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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/03/2011  -  stampato il 07/12/2016


LíHabitus non fa il Monacus.

Davvero esilarante la circolare che il nostro direttore generale ha fatto pervenire negli istituti con tempismo eccezionale, ricordando all’intero Corpo di Polizia penitenziaria come si saluta in presenza di un superiore. Un Corpo di Polizia penitenziaria che ha il contratto bloccato per 4 anni, non sa se prenderà l’assegno di funzione, dopo un anno di sacrifici prenderà invece un FESI ridicolo; un Corpo di Polizia penitenziaria che nelle sezioni femminili fa montare regolarmente personale maschile in quanto tutti gli appelli con accorate relazioni di servizio non destano il minimo sussulto tra i nostri dirigenti generali; un Corpo di Polizia Penitenziaria che non riesce più a garantire le udienze dei detenuti per il troppo carico di lavoro rapportato alla mancanza di personale e mezzi ma che deve necessariamente essere reimpiegato al fine di scansare qualche denuncia producendo un surplus di straordinario che nemmeno viene pagato poiché le richiesta di elevazione del monte ore di straordinario fino a 60 ore, talvolta vengono ignorate;

     Un Corpo di Polizia Penitenziaria diviso in periferia in tanti Corpi quante sono le sigle sindacali, e dove i colleghi si riconoscono nella politica di questo o di quel sindacato e non nella politica dell’Amministrazione; un Corpo di Polizia penitenziaria i cui rappresentanti sindacali più importanti, dopo aver fatto un sit in di protesta davanti al DAP si sentono rispondere dal Capo del DAP le stesse cose che vanno dicendo da mesi e cioè che stanno provvedendo a costruire nuove carceri e presto indiranno un concorso per agenti, dimenticando che circa 800 unità di personale ogni anno va in pensione: chi andrà a fare servizio nelle nuove carceri di Ionta? Qualcuno dice che ci andranno gli agenti virtuali dei replicanti di quelli veri, come nel film “Total Recall”, che faranno la sorveglianza dinamica.
    Mi chiedo quindi a cosa sia servito questo SIT IN se poi risposte concrete non ce ne sono state! L’importante è però ricordare a questa massa di arrabbiati che quando entra in istituto un alto papavero bisogna rizzarsi in piedi, e con le braccia lungo il corpo accennare ad un saluto, sarà poi il superiore ad allungare la mano verso di voi; guai poi a portarsi la mano sulla fronte se non hai il berretto….. tutto giusto, tutto precisino, ma avremmo voluto parole di conforto anziché rimproveri sferzanti; avremmo voluto rassicurazioni sul nostro futuro, sulla nostra pensione, sulla nostra carriera tronca che da anni aspetta un riordino, sull’acquisto di nuovi mezzi per le traduzioni, sulla concessione di patenti di servizio….e invece…. Ci ritroviamo ad essere rimproverati per come non sappiamo più salutare ma oggi, se un comandante richiama un agente perché non lo ha salutato (come successe al mio amico Commissario Ultimo) si vede arrivare una nota sindacale perché ha tentato di soffocare la libertà sindacale (!?) e di fronte a questi fatti la nostra Amministrazione sta zitta, andando spesso dietro a rappresentanti sindacali avvelenati d’odio contro chi li comanda che, ad un certo punto, a volte fanno finta di non vedere la maleducazione dilagante e l’arroganza di taluni che si celano dietro il comodo scudo del sindacato.
  
Nuvola Rossa