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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/02/2011  -  stampato il 07/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 14 al 19 febbraio 2011

 

ATTO CAMERA
INTERPELLANZA 2/00974
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 435 del 16/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: SCHIRRU AMALIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza 2-00974
presentata da
AMALIA SCHIRRU
mercoledì 16 febbraio 2011, seduta n.435

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:

in numerosi atti parlamentari presentati nella legislatura in corso si pongono in evidenza numerose e sempre più frequenti fattispecie di netto contrasto con il principio della territorialità della pena; tra gli ultimi presentati si ricorda l'interrogazione a risposta scritta 4-09937 presentata dalla prima firmataria del presente atto, il 13 dicembre 2010, nella seduta n. 407, inerente alla vicenda del signor Congiu, indagato per una rapina e trasferito al carcere di Taranto, pur essendo arrestato in Sardegna ed essendo un cittadino di Milis;

si tratta di detenuti che sono trasferiti da un istituto penitenziario all'altro e, in certi casi, come per esempio accade ai cittadini sardi, allontanati in strutture fuori dall'isola, prescindendo del tutto dal principio della territorialità o della residenza del detenuto e della famiglia. Questa situazione, di fatto, priva i detenuti degli unici punti di sostegno morale e psicologico che possiedono, costringendo i familiari a sostenere veri e propri viaggi pur di portare conforto al proprio caro, ovviamente solo quando le condizioni economiche lo permettono;

ci si trova, dunque, dinanzi ad uno scenario serio e multiproblematico i cui effetti non incidono solo sui detenuti, ma toccano inevitabilmente anche tutto il personale addetto alla vigilanza, alla tutela ed al recupero sociale degli stessi detenuti e gli stessi avvocati;

in base alla normativa attuale, il detenuto deve scontare la pena in strutture che non distino oltre 300 chilometri dal luogo di nascita o residenza, senza considerare che sono detenute lontano da casa anche persone ancora in attesa di giudizio;

il 12 gennaio 2010, oltre un anno fa quindi, la camera dei deputati ha parzialmente approvato, su espresso parere favorevole del Governo, una mozione sulle carceri sottoscritta da 93 deputati appartenenti a quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento che prevede alla lettera h) del primo capoverso, «la piena attuazione del principio della territorialità della pena previsto dall'ordinamento penitenziario, in modo da poter esercitare al meglio tutte quelle attività di sostegno e trattamento del detenuto che richiedono relazioni stabili e assidue tra quest'ultimo, i propri familiari e i servizi territoriali della regione di residenza»;

esiste un protocollo d'intesa tra la regione sarda e l'amministrazione penitenziaria che prevede l'applicazione del criterio della territorialità della pena, con destinazione ai carceri dell'isola di detenuti sardi, principio, lo si ricorda, sancito ormai 36 anni fa con la legge n. 354 del 1975 e, successive modifiche e ribadito, appunto, nel protocollo d'intesa tra il Ministero della giustizia e la regione autonoma della Sardegna del 7 febbraio 2006 -:

se e quali iniziative urgenti intenda assumere per assicurare pienamente il principio della territorialità della pena, in tutto il territorio nazionale, evitando così lo sperpero di risorse pubbliche e facendo si che possano essere finalmente esercitate tutte quelle attività di sostegno e trattamento dei detenuti, che richiedono relazioni stabili e assidue tra questi ultimi, i loro familiari ed i servizi territoriali della regione di residenza;

se e come intenda intervenire in relazione ai casi segnalati in premessa e già evidenziati negli atti parlamentari sopra citati e quali iniziative intenda adottare al fine di dare immediata attuazione al protocollo firmato con la regione Sardegna relativamente al rispetto del principio della territorialità della pena.

(2-00974)
«Schirru, Melis, Miotto, Vaccaro, Marco Carra, Bucchino, Pedoto, Pes, Fiano, Narducci, Arturo Mario Luigi Parisi».
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10945
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 436 del 17/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: TENAGLIA LANFRANCO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 17/02/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 17/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10945
presentata da
LANFRANCO TENAGLIA
giovedì 17 febbraio 2011, seduta n.436

TENAGLIA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

la situazione di generale sovraffollamento delle carceri italiane, che vede coinvolti anche gli otto istituti penitenziari ubicati nel distretto della corte di appello di L'Aquila, comporta un sensibile deterioramento delle condizioni di vita dei detenuti e la compressione di diritti fondamentali, con conseguente, inevitabile obliterazione della funzione rieducativa della pena;

in tale quadro di per sé drammatico, si segnala per l'assoluta emergenza nella quale versa il carcere di Sulmona, nel quale si avvertono generali difficoltà di gestione originate dal sovraffollamento e situazioni critiche e peculiari connesse alla tipologia della popolazione ristretta;

il dottor Giovanni Canzio - presidente della corte di appello de L'Aquila, nella Relazione sull'amministrazione della giustizia per l'anno 2011 - scrive che «La Casa di reclusione di Sulmona ospita 243 detenuti (di cui 218 definitivi) e 156 internati nella casa di lavoro. Tra i detenuti, la gran parte (169) espia pene di notevole entità o l'ergastolo (49) per gravi delitti previsti dall'articolo 4-bis O.P. prima fascia (articoli 416-bis c.p., 630 c.p., 74 T.U., 309/90), con evidente contrazione delle possibilità di accesso ai benefici penitenziari date le restrittive condizioni imposte dalla norma citata, costituite dalla collaborazione o dalle condotte ad essa equipollenti della inesigibilità o impossibilità della stessa. Sicché il carcere è connotato dalla prevalenza di circuiti di massima e media sicurezza che, stante la tipologia dei reati, inevitabilmente privilegiano l'aspetto della sicurezza interna ed esterna, rispetto a quello trattamentale e rieducativo. Va inoltre segnalata la delicatissima situazione in cui versa la casa di lavoro. All'obiettiva difficoltà per i soggetti internati di accettare una misura di sicurezza detentiva, fisiologicamente sottratta alla certezza della scadenza temporale, si aggiunge il fatto che su 156 internati solo 80 svolgono attività lavorativa con un numero esiguo di ore settimanali. Si distinguono due tipi di attività: le cosiddette lavorazioni industriali, nelle quali l'impiego lavorativo va dalle 3 alle 6 ore giornaliere per 5 giorni settimanali, e le attività meramente funzionali alla conduzione della struttura, dove l'impiego lavorativo è stabilito in 3 ore giornaliere per 5 giorni a settimana e per un corrispettivo di circa 10 giornate in pagamento. La vita dei soggetti ristretti è connotata, quindi, dall'ozio, cui si aggiunge la mancanza di adeguate opportunità risocializzanti e ricreative all'interno dell'istituto. Nella sostanza, l'internamento presso la Casa di Sulmona si risolve in una limitazione della libertà personale, priva di quelle finalità rieducative che la Costituzione assegna alla pena detentiva. Tali condizioni inevitabilmente originano situazioni di disadattamento psicologico e comportamentale, di cui i ricorrenti gesti di autolesionismo o di suicidio sono diretta e concreta testimonianza. A tale proposito si evidenza che solo nell'anno in esame si sono verificati cinque casi di suicidio tra gli internati, in circostanze che hanno avuto ampia eco mediatica. Le indagini hanno consentito di appurare che in tre casi si è trattato di suicidio senza responsabilità di terzi, mentre negli altri due il decesso è stato conseguente ad assunzione di sostante stupefacenti, e per uno di essi l'autore dell'illecita cessione è stato identificato, sottoposto a misura cautelare e tratto a giudizio immediato. In tale difficilissima situazione appare inopportuna la scelta del D.A.P. di destinare al carcere di Sulmona un cospicuo numero di soggetti affetti da gravi patologie psichiatriche (140 allo stato), di cui molti bisognosi di assistenza e vigilanza continuativa, la cui gestione è di fatto impossibile, data la presenza di un solo psichiatra, altresì aggravata dalla mancanza di circa 50 unità di personale di polita penitenziaria»;

la situazione descritta va affrontata e risolta con urgenza, mediante diversi interventi e in particolare:

a) la risoluzione delle gravi problematiche connesse al sovraffollamento della casa circondariale di Sulmona;

b) l'amministrazione penitenziaria deve modificare i criteri di destinazione dei detenuti, prevedendo una più equa distribuzione in ambito nazionale dei soggetti più pericolosi;

c) per la casa di lavoro, occorrono stanziamenti che consentano lo svolgimento dell'attività lavorativa a tutti gli internati, come la misura di sicurezza prevede -:

quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per far fronte alla situazione descritta e se, in particolare, intenda adottare con urgenza i provvedimenti descritti nei punti a), b) e c) delle premesse. (4-10945)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10894
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 435 del 16/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
16/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10894
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 16 febbraio 2011, seduta n.435

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:


il 28 gennaio 2011, la prima firmataria del presente atto ha visitato il carcere di Chiavari assieme ad Irene Testa (Segretaria dell'Associazione Il Detenuto Ignoto), Alessandro Rosasco e Valter Noli (membri del Comitato Nazionale di Radicali Italiani), Susanna Mazzucchelli (segretaria dell'Associazione Radicali Genova); la delegazione è stata accompagnata dalla direttrice dottoressa Paola Penco e dal comandante Andrea Tonellotto;


dalla visita di sindacato ispettivo è emerso il seguente quadro:

nel carcere di Chiavari sono presenti 95 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di 70 posti;

54 detenuti sono condannati in via definitiva, i rimanenti sono in attesa di giudizio e, fra questi, 11 sono imputati; gli stranieri sono 43, mentre i tossicodipendenti sono 26 di cui 3 in trattamento metadonico; 2 sono i reclusi affetti da HIV;


gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono 46 a fronte di una pianta organica che nel 2001 ne prevedeva 60, ma occorre tenere presente che la forza effettiva operante è di 37 unità e che sono solo 27 gli agenti che svolgono i turni nel reparto; inoltre, il nucleo traduzioni e piantonamento (composto da 4 unità compreso il coordinatore) non disponendo di forze sufficienti, è costretto ad attingere al reparto già sofferente in caso di traduzioni, visite specialistiche o ricoveri di detenuti; ad avviso della prima firmataria del presente atto, nella situazione descritta, è assolutamente impossibile garantire i diritti del personale (addestramento e formazione, ferie, riposi, congedi parentali, legge n. 104, permessi sindacali, malattie occasionali) e la sicurezza dell'istituto; gli educatori sono due; un solo psicologo;


i detenuti che lavorano sono 32, cioè il 33,6 per cento, percentuale che costituisce il picco più alto riscontrato nei penitenziari liguri; 24 sono dipendenti dall'amministrazione, 4 lavorano per conto di imprese e cooperative, 4 sono i detenuti semiliberi dipendenti da datori di lavoro esterni;

dal punto di vista strutturale l'istituto presenta evidenti carenze che ne pregiudicano la sicurezza interna: basti osservare il muro di cinta che cade a pezzi e che, per la sua dislocazione e il parcheggio di mezzi nei pressi, più che scongiurare evasioni e intromissioni, sembra fatto apposta per propiziarli; a ciò deve peraltro aggiungersi l'obsolescenza dei sistemi di sorveglianza;

nonostante la criticità del quadro sopra descritto, occorre dare atto alla direttrice, al comandante e all'ottimo rapporto interpersonale che i due dirigenti riescono a mantenere con il personale tutto, che il clima all'interno dell'istituto è ottimo, raramente riscontrabile in altri istituti; malgrado il drastico taglio delle risorse (sia umane che materiali), infatti, le attività trattamentali non sono state ridotte anzi, per molti versi, sono aumentate e i detenuti, apprezzando questo sforzo, sono molto collaborativi; il modello di carcere «aperto» alla società civile, dà indubitabilmente i suoi frutti: nell'istituto sono praticamente inesistenti gli episodi di autolesionismo;


il rischio che agli interroganti appare evidente è però quello per cui proprio laddove le cose funzionino meglio per capacità organizzative, manageriali e umane della dirigenza degli istituti, siano proprio questi stessi istituti ad essere dimenticati anziché valorizzati dall'amministrazione centrale; a questo proposito, si segnala la mancata risposta a diversi progetti di ristrutturazione profonda da tempo richiesti dalla direzione del carcere di Chiavari sia per quanto riguarda il miglioramento dei reparti detentivi, sia per quanto attiene la destinazione dei locali dell'ex caserma e degli ex uffici amministrativi, sia per le zone d'accesso dei familiari, dei visitatori esterni e degli operatori;



nel carcere di Chiavari, oltre ad essere stata allestita (con donazioni del Rotary locale) l'area verde per le visite dei detenuti con i minori, vige anche il regolamento interno previsto dal secondo comma dell'articolo 32 della legge n. 354 del 1975, fatto pressoché unico nel panorama degli istituti penitenziari italiani -:


se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;


in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superare i problemi di sovraffollamento del carcere di Chiavari;

in che tempi verrà ripristinato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria, oggi drasticamente ridotto;


cosa si intenda fare per la necessaria ristrutturazione dell'istituto, sia per quanto riguarda la «sicurezza» dello stesso, sia per quel che riguarda le condizioni di vita dei detenuti;

quando verranno ripristinati fondi adeguati per la manutenzione ordinaria e per i sussidi da destinare ai detenuti più indigenti.
(4-10894)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10893
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 435 del 16/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: CASSINELLI ROBERTO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 16/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
POPOLO DELLA LIBERTA'
16/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10893
presentata da
ROBERTO CASSINELLI
mercoledì 16 febbraio 2011, seduta n.435

CASSINELLI e SCANDROGLIO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

la condizione delle carceri della Liguria è sempre più preoccupante: il numero di agenti di polizia penitenziaria impiegati nelle strutture liguri è pari al 67 per cento del numero previsto e necessario (858 a 1.264), decisamente inferiore alla media nazionale, pur critica, dell'84 per cento;

nel carcere di Chiavari si manifesta una grave carenza di personale, diventata ormai insostenibile: 41 unità, a fronte di un organico minimo di 60 unità indispensabile per garantire la sicurezza e il funzionamento dell'impianto;

notizie di stampa, confermate da fonti della polizia penitenziaria, attestano il pesante sovraffollamento presente nel carcere di Chiavari: i detenuti dovrebbero essere 70 a fronte di 95;

in alcune celle ci sono sette letti ed il settimo, durante il giorno per consentire agli occupanti di muoversi, viene rimosso;

l'istituto circondariale di Chiavari è dotato di sistemi di sorveglianza obsoleti e di un muro di cinta insufficiente a garantire la sicurezza;

nonostante questo quadro d'insieme, la situazione non è fino ad oggi degenerata solo grazie alla grande professionalità dimostrata dalla direttrice del carcere e dagli agenti di polizia penitenziaria che riescono a gestire situazioni spesso pericolose per l'incolumità loro ed anche dei detenuti -:

quali iniziative il Governo intenda assumere per far si che la situazione del carcere di Chiavari, che da tempo si manifesta come palesemente critica, venga ripristinata ai livelli di tollerabilità e sicurezza.(4-10893)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10886
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 435 del 16/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: MARTELLA ANDREA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/02/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
·         MINISTERO DELL'INTERNO
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 16/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10886
presentata da
ANDREA MARTELLA
mercoledì 16 febbraio 2011, seduta n.435

MARTELLA. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il Ministro dell'interno ha dichiarato il 15 febbraio 2011 che nella provincia di Venezia sarà collocato un centro di identificazione ed espulsione (CIE) nel comparto in cui sarà insediato anche il nuovo carcere;

l'intesa tra la regione Veneto e lo stesso Ministero prevede l'insediamento del nuovo carcere di Venezia in località Campalto, per 450 detenuti;

il consiglio comunale di Venezia con proprio ordine del giorno ha richiesto di sospendere i termini di applicazione dell'intesa e di avere chiarimenti sulla natura della struttura carceraria, ad oggi del tutto sconosciuti -:

quali siano le reali intenzioni del Governo, in particolare se si intenda edificare nello stesso comparto sia il nuovo istituto penitenziario, sia il centro di identificazione ed espulsione e se il comune di Venezia sia stato interessato o coinvolto nella scelta. (4-10886)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10853
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 434 del 15/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10853
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 15 febbraio 2011, seduta n.434

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

domenica 30 gennaio 2011 la prima firmataria del presente atto ha visitato il carcere di Sanremo nuovo complesso (inaugurato nel 1996) assieme ad Irene Testa (segretaria dell'Associazione Il detenuto ignoto), Alessandro Rosasco e Gian Piero Buscaglia (membri (del comitato nazionale di Radicali italiani) e Susanna Mazzucchelli (segretaria dell'associazione Radicali Genova); la delegazione è stata accompagnata dal comandante, commissario Sergio Orlandi;

dalla visita ispettiva è emerso il seguente quadro:

nel carcere di Sanremo sono presenti 355 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di 209 posti; 218 detenuti sono condannati in via definitiva, i rimanenti sono in attesa di giudizio e, fra questi, 58 sono imputati; 187 sono i detenuti stranieri appartenenti a 34 nazionalità diverse; fra i condannati 22 sono i collaboratori di giustizia e 8 gli ergastolani;

i detenuti tossicodipendenti sono 70 di cui 8 in terapia metadonica; 6 sono i reclusi affetti da HIV;

gli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 156 a fronte di una pianta organica che nel 2001 ne prevedeva 254; gli educatori previsti in organico sono 6 mentre quelli effettivamente in servizio sono 4; nell'istituto opera un solo psicologo del Sert mentre un altro è presente solo per poche ore al mese;

i detenuti che lavorano sono in tutto solo 40: 30 dipendenti dall'amministrazione che ruotano ogni 15 giorni, 5 addetti alle lavorazioni di serramenti pagati con fondi provinciali erogati alla cooperativa «Galeotta S.r.l.», e 5 detenuti semiliberi che lavorano in proprio; la quasi totalità dei detenuti passa in cella quasi 19 ore, tolte le 4 ore d'aria mattutine e pomeridiane e l'ora e un quarto della socializzazione che si svolge dalle 16.45 alle 18.00; i corsi di alfabetizzazione occupano 10 detenuti così come la scuola media; solo uno degli 8 ergastolani lavora;

nel 2010 nell'istituto sono morti due detenuti, uno dei quali si chiamava Fernando Paniccia invalido al 100 per cento affetto da ritardo mentale, epilettico e semiparalizzato; Paniccia, che pesava 186 chili, è morto nella cella, ucciso probabilmente da un arresto cardiaco; le sue condizioni di salute erano critiche da tempo e, secondo quanto riferito dal comandante, è stato lui a rifiutare il ricovero in ospedale quando, il giorno di Natale 2010, si è sentito male;

a proposito di eventi critici, da segnalare 12 casi di autolesionismo nel 2010 e 1 nel 2011 e due aggressioni contro dipendenti dell'amministrazione penitenziaria;

quanto alla sanità, il passaggio di competenze alla ASL sembra non abbia comportato particolari traumi anche perché è stato assorbito tutto il personale della precedente gestione dell'amministrazione penitenziaria: solo il dirigente sanitario è cambiato;

con la legge 199 del 2010, sono usciti dal carcere di Sanremo, per beneficiare della pena alternativa della detenzione domiciliare, 8 detenuti;

nonostante l'istituto sia di relativa recente costruzione, nella sala colloqui c'è ancora il vietatissimo muretto che divide i detenuti negli incontri con i loro familiari; l'area verde per le visite dei minori deve ancora essere messa a norma;

nell'istituto penitenziario di Sanremo Nuovo complesso non vige il regolamento interno previsto dal secondo comma dell'articolo 32 della legge n. 354 del 1975; il Comandante informa la delegazione che il testo redatto è al vaglio del magistrato di sorveglianza -:

se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superare i problemi di sovraffollamento del carcere di Sanremo nuovo complesso;

in che modo intenda ripristinare il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti, visto che nelle condizioni attuali, solo un'estrema minoranza di loro ha la possibilità di svolgere un attività, peraltro poco qualificante, all'interno dell'istituto;

in che tempi verrà ripristinato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori e degli psicologi;

cosa si intenda fare per vigilare affinché venga garantito il diritto alla salute dei detenuti considerata la presenza di 70 tossicodipendenti e di numerosi casi psichiatrici;

in particolare, quali notizie ulteriori dispongano i ministri interrogati sulla morte di Fernando Paniccia, se siano stati messi in atto tutti gli accorgimenti del caso vista la sua condizione di infermità mentale e se il Ministro della giustizia intenda avviare un'indagine amministrativa interna al carcere per individuare eventuali responsabilità in merito al suo malore, al mancato ricovero seguito e alla sua successiva morte;

in che tempi verrà abbattuto il muretto nella sala colloqui e quando sarà consentito ai bambini di avere colloqui in un luogo meno deprimente; quando verrà istituita l'area verde;

quando verranno ripristinati fondi adeguati per la manutenzione ordinaria, per l'acquisto di materiali per la pulizia delle celle e per i sussidi per i detenuti più indigenti;

in che tempi gli ergastolani del carcere di Sanremo potranno vivere una detenzione secondo quanto previsto dalla normativa vigente, cioè scontando la pena in istituti ad hoc, in isolamento notturno e con l'obbligo di lavorare;

in che tempi verrà sanata la violazione normativa riguardante l'inesistenza di un regolamento interno all'istituto.
(4-10853)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10852
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 434 del 15/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10852
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 15 febbraio 2011, seduta n.434

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:


il 29 gennaio 2011, l'interrogante ha visitato il carcere di Imperia assieme ad Irene Testa (segretaria dell'Associazione Il Detenuto Ignoto), Alessandro Rosasco e Gian Piero Buscaglia (membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani), Susanna Mazzucchelli (segretaria dell'Associazione Radicali Genova); la delegazione è stata accompagnata dal direttore, Nicolò Mangraviti;


dalla visita ispettiva è emerso il seguente quadro:


nel carcere di Imperia sono presenti 99 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di 78 posti; 57 detenuti sono condannati in via definitiva, i rimanenti sono in attesa di giudizio e, fra questi, 18 sono imputati; gli stranieri sono il 60 per cento mentre i tossicodipendenti sono circa 40 di cui, seguiti dal Sert 27 e, in trattamento metadonico 4; 3 sono i reclusi affetti da HIV; i casi psichiatrici sono numerosi, circa 10, soprattutto fra gli extracomunitari; gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono 52 a fronte di una pianta organica che nel 2001 ne prevedeva 72, ma occorre tenere presente che 4 agenti sono al nucleo traduzioni, 8 si occupano dei colloqui, 10 sono distaccati in altre sedi; gli educatori sono due; un solo psicologo;


l'area sanitaria presenta gravi problematiche in primo luogo perché non è previsto un servizio sanitario h24; a ciò si aggiunge il fatto che il defibrillatore è semi-automatico e che nelle ore notturne scoperte dal presidio, quando non ci sono nemmeno gli infermieri, gli agenti di turno - non avendo fatto alcun corso - non sono in grado di usare il dispositivo nel caso di un arresto cardio-circolatorio; il Sert dovrebbe esser più presente, soprattutto la psichiatra, infatti, da più di un mese non mette piede nell'istituto;
i detenuti che lavorano non sono più di 15; lo fanno a rotazione e dopo un mese di prestazioni possono contare su un salario di 100 euro che viene decurtato di 50 euro per le spese di mantenimento in carcere; la scuola di alfabetizzazione è frequentata da 9 detenuti, la media da 5 il corso di francese da 8 e quello di inglese da 9; ciò che è chiaro è che chi non ha la fortuna di lavorare, passa 19 ore della giornata in cella;

positiva, invece, è la sperimentazione fatta dall'istituto nella sezione «dimittendi» che ospita 35 detenuti che hanno le celle aperte dalle 8.30 alle 15.30; questa «custodia attenuata»- a detta dei dirigenti del carcere - dà buoni risultati consentendo ai detenuti di fare alcune attività come il corso di teatro e di pittura, il gruppo di gestione dei conflitti alla presenza di una psicologa del Sert, o alcune attività sportive come la pallavolo;

quanto alla sanità, il passaggio di competenze alla ASL sembra non abbia comportato particolari traumi anche perché è stato assorbito tutto il personale della precedente gestione dell'amministrazione penitenziaria: solo il dirigente sanitario è cambiato;

con la legge n. 199 del 2010 sono usciti dal carcere di Imperia, per beneficiare della pena alternativa della detenzione domiciliare, 6 detenuti, mentre 2 sono in attesa di risposta da parte del magistrato di sorveglianza;


nella sala colloqui c'è ancora il vietatissimo muretto che divide i detenuti negli incontri con i loro familiari; non c'è l'area verde per le visite dei minori;




nell'Istituto penitenziario di Imperia non vige il regolamento interno previsto dal secondo comma dell'articolo 32 della legge n. 354 del 1975 -:

se sia a conoscenza di quanto scritto in premessa;


in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superare i problemi di sovraffollamento del carcere di Imperia;


in che modo intenda ripristinare il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti, visto che nelle condizioni attuali, solo in pochi hanno la possibilità di svolgere un attività, peraltro poco qualificante, all'interno dell'istituto;


in che tempi verrà ripristinato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria;

cosa si intenda fare per vigilare affinché venga garantito il diritto alla salute dei detenuti, considerata la presenza di 40 tossicodipendenti e di una decina di casi psichiatrici; quando verrà ripristinato il servizio sanitario h24 e in che modo si intenda urgentemente far fronte ad eventuali gravi emergenze notturne;


in che tempi verrà abbattuto il muretto nella sala colloqui e quando sarà consentito ai bambini di avere colloqui in un luogo meno deprimente; quando verrà istituita l'area verde; quando verranno ripristinati fondi adeguati per la manutenzione ordinaria e per i sussidi da destinare ai detenuti più indigenti;


in che tempi verrà sanata la violazione normativa riguardante l'inesistenza di un regolamento interno all'istituto.
(4-10852)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10844
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 434 del 15/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 11/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
11/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
11/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
11/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
11/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
11/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 11/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10844
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 15 febbraio 2011, seduta n.434

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

venerdì 28 gennaio 2011, l'interrogante ha visitato la casa circondariale di Genova-Marassi assieme ad Irene Testa (segretaria dell'associazione Il detenuto ignoto), Alessandro Rosasco (membro del comitato nazionale di Radicali italiani), Susanna Mazzucchelli (segretaria dell'associazione Radicali Genova) e Stefano Petrella (segretario del gruppo radicale Adele Faccio); la delegazione è stata accompagnata dal direttore, (dottore Salvatore Mazzeo;


dalla visita di sindacato ispettivo è emerso il seguente quadro: nel carcere di Genova-Marassi sono presenti 726 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di 466 posti; 219 sono nella I sezione, 312 nella II, 20 nella III sezione a custodia attenuata, 36 nella IV, 45 nella V, 94 nella VI sezione, cioè nel CDT (centro diagnostico terapeutico) dove è ubicato anche il reparto HIV che ospita 19 detenuti; 7 detenuti, al momento della visita, sono ricoverati presso l'ospedale cittadino; nelle celle concepite per ospitare 4 detenuti, sono in realtà presenti dalle 7 alle 9 persone; nell'istituto sono presenti anche alcuni ergastolani;


i detenuti tossicodipendenti sono 300 e si trovano dislocati nelle diverse sezioni; i casi psichiatrici sono in aumento, il 50 per cento dei detenuti fa uso di psicofarmaci, 20 detenuti sono in regime di stretta sorveglianza perché casi psichiatrici gravi; gli stranieri costituiscono il 60 per cento della popolazione detenuta e sono soprattutto magrebini, rumeni, albanesi e sudamericani;


meno del 10 per cento dei detenuti ha accesso alle attività lavorative: per l'esattezza si tratta di 66 persone che si dividono 33 posti di lavoro ruotando ogni 15 giorni, ragione per cui, quasi tutti i reclusi trascorrono in celle sovraffollate almeno 19 ore della loro giornata essendo peraltro notevolmente ridotte sia le attività scolastiche che quelle sportive; gli agenti di polizia penitenziaria registrano un deficit di organico di 60 unità; questa carenza, oltre che a ripercuotersi sulle condizioni di lavoro oltremodo stressanti, limita notevolmente le attività trattamentali dei detenuti; inoltre, non vengono mai rimpiazzati gli agenti più anziani che vanno in pensione;


gli educatori sono solo 7 mentre ne servirebbero almeno il doppio; anche gli psicologi sono insufficienti e in particolare il servizio «nuovi giunti» ha subito un forte degrado dopo il passaggio della sanità penitenziaria alle ASL e nessuna garanzia è all'orizzonte per il rinnovo della convenzione che scadrà fra sei mesi;


quanto alla sanità, il passaggio di competenze alla ASL ha comportato non pochi problemi; infatti il personale preesistente è stato interamente sostituito disperdendo così un patrimonio di competenze specifiche che si erano formate negli anni; il servizio infermieristico fornito dalla cooperativa Il Gabbiano è discontinuo e con difficoltà da parte del personale che non viene pagato con regolarità;


con la legge n. 199 del 2010 sonousciti dal carcere di Marassi, per beneficiare della pena alternativa della detenzione domiciliare, 12 detenuti;


nella casa circondariale di Marassi non vige il regolamento interno previsto dal secondo comma dell'articolo 32 della legge n. 354 del 1975; il direttore informa la delegazione che il testo redatto è al vaglio del magistrato di sorveglianza;

l'8 febbraio 2010 Ciprian Florin Gheorghita, 25 anni, romeno, è stato trovato agonizzante nel bagno della sua cella, con accanto un sacco nero di plastica che emanava ancora gas butano, ed è morto poco dopo nell'infermiera mentre provavano a rianimarlo -:

se sia a conoscenza di quanto scritto in premessa;

in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superare gli evidenti problemi di sovraffollamento del carcere di Marassi;


in che modo intenda ripristinare il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti, visto che nelle condizioni attuali, solo un'estrema minoranza di loro ha la possibilità di svolgere un attività, peraltro poco qualificante, all'interno dell'istituto;


in che tempi verrà ripristinato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori e degli psicologi;


cosa si intenda fare per vigilare affinché venga garantito il diritto alla salute dei detenuti tenuto presente l'alto numero di tossicodipendenti e di casi psichiatrici;

in particolare, quali notizie ulteriori dispongano il Ministro della giustizia e il Ministro della salute sulla morte del giovane rumeno, se siano stati messi in atto tutti gli accorgimenti del caso vista la sua condizione di tossicodipendenza e se il Ministro della giustizia intenda avviare un'indagine amministrativa interna al carcere per individuare eventuali responsabilità;


quanti dei 19 reclusi nel reparto HIV siano nello stadio di AIDS conclamato;

in che tempi verrà sanata la violazione normativa riguardante l'inesistenza di un regolamento interno all'istituto. (4-10844)
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04588
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 504 del 16/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: DE TONI GIANPIERO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 16/02/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04588
presentata da
GIANPIERO DE TONI
mercoledì 16 febbraio 2011, seduta n.504
DE TONI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
l'interrogante è venuto a conoscenza della situazione di estremo disagio e pericolosità esistente all'interno della casa circondariale di Brescia;
a fronte di una capienza regolamentare di 206 posti, risultano esser detenuti ben 542 individui dei quali 201 in attesa di giudizio;
tra i suddetti detenuti 313 sono stranieri: gli stati di provenienza maggiormente rappresentati sono il Marocco con 95 detenuti, l'Albania con 48, la Tunisia con 56, la Romania con 28;
come appreso dalla stampa, alcuni avvocati penalisti avrebbero presentato un esposto in procura, e la Presidente della Corte d'appello di Brescia avrebbe definito la situazione della casa circondariale in questione allarmante;
considerato che:
il carcere necessita di urgentissimi ed importanti interventi di ristrutturazione, che dovrebbero interessare tutte le strutture interne, quali le celle di detenzione, i corridoi, le sale adibite ai servizi interni, gli spazi di passaggio;
nelle pressoché perenni condizioni di sovraffollamento della struttura carceraria, si riescono ad operare esclusivamente piccole ristrutturazioni d'emergenza;
in celle da 15 metri quadrati sono raccolti sino a 6 detenuti, con servizi igienici che misurano poche decine di centimetri, pertanto non sono garantite condizioni di vivibilità né ai reclusi né agli operatori;
gli operatori della casa circondariale protestano da tempo affinché siano eliminate, o quanto meno limitate, le ormai davvero insostenibili difficoltà lavorative vissute quotidianamente, quali il dover sopportare turni in condizioni di notevole stress psicofisico che finisce, peraltro, per determinare l'aumento della percentuale di assenza degli operatori stessi dal servizio;
risulta all'interrogante che sia stato interrotto anche il servizio di prestito dei libri;
considerato che:
il livello del degrado raggiunto all'interno della casa circondariale di Brescia offende la dignità umana, e la mancanza di spazi adeguati determina condizioni di inciviltà della detenzione;
le incredibili carenze denunciate comportano il mancato rispetto delle norme riguardanti le misure detentive e, più in generale, anche di quelle sulla sicurezza sul lavoro, rappresentando la negazione dei più elementari diritti del personale previsti dalle vigenti normative in materia e dai contratti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato nelle premesse e nei considerata;
quali iniziative intenda porre in essere al fine di riportare la legalità all'interno della casa circondariale di Brescia, con particolare riferimento ai casi di violazione dei più basilari diritti dei detenuti e delle norme riguardanti la sicurezza sul lavoro;
se le questioni evidenziate dall'interrogante - quali sovraffollamento, carenza di personale addetto alla sorveglianza, fatiscenza delle strutture - non siano pregiudizievoli del livello di sicurezza della struttura stessa.
(4-04588)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04569
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 501 del 15/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: LANNUTTI ELIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 15/02/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04569
presentata da
ELIO LANNUTTI
martedì 15 febbraio 2011, seduta n.501
LANNUTTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
l'Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria (OSAPP) ha presentato agli uffici competenti numerose segnalazioni in relazione alle molteplici disfunzioni in essere presso il Reparto sicurezza e vigilanza di stanza preso il Ministero della giustizia, che a tutt'oggi sono state ignorate;
a quanto risulta al citato sindacato presso il suddetto Reparto, anche con una certa frequenza, accadrebbe che per personale non in servizio (per ragioni varie, quali la malattia) sia stata comunque effettuata la timbratura presso gli appositi tornelli di ingresso, timbratura che ne avrebbe attestato la presenza in servizio;
dette situazioni, fonte di giustificato malcontento tra il personale, sarebbero state oggetto anche di specifiche segnalazioni da parte dei dipendenti ai competenti organi senza che da ciò sia derivata una qualche pertinente iniziativa per porre fine al fenomeno;
si chiede di sapere se presso il Reparto sicurezza e vigilanza in questione risulti documentazione relativa alle denunce delle violazioni descritte in premessa e, in caso affermativo, se siano state adottate le opportune iniziative di accertamento al fine di tutelare il personale che si reca sul posto di lavoro per prestare il servizio a cui è stato assegnato.
(4-04569)
 
 Damiano Bellucci