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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/01/2011  -  stampato il 05/12/2016


Numeri degli iscritti ai sindacati della Polizia Penitenziaria: i dati ufficiali del 2011.

 

Anche quest’anno sono stati ufficializzati dal Dap i dati relativi al numero delle iscrizioni sindacali totalizzate da ciascuna organizzazione, aggiornati al 2011, con il conteggio del numero totale delle revoche delle iscrizioni presentate entro il 31 ottobre che hanno prodotto la loro efficacia, appunto, dal primo gennaio.
Per tutte le organizzazioni sindacali è di estrema importanza questo appuntamento perché, oltre a dare la misura della rappresentatività reale, determina numericamente il gradimento raggiunto da ciascuna sigla e costituisce, in un certo qual modo, la promozione o la bocciatura della politica sindacale perseguita dal sindacato nell’anno precedente.
Oltremodo, questa specie di misurazione della consistenza numerica dei sindacati, determina matematicamente la distribuzione del cd. monte ore dei permessi sindacali da attribuire ad ogni singola organizzazione.
In buona sostanza, il rilevamento annuale delle revoche e delle iscrizioni ai sindacati equivale, più o meno, agli appuntamenti elettorali dei partiti politici, allorquando si va a misurare la loro rappresentatività con il numero dei voti riportati nelle tornate elettorali. In effetti, così come il numero degli eletti di ciascun partito politico determina le maggioranze parlamentari,  sui tavoli di trattativa sindacale le percentuali di iscritti ai sindacati, rispetto al totale del personale sindacalizzato, stabiliscono il loro potere di rappresentanza, sia nei confronti dell’amministrazione che nei rapporti di forza tra le stesse organizzazioni.
Mi fa piacere, anche quest’anno, aver letto l’opinione di qualcun altro sull’andamento delle iscrizioni, così da non far rimanere solo il  Sappe nell’analisi dei dati annuali.
(Mi auguro che questo nuovo compagno di viaggio non si lasci soltanto entusiasmare da qualche piccolo successo estemporaneo per poi scomparire  quando, magari, dovesse iniziare  la sua parabola discendente ... Se non ricordo male, io scrissi il primo commento sui dati delle iscrizioni nel lontano 1995, ben sedici anni orsono, ed ho continuato a farlo anche quando  il Sappe ha subito qualche flessione.)
Non è certo di flessione che si può parlare, invece, quest’anno laddove il Sappe ha incrementato di un punto percentuale la propria rappresentatività superando (per la prima volta da oltre dieci anni) la soglia del trenta per cento (30,5).
Ciò significa aver oltrepassato  il doppio gli iscritti della seconda organizzazione e di aver superato di gran lunga la somma degli iscritti di CGIL, CISL e UIL messi insieme.
Alle spalle del Sappe, sembra  quasi bagarre per il secondo posto quando ormai soltanto seicento iscritti separano la Uil dall’Osapp, mentre pare aver perso impulso il Sinappe che, ricordiamo, a dicembre dell’anno scorso, aveva scalzato l’Osapp dalla piazza d’onore.
In termini percentuali, del resto, i tre sindacati sono distanziati soltanto di pochi punti: 11,5 il Sinappe, 13 la Uil e poco più del 14,5 l’Osapp.
Arretra di una cinquantina di iscritti l’FSA, nonostante la comprensione del SIAPPe (valeva circa ottocento iscritti nell’ultima rilevazione) e del CLPP (circa trecento) e ciò significa che il CNPP (terza gamba della federazione) da solo dovrebbe raccogliere poco più di mille iscritti.
mantenendo comunque con ampio margine la rappresentatività.
Abbastanza evidente, come già detto,   l’arretramento del Sinappe che perde complessivamente più di  quattrocento iscritti pari ad un abbondante punto percentuale. Ma, soprattutto, il Sinappe prosegue  sulla strada del trend negativo degli ultimi tre anni.
L’UGL conferma il suo  poco più del sette per cento di rappresentatività rispetto al totale del personale in servizio (... ma a leggere i suoi comunicati sembra rappresentare l’intero Corpo).
Cgil e Cisl si attestano sui numeri che, secondo me, sono a loro fisiologici e cioè circa duemila iscritti la prima e poco più di tremila la seconda che valgono, cumulando entrambi,  il quindici per cento di rappresentatività.
 Non posso evitare di concludere considerando come  la politica sindacale seguita negli ultimi cinque anni è stata largamente condivisa dagli iscritti del Sappe che lo hanno dimostrato sostenendoci e confermandoci la propria fiducia.
Del resto, voglio sottolineare con un certo orgoglio che il Sappe è un Sindacato (con la S maiuscola) che utilizza ed ha sempre utilizzato strumenti di partecipazione reale di tutti i quadri dirigenti nella politica gestionale dell’organizzazione, rispettando puntualmente tutti gli appuntamenti statutari dei congressi e dei consigli nazionali.
Di seguito, numeri grafici e tabelle relative al numero degli iscritti a ciascun sindacato raffrontati con gli ultimi quattro anni.