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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/01/2011  -  stampato il 03/12/2016


L’arresto del latitante Salvatore Marino: il coraggio di un Poliziotto Penitenziario illumina il Corpo di orgoglio.

 

    Immaginate un collega della polizia penitenziaria che, dopo tanti mesi di sacrifici, decide di farsi una bella vacanza alle isole Canarie, e sceglie Tenerife come luogo dove passare quella settimana di ferie fuori stagione.
    Clima ancora piacevole, belle donne, discoteche e ogni giorno all’alba ritirarsi in hotel dopo aver sorseggiato un cappuccino. Il carcere, momentaneamente è un lontano ricordo. I problemi quotidiani, qui a Tenerife sono lontani. Si distrae facendo escursioni sul monte Teide, o shopping in un grande Centro Commerciale.
     Ma ad un tratto ecco che scorge un viso familiare, abbronzato; un tipo con maglietta e jeans e con le infradito ai piedi, un turista come altri eppure…….quello è un viso familiare. Ma sì, è un suo paesano, un suo pericolosissimo concittadino, non c’è dubbio! Lo ha riconosciuto: Salvatore Marino condannato all’ergastolo e latitante alle isole Canarie, l’autore di una delle più terribili stragi, quella della famiglia Cottarelli, avvenuta a Brescia nel 2006.
    E qui il collega, che fino a poco prima era stato un turista spensierato, adesso diventa un testimone chiave, un agente di polizia giudiziaria, con un dubbio che lo lacera dentro: cosa fare? Far fina di niente e continuare la vacanza? Fare l’agente di polizia di polizia giudiziaria (ogni tanto qualcuno si ricorda che anche noi lo siamo!) e pedinare il latitante, dando informazioni utili per la sua successiva cattura? E’ un dubbio sacrosanto se si pensa un attimo a come lo Stato abbandona i suoi testimoni di giustizia, è un dubbio legittimo, per chi nato nella stessa terra del latitante, dagli ascendenti mafiosi di tutto rispetto, si appresta a fare un passo così importante……mi garantiranno l’anonimato? Il mio nome verrà pubblicato sui giornali con il rischio di subire degli attentati in futuro, sia io che la mia famiglia? Sono attimi drammatici. Il collega avrebbe voluto trovarsi in quel momento alla Gran canaria piuttosto che a Tenerife……ma il poliziotto onesto che è dentro di lui ha il sopravvento e decide di avvertire il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ovvero ilo nostro N.I.C. alla cui guida c’è un Commissario che è un mastino ed ha già conquistato le prime pagine dei giornali con altri arresti di latitanti ed operazioni varie perfettamente riuscite, dando lustro a tutta l’Amministrazione Penitenziaria e ricavandone solo una circolare con la quale si ricorda a tutto il personale che si, la polizia penitenziaria può fare anche atti di p.g. però…… noi siamo altro anche se qualche volta possiamo fare anche attività di polizia giudiziaria………….
    Dalla telefonata al blitz il passo è breve e il latitante viene arrestato, con grande soddisfazione perfino del Ministro Alfano e con qualche dubbio da parte dell’opinione pubblica che forse ha capito male? Grazie ad un poliziotto penitenziario che si trovava sull’isola?
    Io credo che quel collega, per il coraggio dimostrato soprattutto nel riconoscere e fare arrestare un pericoloso latitante, peraltro suo concittadino, nipote del capo mafia di Paceco (TP) Girolamo Marino detto Mommu u nanu – ucciso a colpi di Kalashnikov nel 1986, vada premiato. Ma non può trattarsi del solito elogio o del solito encomio concesso dal Capo del Dipartimento. Qui ci vuole una svolta culturale: se un agente ha dimostrato di avere grande coraggio e ha collaborato alla cattura di un pericoloso latitante suo concittadino, un condannato all’ergastolo che non ha esitato a sgozzare 3 persone, nipote di mafiosi che ancora hanno un forte legame con il territorio magari dove si trova l’Istituto in cui fa servizio, deve essere proposto per l’avanzamento al grado superiore. Non possiamo più assistere agli avanzamenti al grado superiore riservati solo agli atleti delle Fiamme Azzurre, perché hanno dato lustro bla, bla, bla,…… per me quel collega ha dato più lustro lui al Corpo, con il coraggio dimostrato che la Kostner che nelle sue interviste dimentica di dire che fa parte della Polizia Penitenziaria.
    Spero che stavolta il nostro Presidente Ionta faccia un passo indietro rispetto al passato e proponga il nostro “eroe” per una promozione sul campo
 
 
Nuvola Rossa