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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/02/2011  -  stampato il 10/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 24 - 29 gennaio 2011.

 

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10589
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 424 del 26/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: CASSINELLI ROBERTO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 26/01/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10589
presentata da
ROBERTO CASSINELLI
mercoledì 26 gennaio 2011, seduta n.424

CASSINELLI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

notizie di stampa confermate da fonti della polizia penitenziaria riferiscono che la scorsa settimana, all'interno della casa circondariale di Genova Marassi, un agente della polizia penitenziaria in servizio è stato aggredito e ferito mentre tentava di sedare una rissa tra alcuni detenuti albanesi;

la condizione delle carceri della Liguria, ed in particolare di quella di Marassi, è sempre più preoccupante: il numero di agenti di polizia penitenziaria impiegati nelle strutture liguri è pari a circa il 68 per cento del numero previsto e necessario (864 a 1.264), mentre la media nazionale, pur critica, è dell'847 per cento; solo nel penitenziario di Marassi mancano 150 unità; il sovraffollamento medio delle carceri liguri si afferma al 142 per cento;

nonostante questo quadro d'insieme, la situazione non è fino ad ora degenerata solo grazie alla grande professionalità dimostrata dagli agenti di polizia penitenziaria che riescono a gestire situazioni spesso pericolose per l'incolumità loro ed anche dei detenuti -:

quali iniziative il Governo intenda assumere per far sì che la situazione delle carceri della Liguria, che da tempo si manifesta come palesemente critica, venga ripristinata ai livelli di tollerabilità.
(4-10589)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10580
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 423 del 25/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
25/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
25/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
25/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
25/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
25/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10580
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 25 gennaio 2011, seduta n.423

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

domenica 23 gennaio 2010 la prima firmataria del presente atto, assieme a Giulio Petrilli (responsabile provinciale diritti umani del Pd de L'Aquila) e a Sergio Rovasio (segretario dell'associazione «Certi Diritti»), ha visitato il carcere di Sulmona;

nella visita ispettiva che si è concentrata sulle problematiche della cosiddetta casa-lavoro, la delegazione è stata accompagnata dal direttore del carcere Sergio Romice e dall'ispettore Matteo Balassone;

questi i dati delle presenze rilevati:

a fronte di una capienza regolamentare di 250 persone, i detenuti e gli internati presenti sono 445, così suddivisi: 127 nella sezione reclusione ordinaria; 47 in alta sicurezza A.S.1; 97 in alta sicurezza A.S.3; 14 nella sezione collaboratori; 159 nella sezione internati;

quanto al personale della polizia penitenziaria, si registra una carenza di 60 unità rispetto all'organico previsto, carenza che si ripercuote sulle attività trattamentali di tutto l'istituto;

le criticità che si sono riscontrate nella casa di lavoro sono soprattutto queste:

nonostante gli sforzi del direttore, gli internati che lavorano sono attorno al 40 per cento tutti gli altri passano almeno 18 ore al giorno in cella in una vera e propria detenzione carceraria; d'altra parte, il taglio di un ulteriore 25 per cento degli stanziamenti per le mercedi, non può non ripercuotersi sulle possibilità di svolgere un'attività, tanto che gli internati che sono impiegati a turnazione nei servizi di pulizia e vitto, nel mese in cui hanno la fortuna di lavorare, non riescono a guadagnare più di 100-130 euro; molti degli internati, peraltro con condizioni familiari di estrema indigenza, hanno riferito all'interrogante che - pur di essere impiegati in un'attività - sarebbero disponibili a farlo a titolo totalmente gratuito;

a detta di pressoché tutti gli internati, la più che deficitaria assistenza sanitaria pone a forte rischio la loro salute; un internato (A.C.) con 5 infarti alle spalle, per esempio, non è mai stato sottoposto a visita cardiologica tanto che si è visto costretto a farla approfittando di una licenza; un altro, privo di un rene e con pressione alta che peraltro non gli viene mai misurata, da mesi attende di essere operato per la rottura di una protesi d'anca; un malato psichiatrico «che parla da solo» (dicono gli altri internati), che non si lava e non fa colloqui, continua a rimanere lì mentre risulta evidente che le sue condizioni richiederebbero il ricovero in una struttura sanitaria adeguata; un invalido totale dichiara di non ricevere alcuna assistenza sanitaria specifica; evidenti sono i problemi odontoiatrici: molti internati, infatti, sono sdentati o hanno gonfiori a causa di infezioni in corso; lo stesso egiziano che si è suicidato alcuni giorni fa da tempo si lamentava di non essere curato e già aveva tentato il suicidio alla vigilia di Natale;

sempre a proposito di problemi sanitari, da segnalare che il «repartino penitenziario ospedaliero», si trova nel seminterrato dell'ala vecchia dell'ospedale di Sulmona, dichiarata da tempo inagibile, il che mette in serio pericolo l'incolumità dei detenuti, degli agenti penitenziari e del personale civile che ivi opera;

sicuramente va segnalato come aspetto positivo della visita ispettiva effettuata, l'ottimo rapporto che gli internati hanno con il direttore e con gli agenti della polizia penitenziaria; ma ciò che rimane difficile accettare da parte di queste persone è il supplemento di pena che gli viene imposto quale misura di sicurezza decisa dal magistrato di sorveglianza per una valutazione di «pericolosità sociale» che li sottopone ad una restrizione della libertà che in nulla si differenzia dalla detenzione ordinaria -:

se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;

se il Ministro della giustizia non intenda provvedere alla immediata chiusura della casa di lavoro di Sulmona o quanto meno, prendere le opportune iniziative per riportarla nella legalità sia per quanto riguarda le effettive possibilità di lavoro degli internati sia per quanto attiene alle condizioni «detentive» in cui si concretizza la loro permanenza nell'istituto;

se intenda, e in che tempi, ripristinare l'organico oggi fortemente deficitario, degli agenti di polizia penitenziaria;

cosa si intenda fare, per quanto di competenza, per assicurare il rispetto del diritto alla salute internati nel carcere di Sulmona;

cosa intendano fare in merito all'ubicazione del reparto penitenziario dell'ospedale di Sulmona;

quali siano gli intendimenti del Governo ai fini di una piena considerazione dei problemi esposti in premessa e, conseguentemente, quali indirizzi giuridici e normativi intenda assumere, in coordinamento con le diverse responsabilità e con i soggetti istituzionali interessati, sul fronte della riforma delle modalità e dei meccanismi applicativi ed esecutivi delle misure di sicurezza detentive.(4-10580)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10558
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 422 del 24/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10558
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 24 gennaio 2011, seduta n.422

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

in un comunicato stampa del 17 gennaio 2011, l'Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, alla luce delle recenti rivolte scoppiate in Tunisia, invita l'amministrazione penitenziaria a fornire tutti i mezzi necessari affinché i detenuti di nazionalità tunisina possano mettersi in contatto fin da subito con le famiglie di appartenenza, sia che si trovino dentro, sia che si trovino fuori dell'Italia;

ed invero su 67.973 mila reclusi presenti nelle carceri italiane, ben 3.122 sono di nazionalità tunisina, sicché sarebbe opportuno e necessario che l'amministrazione penitenziaria consentisse loro di entrare immediatamente in contatto con i propri parenti attraverso gli strumenti diplomatici nonché, anche in deroga all'ordinamento penitenziario, consentendo agli stessi di telefonare al proprio Paese di origine -:

se il Ministro interrogato intenda attivarsi al fine di consentire alle persone recluse di nazionalità tunisina di mettersi in contatto con i propri parenti attraverso gli strumenti diplomatici e/o per consentire agli stessi, anche in deroga a quanto previsto dalle norme dell'ordinamento penitenziario, di telefonare al proprio Paese di origine. (4-10558)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10552
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 422 del 24/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10552
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 24 gennaio 2011, seduta n.422

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:


con precedente interrogazione n. 4-05789, presentata nella seduta del 20 gennaio 2010, si è chiesto di sapere quali iniziative il Ministro della giustizia intenda adottare allo scopo di valutare, con riferimento al lungo periodo di custodia cautelare in carcere patito dal signor Giancarlo Benedetti, la sussistenza dei presupposti per un'eventuale promozione di un'azione disciplinare a carico dei magistrati investiti del relativo procedimento penale; nonché se la direzione degli istituti di pena all'interno dei quali il signor Benedetti è stato rinchiuso abbiano garantito al detenuto la presenza costante di un adeguato supporto psicoterapeutico come richiesto dalle sue precarie condizioni di salute, ed inoltre quali iniziative di rispettiva competenza il Ministro della giustizia ed il Ministro della salute intendessero adottare affinché al detenuto Giancarlo Benedetti fosse garantito il rispetto dei diritti inviolabili, in primis quello alla salute;


nonostante i solleciti del 9 febbraio 2010; del 4 marzo 2010; del 22 marzo 2010; del 12 aprile 2010; 12 ottobre 2010 e del 1o dicembre 2010, al predetto atto di sindacato ispettivo non è stata data ancora alcuna risposta;


nel frattempo lo stato di salute del signor Giancarlo Benedetti è andato lentamente peggiorando, atteso quanto accertato con apposita perizia medico-legale redatta in data 8 maggio 2010 dal professor dottor Maurizio Marasco, specialista in neurologia e in psichiatra, il quale nella conclusione della sua Relazione clinica ha rilevato (tra l'altro) quanto segue: «[...] A tutt'oggi, dopo oltre 40 giorni, il Benedetti non è stato ancora visitato dallo psichiatra del carcere, nonostante in data 14 gennaio 2010 il medico del reparto ove è alloggiato il predetto detenuto abbia richiesto la consulenza psichiatrica [...]»; «[...] Si rammenta, come rilevato nelle precedenti relazioni cliniche dello scorso anno e di qualche giorno fa, che si tratta di un soggetto con alto tasso di familiarità per le forme bipolari, patologia psichiatrica che si è presentata prevalentemente in forma depressiva e che funestamente ha colpito la madre del paziente, suicidatasi, ed altri familiari del Benedetti; il quale, dal canto suo, pur non avendo mai manifestato episodi acuti di depressione o di disturbo bipolare, sin dall'adolescenza soffre di disturbo da attacchi di panico, disturbo d'ansia che in realtà viene considerato un equivalente dei disturbi depressivi e non a caso richiede un trattamento farmacologico con farmaci anti-ansia, appoggiati a farmaci antidepressivi [...]»; «[...] In questo caso non si comprende la ragione per la quale, pur essendo stata richiesta la visita psichiatrica, il Benedetti a tutt'oggi non è stato posto a visita specialistica con il rischio che il disturbo da attacchi di panico che ormai si è cronicizzato si aggravi slatentizzando quella condizione depressiva che è latente ed insita nei geni del soggetto [...]»; «[...] Dunque, al fine di prevenire l'aggravamento della patologia di cui soffre attualmente il Benedetti, di prevenire in particolare il rischio che il suo disturbo da attacchi di panico si trasformi in una condizione depressiva franca, è indispensabile che il soggetto venga immediatamente sottoposto ad un trattamento farmacologico con farmaci antidepressivi e che venga anche sostenuto da una psicoterapia di supporto qualificata, oltre che sostenuto dal costante ed assiduo appoggio dei referenti affettivi. È dunque indispensabile avviare un programma multidisciplinare che non è realizzabile in ambiente penitenziario, non solo perché il supporto psicoterapeutico non è realizzabile nel circuito penitenziario ove la presenza dello psicologo è appena sufficiente ad osservare i nuovi giunti per un colloquio di primo ingresso e dove l'elevato numero di detenuti non consente allo psicologo la frequenza, la costanza e l'assiduità del supporto psicoterapeutico necessaria, ma anche in relazione al fatto che al supporto psicoterapeutico va affiancato il sostegno dei referenti affettivi, senza considerare il fatto che un paziente con la patologia di cui soffre il soggetto va assiduamente seguito anche dallo psichiatra, cosa che nello specifico non si sta verificando, considerato che la visita psichiatrica richiesta il 14 gennaio 2010, non è stata ancora eseguita ed anche se lo fosse a breve, comunque dovrebbe essere ripetuta a cadenza settimanale, il che, considerato che nel carcere di Rebibbia nuovo complesso sono operativi due psichiatri che devono fronteggiare una popolazione di oltre 1000 detenuti, appare utopistico. Per le sovraesposte ragioni ritengo, secondo scienza e coscienza, che il Benedetti presenti condizioni di salute psicofisica incompatibili con la persistenza del regime detentivo in carcere»;


contrariamente alle indicazioni contenute nelle relazioni cliniche del professor Marasco, il signor Giancarlo Benedetti, durante la sua permanenza negli istituti di pena di Regina Coeli, di Velletri e di Rebibbia nuovo complesso, non ha usufruito né di un adeguato supporto psicoterapeutico, né di un adeguato trattamento farmacologico;


nel corso del lungo periodo di custodia cautelare in carcere, al detenuto non sono mai stati concessi gli arresti domiciliari, pur essendo lo stesso persona incensurata e, quindi, sebbene difficilmente potesse essere ravvisato nel caso concreto il pericolo di reiterazione del reato e/o di fuga e né, tanto meno, il pericolo di inquinamento probatorio, atteso che i fatti di cui era accusato il signor Benedetti erano abbastanza risalenti nel tempo;


in data 11 novembre 2010, dopo 15 mesi trascorsi in carcere in custodia cautelare, il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Roma, dottor Riccardo Amoroso, assolveva il signor Giancarlo Benedetti, nel caso di specie difeso e assistito dall'avvocato Renato Borzone, perché «il fatto non sussiste»;


peraltro, sempre con riferimento alla carcerazione preventiva dal medesimo sofferta, consta agli interroganti che il signor Giancarlo Benedetti abbia preannunciato l'intenzione di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo al fine di chiedere la condanna dello Stato italiano per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali -:


se, anche alla luce della recente sentenza di assoluzione pronunciata in data 11 novembre 2010, il Ministro non ritenga opportuno valutare la sussistenza nella vicenda processuale illustrata in premessa dei presupposti per un'eventuale promozione di un'azione disciplinare nei confronti dei magistrati che sono stati investiti nel corso del tempo della questione relativa allo status detentionis del signor Benedetti, respingendo di volta in volta le richieste della difesa volte ad una sostituzione della misura cautelare carceraria;


se nel corso della sua detenzione il signor Giancarlo Benedetti sia stato sottoposto a visita psichiatrica così come dallo stesso richiesto dopo il 14 gennaio 2010;


se il detenuto abbia usufruito di un adeguato supporto psicoterapeutico e farmacologico nel corso della sua reclusione all'interno degli istituti di pena di Velletri e di Rebibbia nuovo complesso;


se, più in generale, al detenuto in questione sia stato garantito il rispetto dei suoi diritti inviolabili, a partire da quello alla salute. (4-10552)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10548
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 422 del 24/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10548
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 24 gennaio 2011, seduta n.422

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, il 19 gennaio 2011 un detenuto egiziano di 66 anni, Mahmoud Tawfic, proveniente dalla libertà vigilata e tornato in carcere da due mesi, si è suicidato nel carcere di Sulmona;

il detenuto era affetto da tempo da una forte depressione che aveva minato il suo equilibrio psichico. Ad agosto aveva ottenuto la libertà dopo aver finito di scontare la sua pena. Ma la lunga detenzione gli aveva procurato forti contraccolpi a livello psichico. Uscito dal carcere, ha cercato di rifarsi una vita trasferendosi a Roma ma nella capitale si sarebbe macchiato di nuovi reati tanto che nel mese di dicembre 2010 è tornato nel carcere di Sulmona, questa volta da internato. Infatti, proprio in seguito al comportamento assunto una volta uscito dal carcere, il giudice lo ha ritenuto socialmente pericoloso, condannandolo all'ulteriore pena della casa di lavoro;

nei primi 20 giorni dell'anno salgono cosi a 5 i suicidi in carcere e a 6 il totale dei detenuti morti -:

se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa di competenza al fine di verificare, anche attraverso l'avvio di un'indagine, se vi siano responsabilità amministrative o disciplinari del personale penitenziario in ordine al suicidio del detenuto;

se e che tipo di sostegno psicologico fosse stato predisposto nei confronti del detenuto;

quanti siano gli psicologi e gli educatori effettivamente in servizio presso il carcere di Sulmona e quanti quelli previsti in pianta organica;

quanti internati siano impegnati in attività lavorative, quali i lavori svolti e quale sia lo stanziamento destinato alle mercedi in un anno;

più in generale cosa intenda fare affinché le case lavoro siano effettivamente tali con occupazioni che aiutino gli internati a superare il loro stato di «pericolosità sociale»;

se non ritenga di dover assumere iniziative volte a rivedere la normativa, risalente al codice Rocco del 1930, varato nel corso del ventennio fascista, riguardante le misure di sicurezza personali. (4-10548)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10546
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 422 del 24/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10546
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 24 gennaio 2011, seduta n.422

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

sul quotidiano La Tribuna di Treviso del 19 gennaio 2011 è stato pubblicato un articolo intitolato: «Così mi hanno picchiato in carcere. In aula il racconto di un detenuto rumeno arrestato per stupro. L'uomo ha accusato tre agenti di polizia penitenziaria di averlo pestato»;

il rumeno Lucian Elwis Andricsak, 28 anni, ha accusato in un'aula di giustizia tre agenti di polizia penitenziaria del carcere di Santa Bona di averlo picchiato tra il 12 e il 13 ottobre 2007, dopo che l'uomo era stato arrestato per aver violentato una brasiliana a Spresiano (condannato a 5 anni). I tre - Pasquale T., Gaspare C. e Maurizio V. - sono ora a processo con l'accusa di abuso d'ufficio;

nel corso della sua deposizione il rumeno ha raccontato quanto segue: «Mi hanno picchiato di brutto il giorno dopo il mio arrivo in carcere. Sono venuti tre volte in un giorno, mi hanno colpito alla schiena con calci e pugni. E sono tornati anche il giorno dopo. Mi hanno picchiato a mani nude, più volte: quando il giudice mi ha interrogato gli ho detto che ero stato picchiato. Ho avuto dolori per un anno dopo l'accaduto. Non capivo niente di quello che mi dicevano» -:

se sulla vicenda sia stata avviata un'indagine amministrativa interna e, in caso affermativo, quali ne siano stati gli esiti. (4-10546)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10543
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 422 del 24/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10543
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 24 gennaio 2011, seduta n.422

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, il 20 gennaio 2011 Salvatore Camelia, trentanovenne, si è suicidato in carcere, a Caltagirone, impiccandosi, con un lenzuolo, alla grata della finestra della sua cella. Inutili i primi soccorsi degli agenti dell'istituto penitenziario e i successivi interventi di rianimazione dell'uomo, il cui corpo è giunto privo di vita all'ospedale «Gravina» di Caltagirone;

secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri di Mineo, che avevano eseguito il provvedimento restrittivo, l'uomo aveva aggredito e ferito la sua compagna con un coltello. Dopo l'arresto, Camelia era stato accompagnato nel carcere calatino. L'accusato sarebbe stato interrogato dalla competente autorità giudiziaria, che gli avrebbe contestato i reati di tentato omicidio e lesioni -:

se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa di competenza al fine di verificare, anche attraverso l'avvio di un'indagine, se vi siano responsabilità amministrative o disciplinari del personale penitenziario in ordine al suicidio del detenuto;

se e che tipo di sostegno psicologico fosse stato predisposto nei confronti del detenuto;

quanti siano gli psicologi e gli educatori effettivamente in servizio presso il carcere di Caltagirone e quanti quelli previsti in pianta organica;

se non si intenda immediatamente assumere le necessarie iniziative per stanziare fondi per migliorare la vita degli agenti penitenziari e dei detenuti in modo che il carcere non sia solo un luogo di espiazione e di afflizione ma diventi soprattutto un luogo, attraverso attività culturali, lavorative e sociali, in cui i detenuti possano avviare un percorso concreto per essere reinseriti a pieno titolo nella società. (4-10543)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10542
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 422 del 24/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10542
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 24 gennaio 2011, seduta n.422

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, Antonino Montalto, 22enne, recluso a Prato, si è tolto la vita impiccandosi nella propria cella il pomeriggio del 20 gennaio 2011;

ne ha dato notizia Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa Penitenziari, che ha commentato: «Chi ha competenze politiche e amministrative, potrà anche continuare a perpetrare un ostinato, quanto offensivo, silenzio e negare risposte a chi, come noi, pone senza indugio e foglie di fico la questione penitenziaria in termini crudi e nudi, ma non potrà sottrarsi, prima o poi, dall'affrontare la tragica realtà delle morti in cella»;

nei primi 20 giorni dell'anno salgono cosi a 5 i suicidi in carcere e a 6 il totale dei detenuti morti -:

se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa di competenza al fine di verificare, anche attraverso l'avvio di un'indagine, se vi siano responsabilità amministrative o disciplinari del personale penitenziario in ordine al suicidio del detenuto;

se e che tipo di sostegno psicologico fosse stato predisposto nei confronti del detenuto;

quanti siano gli psicologi e gli educatori effettivamente in servizio presso il carcere di Prato e quanti quelli previsti in pianta organica;

se non ritenga che l'alto tasso di suicidi in carcere dipenda dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre l'alto tasso dei decessi per suicidio in carcere. (4-10542)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10540
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 422 del 24/01/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/01/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/01/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10540
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 24 gennaio 2011, seduta n.422

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano Libertà, in data 16 gennaio 2011 un detenuto nella casa circondariale delle Novate (Piacenza) si è conficcato in testa un pezzo di ferro che ha ricavato dagli arredi della sua cella, dopodiché è stato chiamato il 118 e l'uomo è stato soccorso dai sanitari dell'infermeria della casa circondariale;

da quanto si è appreso, il protagonista dell'episodio è un detenuto di origini straniere con problemi psichici che un paio di giorni prima era stato purtroppo protagonista di un altro simile episodio. Nella precedente circostanza infatti si era conficcato in testa due viti e anche allora era dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, fortunatamente anche quella volta le ferite che si era provocato non erano state gravi -:

quali iniziative, anche normative, urgenti il Governo intenda adottare al fine di far sì che i detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche siano assegnati a strutture, diverse da quelle carcerarie ordinarie, in grado non solo di contenerli ma anche di predisporre nei loro confronti un adeguato trattamento terapeutico, cosi come previsto dalle norme sull'ordinamento penitenziario. (4-10540)
 
Damiano Bellucci