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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/08/2009  -  stampato il 04/12/2016


Nessuno profeta in Patria e al DAP non neppure chierichetto

"Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro. Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare.

Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi. Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento. Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari. Questa è una storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone.”

Questa vicenda mi induce a riflettere sulla situazione della nostra povera amministrazione penitenziaria, laddove continuano ad essere disprezzate le eccellenti professionalità interne a vantaggio di presunti taumaturghi provenienti da chissàddove. E non mi limito soltanto ai Capi dipartimento, ma parlo anche di Ufficiali e Ammiragli, di dirigenti di altre amministrazioni (tesoro, corte conti) e di magistrati in genere. Si pensi, ad esempio, per rimanere al vertice dell’amministrazione, che negli ultimi sedici anni si sono avvicendati ben 9 capi dipartimento (Amato, Capriotti, Cianci, Coiro, Margara, Caselli, Tinebra, Ferrara e Ionta) più tre provvisori (Falcone, Vecchione e Mancuso). In buona sostanza abbiamo avuto, mediamente, un Capo dipartimento ogni sedici mesi (nemmeno un anno e mezzo). Questi stessi Capi dipartimento, poi, nonostante una inevitabile iniziale incompetenza (che per qualcuno, poi, non è stata soltanto iniziale), si sono guardati bene dal valorizzare le professionalità interne, portandosi dietro pletore di collaboratori (altrettanto incompetenti) provenienti perlopiù dalla magistratura ma, in parecchi casi, anche da Carabinieri, Polizia di Stato, Organizzazione Giudiziaria, Corte dei Conti, Tar, Consiglio di Stato e chi più ne ha, più ne metta. Ad onor del vero, in alcuni casi (qualcuno anche attuale) si è ripiegato su qualche professionalità interna (magari non proprio di eccellenza) costretti dal fatto di aver ricevuto un rifiuto alla richiesta di distacco delle collaborazioni richieste.

Anche qui, purtroppo però, la scelta dei collaboratori non è stata determinata dal possesso di particolari qualità professionali ma, piuttosto, dall’esibizione di (veri o presunti) curriculum con il pedegree. In altre parole, qualche Capo Dap (e l’ultimo in particolare) si è avvalso di collaboratori di nobile lignaggio con un passato professionale di quel livello ma senza avere contezza e conoscenza degli esiti di quelle esperienze. Probabilmente, qualche volta è anche accaduto di avere a capo dell’amministrazione penitenziaria qualcuno che non aveva mai letto Beccaria, che non sapeva cosa fosse un sistema panottico... Mi domando se il Pres. Ionta, o qualche suo stretto collaboratore, ha avuto modo di leggere i risultati dello studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Torino, coordinati dal Prof. Giovanni Torrente, sugli effetti del provvedimento d’indulto varato dal Parlamento nel luglio del 2006. E mi domando, ancora, se il Pres. Ionta, attuale capo del DAP, ha mai sentito parlare dell’esperimento di Standford del Prof. Philip Zimbardo.

Secondo una indagine di qualche tempo fa del Sole 24 Ore, principale quotidiano economico-finanziario italiano, il Capo dell’amministrazione penitenziaria (in quanto comandante di una delle cinque forze di polizia) percepisce complessivamente una retribuzione di 500.000 (cinquecentomila) euro l’anno. (L’indennità di capo del corpo viene mantenuta anche dopo aver lasciato l’incarico ed è interamente pensionabile. N.d.A.). Forse questo potrebbe essere un motivo sufficiente per giustificare la pretesa di avere un Capo competente e preparato ampiamente oltre la media. ...e Joshua Bell, nella metro di Washington, suonando uno stradivari da 4 milioni dollari, ha guadagnato la miseria di 32 dollari.