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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/12/2010  -  stampato il 08/12/2016


In piazza per il bene del Corpo di Polizia Penitenziaria

Dopo il vergognoso voltafaccia del Governo e della maggioranza  che hanno ritirato anche al Senato, dopo averlo già fatto in precedenza alla Camera, un emendamento al decreto sicurezza sulla specificità delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, ingannando ancora una volta le forze dell’ordine, tradendo la loro fiducia, e mettendo anche a rischio l’operatività e l’efficienza dei servizi di ordine e sicurezza pubblica dal 1° gennaio 2011, le Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco hanno indetto una serie di manifestazioni unitarie nazionali degli operatori di questo importantissimo e delicato Comparto per impedire lo smantellamento della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico contro le politiche finanziarie dei soli tagli che hanno già sottratto, alle Forze di polizia, circa 2 miliardi e mezzo di euro in tre anni e che determinerà anche il taglio del 10% degli stipendi della dirigenza; per impedire che la manovra finanziaria di quest’anno possa ulteriormente limitare l’operatività dei servizi delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco con la fissazione dal 31 dicembre 2010 di un tetto massimo allo straordinario e alle indennità operative, anche a fronte di maggiori esigenze di sicurezza, che non consentiranno l’impiego dei poliziotti e dei vigili del fuoco per un limite ragionieristico. 

Inoltre, affermare il diritto degli operatori delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, sancito dalla Costituzione per tutti i lavoratori, a smettere di fornire prestazioni di lavoro straordinario o connesse a maggiore disagio o responsabilità senza la retribuzione corrispondente.

Sensibilizzare l’opinione pubblica sul comportamento irresponsabile, verso il Paese, e vergognoso, verso gli operatori di polizia e dei vigili del fuoco, tenuto dall’attuale Governo, che ha sinora disatteso ogni impegno assunto in campagna elettorale e nei documenti programmatici sui versanti della sicurezza e delle connesse politiche per il personale.
I Cittadini, le istituzioni, i Parlamentari devono avere i poliziotti a difendere il diritto alla sicurezza contro la logica di palazzo determinata da criteri ragionieristici e non dall’interesse del Paese.
Per questo abbiamo protestato e ricordiamo che oltre a discutere sulle possibili future alleanze politiche e di sondaggi sulle presunte dichiarazioni di voto dei cittadini a favore di questo o quel partito, il Paese reale si aspetta una politica che  governi i processi e le problematiche dei cittadini, a cominciare dal diritto alla sicurezza.