modificate le proprie percentuali e, di conseguenza, i rapporti di forza politico-sindacali.
Del resto, in questo mese di dicembre 2010 abbiamo assistito a grandi manovre sui tavoli sindacali tanto che si sono costituite inedite alleanze di “cartello” finalizzate alla firma dell’accordo per il FESI 2010, contro il quale il Sappe ha opposto un fermo rifiuto.
Ma di questo parleremo dettagliatamente in numerosi altri interventi.
In verità,  sono veramente curioso di vedere come andrà a finire questa Santa Alleanza che si è formata, a mio parere, non tanto per costituire la maggioranza necessaria alla validità dell’accordo sul FESI bensì contro il Sappe, nel tentativo e nella speranza di isolare politicamente la prima e più rappresentativa organizzazione del Corpo.
A monte di questo, sempre a mio avviso, c’è il timore e l’invidia per il ruolo assolutamente predominante che ha raggiunto la nostra O.S. in questi ultimi tempi , e la vicenda dell’Anppe ne è prova e testimonianza, ma anche questa è un’altra storia che avremo presto modo ed occasione di affrontare in altri itermini.
Ripeto, però, che sono molto curioso di vedere come andrà a finire questo inedito cartello che ha raccolto le sette anime (singolare l’omonimia con l’ultimo film di Will Smith) del sindacalismo polpenitenziario e che, dopo la firma dell’accordo che ha funzionato da collante, dovrà dimostrare di saper convivere ai prossimi tavoli di trattativa, soprattutto quando gli interessi e gli obiettivi cominceranno a divergere in maniera rilevante.
Mi chiedo, infatti, come potrà convivere l’arroganza  e la smisurata voglia di protagonismo (noi non abbiamo mai dimenticato Bologna...) della Uil rispetto alla altrettanta voglia di leadership ed allo spirito bastiancontrario dell’Osapp. E sarà, altrettanto, interessante comprendere come potrà conciliarsi la coscienza politica della Cgil e la sua esigenza di fare opposizione all’attuale maggioranza con il filogovernativismo del Cnpp, ferma restando la necessità di entrambi di sopravvivere rimanendo al di sopra della soglia minima del 5%.
E ancora: come faranno a convivere Ugl e Cisl, tutte e due votate ad interessi di comparto e poco inclini a seguire esclusivamente la politica sindacale dell’amministrazione penitenziaria, entrambe assiepate dietro le rendite di posizione dovute al “nome” della confederazione.
E, da ultimo, come si concilierà con tutti gli altri l’utilitarismo del Sinappe molto indaffarato a “mantenere i numeri” e pressato dalle esigenze del proprio istinto di sopravvivenza che non può che portarlo a configgere sul territorio con le altre organizzazioni sindacali.
Del resto, al di là dell’unitarietà sbandierata dai sette e recepita nei comunicati unitari di circostanza, basta dare un’occhiata ai corrispondenti siti web per leggere comunicati e dichiarazioni distanti anni luce gli uni dagli altri...
Ma anche questa, infine, è un’altra storia ed anch’essa merita di essere approfondita in altre occasioni (e lo faremo, eccome se lo faremo...).
 
 
 

 

Giovanni Battista de Blasis