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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/12/2010  -  stampato il 03/12/2016


Cesare Battisti ovvero il Brasile che non ti aspetti.

 

    E’ proprio di oggi la notizia che il Presidente del Brasile Lula, si prepara a dare l’asilo politico all’ex terrorista dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo) Cesare Battisti.
    Questi fuggito dalla Francia dove aveva trovato rifugio grazie al clima politico (Dottrina Mitterrand) che dava asilo ai cosiddetti perseguitati politici di altri Stati, fu riarrestato nel 2007 a Copacabana in Brasile. Da allora nonostante le richieste di estradizione da parte dell’Italia, non si riesce a capire come mai si sia creato intorno a questo condannato all’Ergastolo in contumacia per 4 omicidi, una sorta di mutuo soccorso politico, una simpatia verso questo “giallista” (in Francia era conosciuto come scrittore di gialli) ignorando che è stato un pericoloso assassino e che grazie alle sue “ragazzate”, tutt’oggi il figlio del povero gioelliere Toreggiani, colpito per errore dal padre che cercava di difendersi dai terroristi, vive su una sedia a rotelle dal 1979 (31 anni di sofferenze, un’altra vita spezzata alla stregua dei 4 morti lasciati alle sue spalle).
    La vicenda di Cesare Battisti ci riguarda da vicino perché costui è l’assassino del Maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro (6 giugno 1978); credo che in questo momento tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria dovrebbero unirsi e fare una nota di indignazione da mandare all’ambasciatore del Brasile a Roma, denunciando il comportamento del Presidente Lula che cerca di coprire un assassino, in questo aiutato dall’avvocato generale dello Stato Brasiliano, Luis Inacio Lucena che avrebbe presentato al presidente una nuova versione del documento che dovrà giustificare l’asilo, cercando di evitare tensioni con l’Italia, che invece chiede l’estradizione del terrorista.
    Ma credo anche che una nota vada inviata al Ministro Alfano, affinchè dimostri di avere le “palle” piantando una grana, se volete anche un incidente diplomatico con il Brasile, affinchè l’ex terrorista venga estradato in Italia.
    Ad esempio il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrebbe costringere i suoi brasiliani che giocano nel Milan a fare delle dichiarazioni in favore dell’estradizione e contro l’intenzione del Presidente Lula di concedere l’asilo politico; tanto coi soldi che prendono se lo potrebbero permettere ed il Milan potrebbe contare su qualche tifoso in più. Ma non credo che oggi i nostri politici abbiano il coraggio di fare azioni clamorose o di costringere noti personaggi dello spettacolo o del calcio, vedi il nuovo arrivato neo miliardario Leonardo a fare pressioni sul loro governo affinchè non venga concesso l’asilo politico a quel delinquente.
    Ma d’altronde del Brasile noi italiani conosciamo solo il lato venale, i calciatori, le spiagge, il carnevale, la musica di Toquinho, e immaginiamo i Brasiliani sempre pronti a far festa, a ballare in spiaggia ecc; mai avremmo potuto pensare ad un brasiliano, Lula, che cerca di coprire un terrorista.
    Ed è per questo che ci vorrebbe un intervento forte, clamoroso, verso il governo brasiliano, come ad esempio in caso di asilo politico, mettere fuori squadra per protesta tutti i calciatori brasiliani per due domeiche di campionato, cacciare a pedate nel culo Adriano nuovamente in Brasile (tanto che ci sta a fare a Roma?), boicottare le vacanze in Brasile….fare insomma pressioni sul governo con gesti clamorosi che ahimè, purtroppo, non ci saranno.
     E proprio oggi, ricordando di aver ricevuto tempo fa, da un amico, un libretto di poesie scritte da un Commissario della Polizia Penitenziaria, tal Giuseppe Romano, sono andato a cercare una poesia che il Commissario scrisse il 14 luglio del 2004, quando in Italia si era iniziato a parlare di Battisti, ve la ripropongo in quanto è significativa dell’indignazione che dovrebbe avere ogni poliziotto penitenziario nei confronti della vicenda:
 
 
 
 
 
 
 
CESARE BATTISTI: IL GIALLISTA ASSASSINO
Poesia di Giuseppe Romano
 
Eri un ragazzo col cervello bacato
Frequentavi l’ambiente del sottoproletariato
Con il pensiero fisso della lotta armata
Imboccasti una strada senza uscita
 
Volevi abbattere lo Stato, facevi rapine, espropri proletari
Ammazzavi con indifferenza, commercianti e militari
E così una mattina di giugno, profumata di gelsomino
Mentre sul balcone vedevi affacciato un bambino
Salutare il papà che si recava al lavoro
Sparasti alle spalle del Maresciallo Santoro
Uccidesti senza pietà un “servo dello Stato”
L’onore, dei tuoi compagni in cella, era vendicato!
 
Dopo quattro omicidi, in terra di Francia fuggisti
Lasciandoti dietro lutti e disperazione
In mezzo ad altri terroristi ti rifugiasti
Fin quando il Governo chiese l’estradizione
 
Ora ti vanti di essere un giallista affermato
Per gli intellettuali parigini, sei un perseguitato
Sulle donne eserciti il fascino del delinquente che conquista
Ma, per noi, eredi di Santoro, resti un vile terrorista!
 
 
 
 
Nuvola Rossa