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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/03/2011  -  stampato il 10/12/2016


'O maste 'e festa.

L’espressione ad litteram nella cultura e tradizione popolare napoletana, indica una persona che con il proprio impegno, tempo e denaro organizza feste pubbliche, private o cerimonie religiose e civili.

A noi interessa, invero, il senso traslato della locuzione che indica chi, senza essere né invitato né delegato, pretende di organizzare l’altrui esistenza: costui con incredibile faccia tosta si presenta non richiesto in casa altrui e disponendosi ad agire tamquam un factotum dispensa sgraditi consigli sul modo migliore di comportarsi.
Il riferimento viene spontaneo soprattutto negli ultimi tempi quando pensiamo a quel sindacalista che non perde alcuna occasione per apparire protagonista sotto i riflettori della ribalta, sulle colonne della carta stampata o per sedersi in prima fila nelle pubbliche adunanze per poi incorniciare il tutto sul proprio sito o, cosa strana, sugli organi di stampa ufficiali dell’Amministrazione per la serie: lui se la suona e lui se la canta.
Egli è sempre il primo ad arrivare, con largo anticipo, nei pubblici consessi, così riesce a fingersi padrone di casa per poter ricevere gli ospiti, oppure, se invitato tra gli invitati, occupa sempre un posto in prima fila anche se non è il suo. Riesce con abilità ad aprire e chiudere gli interveti nonché le interviste nei vari eventi ai quali partecipa.
Riesce sempre, addirittura con disinvoltura, a predisporre picchetti, rappresentanze o a dettare le scalette degli interventi, sostituendosi a chi viene preposto a tale servizi dall’Amministrazione.
Chi è capace di leggere quello che scrive si rende conto che è di spessore, chi poi lo vede si accorge che è proprio un uomo di gran peso ...
Anni addietro per darsi un tono era sempre a telefono con: Peppino, Nicola o Ciriaco oggi invece è sempre in linea, grazie ai potenti mezzi di comunicazione, con: Tommaso, Franco o Angelino ...
Queste indubbie capacità possono, si consentire vertiginose carriere in certi sindacati, ma sicuramente e logicamente non consentono pari avanzamenti nel percorso professionale.
Il nostro Maste e festa da buon volpino più si rende conto della debolezza ed inerzia dell’Amministrazione e più alza il tono delle questioni sicuramente dimostrando di essere un vero cultore dell’apparire, ma mai dell’essere.
La nostra convinzione, comunque, resta quella che il personale della Polizia Penitenziaria, cioè i nostri colleghi, abbiano bisogno di veri ed autentici rappresentanti e non di attori, cabarettisti o Maste e festa .-
 
Emilio Fattorello