www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/03/2011  -  stampato il 08/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 7 all'11 marzo 2011.

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01509
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 446 del 09/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: LIBE' MAURO
Gruppo: UNIONE DI CENTRO
Data firma: 09/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
UNIONE DI CENTRO
09/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 09/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01509
presentata da
MAURO LIBE'
mercoledì 9 marzo 2011, seduta n.446

LIBÈ e RAO. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che;

un agente della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Parma è stato ricoverato circa due settimane fa nell'ospedale cittadino per aver contratto la tubercolosi;

è altissimo il rischio per gli agenti di contrarre malattie contagiose, a causa della promiscuità esistente nelle carceri, dove il 25 per cento dei detenuti sono tossicodipendenti, molti dei quali sieropositivi e affetti da patologie infettive come l'epatite B e C;

in alcune carceri del Nord Italia la percentuale di tossicodipendenti sale addirittura al 55/60 per cento. Gli stranieri sono il 37 per cento come media nazionale, mentre al Nord arrivano a punte del 50/60 per cento, molti del quali provenienti dai paesi del Nord Africa;

la vicenda di Parma non è isolata, in quanto ci sono stati casi di epatite B e C contratta dal personale di polizia penitenziaria, che spesso entra in contatto con soggetti dei quali, per ragioni di privacy, non conosce lo stato di salute e il quadro clinico;

sarebbe opportuno che il personale di polizia penitenziaria potesse sottoporsi periodicamente allo screening per le patologie infettive come la Tbc, le forme di epatite ed altre, in ragione della tipologia di lavoro a rischio;

nel carcere di Parma, dove sono ristretti 524 detenuti e lavorano circa 250 appartenenti alla polizia penitenziaria, la tensione è altissima -:

se non intenda intervenire al più presto, affinché il personale di polizia penitenziaria e i detenuti siano accuratamente controllati, per evitare il diffondersi della tubercolosi.(3-01509)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11153
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11153
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:


secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa DIRE del 16 febbraio 2011, un giovane italiano di 30 anni, internato nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, avrebbe tentato di togliersi la vita tagliandosi le vene;

la notizia è stata data dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria (SAPPE) in una nota nella quale è scritto che il giovane «è stato salvato solo grazie all'intervento di un agente della Polizia penitenziaria che non vedendolo durante il consueto giro di controllo si è insospettito, è entrato nella stanza e lo ha trovato nel letto, coperto dalle lenzuola e in una pozza di sangue. L'uomo si era tagliato le vene ed era in fin di vita ma grazie all'intervento immediato prima dell'agente e poi del personale medico, è riuscito a salvarsi»;


sempre secondo quanto riferito dal SAPPE, non era la prima volta che il trentenne tentava il suicidio. Secondo il sindacato dei baschi azzurri, nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia vi è carenza di organico e sovraffollamento;


l'ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, una delle sei strutture presenti in Italia, ospita circa 300 internati, a fronte di una capienza di circa 150 posti. Gli agenti in servizio sono circa 80, mentre ne sono previsti 120. All'interno della predetta struttura è in atto il progetto sperimentale che prevede la gestione totale del personale medico e paramedico, mentre la Polizia penitenziaria si dovrebbe occupare solo della sicurezza. Così non è, atteso che cinque reparti sono totalmente affidati al personale medico e paramedico, mentre uno è ancora gestito dalla Polizia penitenziaria, la quale spesso si trova di fronte a soggetti difficili, con problemi motori e non autosufficienti -:

se intendano fornire elementi sul tentato suicidio avvenuto a febbraio 2011 nell'ospedale psichiatrico di Reggio Emilia;


quali provvedimenti urgenti intendano adottare, negli ambiti di rispettiva competenza, al fine di aumentare l'organico dei medici, degli psicologi e della polizia penitenziaria assegnati presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia;


per quali motivi non risulti essere ancora operativo il progetto sperimentale in base al quale la gestione totale della struttura dovrebbe spettare al personale medico e paramedico, mentre la polizia penitenziaria dovrebbe occuparsi solo della sicurezza.(4-11153)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11152
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11152
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

l'agenzia di stampa ANSA del 16 febbraio 2011 ha dato la notizia sulle indagini in corso relativamente alla morte di Vincenzo Fazio, detenuto nel carcere di Lecce e ivi deceduto nel 2007;


prima di morire Vincenzo Fazio, trasferito tre giorni prima a Lecce dal carcere di Catania su provvedimento del tribunale di sorveglianza, accusò forti dolori al petto. Fu quindi visitato nell'infermeria del carcere leccese, dove gli fu prescritto un comune antipiretico. Terminata la breve visita il detenuto fu rispedito in cella, dove, la mattina dopo, fu trovato privo di vita;


l'autopsia, disposta dal sostituto procuratore della Repubblica, Maria Cristina Rizzo, evidenziò un arresto cardiocircolatorio, oltre a una serie di patologie di cui il detenuto era già affetto;


nella successiva consulenza medica richiesta dal pubblico ministero, il consulente stabilì che la morte dell'uomo sarebbe sopraggiunta comunque in maniera repentina, anche se al termine della visita in infermeria fosse stato disposto il ricovero in ospedale. Per due volte l'accusa ha chiesto l'archiviazione del procedimento, in cui risultano iscritti come indagati due medici in servizio presso il carcere di Lecce. L'istanza è stata respinta in entrambi i casi, ad aprile 2008 e gennaio 2010, dal gip. Alla richiesta di archiviazione si sono sempre opposti anche i parenti del detenuto, assistiti dall'avvocato Tania Rizzo, che chiedono sia fatta giustizia sulla morte del 51enne catanese;

è stato proprio il gip Maritati a respingere, a gennaio 2011, l'ultima richiesta di archiviazione, chiedendo che fosse ricostruita rigorosamente la storia medica dell'uomo e le sue condizioni di salute all'arrivo nel carcere di Lecce, e di conoscere i nomi degli infermieri e del personale medico che lo visitarono. Da qui la necessità di affidare ai due consulenti l'analisi delle cartelle cliniche, dell'esame autoptico e di tutti gli altri accertamenti medici sostenuti da Fazio prima della morte -:


se sia stata aperta una indagine amministrativa interna volta a fare piena luce sulle cause che hanno provocato la morte del detenuto Vincenzo Fazio e quali ne siano stati gli esiti.(4-11152)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11145
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11145
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere composto da Radicali italiani, Associazione «Il detenuto ignoto», associazione «Antigone», Associazione «A buon diritto», redazione «Radiocarcere» e redazione «Ristretti orizzonti», un detenuto di 39 anni si è tolto la vita nella casa circondariale di Ariano Irpino;


l'uomo, di origini francesi, si è impiccato nella sua cella il 1o marzo alle dieci di mattina;


salgono così a dieci i detenuti suicidatisi nelle degradate celle italiane in questo 2011. Sulla vicenda il segretario generale della Uilpa penitenziari, dottor Eugenio Sarno, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Si tratta, evidentemente, di una strage silenziosa che sembra toccare solo la sensibilità di pochi. È chiaro, infatti, che il silenzio istituzionale, sociale e politico che avvolge i dieci suicidi, i 150 tentati suicidi, le 29 vite strappate in extremis alla morte per suicidio dagli agenti penitenziari, denota una insensibilità ed una disattenzione che offendono non solo il senso civico ma anche la professionalità e l'impegno degli operatori penitenziari diuturnamente impegnati, con scarsi mezzi e risorse, a contrastare l'inciviltà e la disumanità delle condizioni detentive. Alla luce di quanto successo oggi trovano ancor più ragioni le innumerevoli iniziative di protesta proclamate su tutto il territorio nazionale dai sindacati della polizia penitenziaria. Non ci stancheremo, pertanto, di chiedere al Ministro Alfano e al Governo Berlusconi un concreto impegno per risolvere le criticità che affogano l'universo penitenziario nel mare delle emergenze. Ancora una volta invito il Ministro Alfano e i Sottosegretari Caliendo e Casellati dall'astenersi da roboanti dichiarazioni in relazione allo stato degli istituti penitenziari, rispetto all'improbabile piano carceri e alle solo annunciate assunzioni in polizia penitenziaria. I responsabili politici di Via Arenula rinuncino a qualche passerella, a qualche taglio di nastro, e a qualche posa di prima pietra e si concentrino sulle soluzioni possibili. Non guasterebbe, infine, nemmeno un confronto con le rappresentanze sindacali che, attraverso la loro competenza, potrebbero fornire consulenze (gratuite) derivanti dalla diretta conoscenza di fatti, cose, persone e dinamiche» -:


da quanto tempo e a che titolo l'uomo morto suicida si trovasse ristretto in carcere;


se al momento del suo ingresso nell'istituto di pena in questione l'uomo sia stato preso in carico dal servizio nuovi giunti;

con quante persone il detenuto dividesse la cella al momento del suicidio;


quanti siano i detenuti ristretti presso il carcere di Ariano Irpino, quanti gli agenti di polizia penitenziaria e quanti gli psicologi;


se risulti all'amministrazione penitenziaria che l'uomo soffrisse di disturbi psicologici o di patologie di altro tipo;


se risulti che il detenuto avesse richiesto un colloquio con gli psicologi del carcere;


se non intenda avviare un'indagine amministrativa interna al fine di accertare l'esistenza di eventuali profili di responsabilità disciplinare nella condotta del personale penitenziario che aveva in cura e custodia il detenuto.(4-11145)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11142
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11142
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa AGI del 5 marzo 2011, un detenuto straniero, ristretto nel carcere Bassone di Como, avrebbe aggredito un agente della polizia penitenziaria ferendolo non gravemente ad una spalla esentato e avrebbe tentato anche di colpirlo con una lametta;

secondo quanto raccontato agli organi inquirenti, il detenuto avrebbe compiuto il gesto di violenza colto da un improvviso scatto d'ira, atteso che lo stesso aveva fatto per mesi diverse richieste, sia orali che scritte, alla direzione dell'istituto penitenziario, per vedere i figli senza ottenere mai alcun tipo di risposta -:

se corrisponda al vero quanto esposto in premessa;

se il detenuto si trovi ristretto in carcere per aver commesso reati riconducibili alla fattispecie di violenza in famiglia;

per quali motivi il detenuto non riesca a vedere i figli nonostante le numerose istanze rivolte alla direzione dell'istituto penitenziario. (4-11142)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11141
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11141
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della Giustizia.
- Per sapere - premesso che:

gli esperti ex articolo 80, in servizio al presidio nuovi giunti della Casa circondariale Poggioreale Napoli hanno rappresentato in questi giorni alle massime autorità dello Stato, in primo luogo il Presidente della Repubblica, la difficile situazione lavorativa in cui da anni ormai si trovano;

con la loro presa di posizione pubblica gli esperti ex articolo 80 in servizio al presidio nuovi giunti della casa circondariale Poggioreale mettono in evidenza «l'incredibile rischio di vita in cui incorrono i detenuti, a causa, tra l'altro, dell'ultimo taglio di ore, che ha reso di fatto impossibile la valutazione del rischio suicidiario";

gli esperti ex articolo 80, in servizio al presidio nuovi giunti della casa circondariale Poggioreale, nel dettaglio rilevano che già da tempo si assiste ad una diminuzione, attraverso drastici tagli - del monte ore assegnato al servizio dei nuovi giunti;

la Casa circondariale di Poggioreale, in particolare, è un istituto che ha una capienza tollerabile di 1300 unità, attualmente vede rinchiusi oltre 2700 persone. Ogni giorno vede entrare in media dalle 30 alle 50 unità, da sottoporre, oltre all'immatricolazione e alla visita medica, anche alla valutazione del rischio suicidario e della etero aggressività del detenuto da parte degli esperti ex articolo 80;

da gennaio 2011 il già esiguo monte ore è stato ulteriormente decurtato per cui le ore assegnate nel carcere di Poggioreale sono di sole 160 ore mensili che consentono la presenza di un solo esperto criminologo o psicologo ex articolo 80, per solo cinque (5) ore giornaliere;

di fatto, denunciano gli esperti ex articolo 80, è a loro impossibile svolgere correttamente la professione, attraverso i previsti colloqui che, secondo la normativa, dovrebbero essere fatti per lo screening dei detenuti nuovi giunti, per le valutazioni dei casi segnalati, per motivi disciplinari, per il sostegno psicologico a seguito di atti di autolesionismo e anticonservativi, per la valutazione e il trattamento dei disagi legati alla riduzione di trattamento intramurario nei detenuti sottoposti al regime del 14-bis;

gli esperti ex articolo 80 denunciano che la ulteriore diminuzione di ore li costringe di fatto ad una vera inadempienza operativa obbligata, svalorizzando la normativa e il significato per cui fu creato il servizio presidio nuovi giunti e limitando il tutto ad uno spazio formale «che intende solo tenere le carte a posto, in caso di suicidio del detenuto»;

«da febbraio 2011 - accusano gli esperti ex articolo 80 - siamo costretti a fare i colloqui di primo ingresso non entro le 24 ore, come da disposizione ministeriale, ma dopo e oltre le 48 ore. Inoltre, dal 2008 non sappiamo bene neanche se la funzione sia a carico del Ministero della giustizia o a quello della salute. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008 infatti assegna la funzione al Ministero della salute, ma a tutt'oggi, senza nessun accordo tra i ministeri, la funzione viene espletata dagli esperti ex articolo 80 in carico al Ministero della giustizia»;

infine gli esperti ex articolo 80, lamentano il vero e proprio muro di gomma che i responsabili istituzionali hanno opposto a richieste di incontri più volte reiterate -:

se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

se non ritenga di ripristinare e incrementare urgentemente il fondo destinato al presidio nuovi giunti;

se non ritenga di dover provvedere urgentemente alla sistemazione della figura dell'esperto criminologo e psicologo in ruolo al servizio nuovi giunti nelle carceri italiane, per addivenire ad una buona organizzazione delle attività di monitoraggio e di intervento sui rischi di vita della persona detenuta;

se non ritenga che gli psicologi che operano nelle carceri debbano passare alle ASL come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008, in quanto operatori sanitari.
(4-11141)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11127
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11127
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO, ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

sul sito internet del Ministero della giustizia è presente una statistica relativa ai «Detenuti italiani e stranieri presenti e capienze per istituto - 31 dicembre 2010», in cui sono indicati, per ciascun istituto di pena, il tipo di istituto, la capienza regolamentare, il totale detenuti presenti, i detenuti stranieri presenti, le detenute donne presenti;

la fonte di tale statistica è il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato statistica ed automazione di supporto dipartimentale - sezione statistica;

secondo la suddetta statistica, la capienza regolamentare della casa circondariale di Catania piazza Lanza risulta essere di 361 posti;

tale dato, evidentemente, si ripercuote sulla somma totale della capienza regolamentare in tutti gli istituti di pena, indicata in 45.022 posti;

in occasione della visita ispettiva effettuata dalla prima firmataria del presente atto presso la casa circondariale di Catania piazza Lanza in data 13 novembre 2010, la direzione del carcere dichiarava una capienza regolamentare di 155 posti e una capienza «tollerata» di 221 posti; la capienza regolamentare indicata nella succitata statistica del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria risulta essere, pertanto, fortemente sovradimensionata - addirittura in misura superiore al doppio - rispetto alla capienza regolamentare dichiarata dalla direzione della casa circondariale di Catania piazza Lanza;

la capienza regolamentare di un istituto di pena è un dato essenziale per calcolare il numero dei detenuti in esubero, e la cui conoscenza è dunque necessaria per avere piena contezza della misura del sovraffollamento di un istituto di pena -:

se i dati presenti nella statistica citata in premessa risultano corretti;

se, in particolare, il dato presente nella statistica citata in premessa, relativo alla capienza regolamentare della casa circondariale di Catania piazza Lanza, risulti correttamente indicato nella misura di 361 posti;

quali provvedimenti eventualmente intenda assumere per assicurare che le statistiche del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria pubblicate sul sito del Ministero della giustizia presentino caratteri di precisione e attendibilità.
(4-11127)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11115
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 03/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 03/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11115
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il 28 gennaio 2011, l'interrogante ha visitato la casa circondariale di Genova-Pontedecimo assieme ad Irene Testa (segretaria dell'associazione Il Detenuto Ignoto), Alessandro Rosasco (membro del comitato nazionale di Radicali Italiani), Susanna Mazzucchelli (segretaria dell'associazione Radicali Genova), Stefano Petrella (segretario del gruppo radicale Adele Faccio) e Claudia Bornico (presidente dell'associazione Radicali Genova); la delegazione è stata accompagnata dalla direttrice, dottoressa Maria Milano;

dalla visita ispettiva è emerso il seguente quadro:

nel carcere di Genova-Pontedecimo sono presenti 172 detenuti, 81 donne e 91 uomini, a fronte di una capienza regolamentare di 100 posti;

gli agenti di polizia penitenziaria sono 104 di cui 34 distaccati, 5 al nucleo traduzioni e piantonamenti; nei 104 sono compresi amministrativi, malati, aspettative e altro; il numero è del tutto insufficiente per coprire tutte le esigenze dell'istituto, in primo luogo quelle trattamentali;
l'istituto presenta gravi carenze strutturali che ne pregiudicano la sicurezza e la salubrità dei luoghi e, in particolare, ci sono lavori urgentissimi che dovrebbero essere eseguiti al più presto come: lavori per infiltrazioni d'acqua nelle aule scolastiche e in altri locali; rifacimento zona colloqui (c'è ancora il vietatissimo muretto divisorio); sostituzione di una telecamera dell'impianto di videosorveglianza; collegamento delle telecamere della II sezione maschile con i monitor della porta carraia e della sezione detentiva maschile; lavori di varia natura nelle celle detentive della sezione maschile; diffusori d'acqua per lavandini e docce di tutte le sezioni detentive; interruttori a tempo nei corridoi e in diversi locali; zanzariere nella cucina per i detenuti; griglie per aerazione della porta carraia; sistemazione di caditoie site sulla strada d'accesso all'istituto; sostituzione plafoniere in diversi locali; bonifica della fossa dell'ascensore per cucina detenuti; asfalto della strada d'accesso all'istituto; sostituzione dei materassi perché scaduti; revisione degli impianti per acqua calda e riscaldamento sia nei reparti detentivi sia nelle stanze che ospitano il personale; nell'istituto manca l'area verde;
il passaggio della sanità penitenziaria alla ASL ha creato notevoli problemi in primo luogo perché è stato sostituito tutto il personale che precedentemente operava nell'istituto: non c'è più la guardia medica h24, c'è una copertura ridotta costituita da un medico o da un infermiere; se accade un evento critico di notte, è necessario chiamare il 118 anche per interventi che potrebbero essere risolti sul posto; attrezzature importanti che pure sono disponibili, come il defibrillatore, sono in realtà inutilizzabili perché nei turni scoperti dalla presenza di medici, il personale non è in grado di usarle;

inoltre il passaggio alla ASL ha diminuito la presenza degli specialisti e a causa della carenza degli agenti di polizia penitenziaria le visite in esterna sono molto difficili da gestire; alcuni specialisti, psichiatra e dentista, si recano in istituto la domenica, creando difficoltà dovute all'ulteriore riduzione del già ridotto numero di agenti; la mancanza della guardia medica h24 implica un enorme carico di responsabilità per gli agenti che devono controllare e gestire situazioni talvolta drammatiche;

nonostante le indubbie capacità della direttrice, per le gravissime carenze di mezzi che hanno registrato tagli in tutti i settori, l'istituto versa in condizioni difficilissime: bastino gli esempi del monte ore degli psicologi che attualmente coprono il servizio per sole 13 ore mensili o delle possibilità di lavoro per i detenuti che si sono ulteriormente ridotte a causa del drastico taglio delle mercedi: 30 per cento nel 2010 e 40 per cento nell'anno corrente;

i detenuti lavorano per 50 euro mensili: infatti, a causa della scarsità di posti la direttrice prevede rotazioni frequenti, al fine di far lavorare il maggior numero di detenuti; in cifre, su 172 detenuti lavorano solo 14 uomini e 6 donne e chi non fa attività passa in cella ben 19 ore;

quanto alle attività scolastiche, queste impegnano: 13 uomini e 23 donne nei corsi di alfabetizzazione; 26 uomini e 15 donne nelle scuole medie e 20 uomini e 22 donne in quelle superiori;

l'impegno della direttrice riesce a coprire le molte carenze dell'istituto che - ad avviso degli interroganti - sono dovute alla disattenzione dell'amministrazione regionale e centrale; le capacità dirigenziali, d'altra parte, sono dimostrate dal fatto che bene o male il 50 per cento dei detenuti è impegnato in attività scolastiche o lavorative;

con la legge n. 199 del 2010 sono usciti alla detenzione domiciliare solo 3 detenuti;

il regolamento d'istituto ancora non c'è, anche se sono stati percorsi tutti i passaggi previsti: manca solo l'autorizzazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria -:

se siano a conoscenza di quanto scritto in premessa;

in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superare gli evidenti problemi di sovraffollamento del carcere di Genova Pontedecimo;

in che tempi verrà ripristinato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori e degli psicologi;

in che tempi verranno superate le carenze strutturali dell'istituto, anche attraverso il finanziamento di progetti ad hoc;

cosa si intenda fare per vigilare affinché venga garantito il diritto alla salute dei detenuti;
in che modo intendano ripristinare il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti, visto che nelle condizioni attuali, solo un'estrema minoranza di loro ha la possibilità di svolgere un attività, peraltro poco qualificante, all'interno dell'istituto;

in che tempi verrà sanata la violazione normativa riguardante l'inesistenza di un regolamento interno all'istituto.
(4-11115)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04359
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 446 del 09/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: TORRISI SALVATORE
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 09/03/2011
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 09/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 09/03/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04359
presentata da
SALVATORE TORRISI
mercoledì 9 marzo 2011, seduta n.446

TORRISI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:


il 16 aprile 2004 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 un concorso ad esami, per 110 posti, inerente il profilo professionale di funzionario contabile, area C, posizione economica C1;

il 31 gennaio 2007 nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 2 viene pubblicata la graduatoria ufficiale definitiva del suddetto concorso;

negli anni 2008 e 2009 sono stati immessi in servizio soltanto i primi 67 vincitori;

nel mese di novembre dell'anno 2009 viene autorizzata l'assunzione anche per 43 candidati idonei utilmente collocati nella graduatoria del concorso medesimo, a completamento dei 110 dieci posti messi a concorso;

il 12 aprile del 2010 sono stati immessi in servizio 33 dei 43 contabili convocati, essendo emerse 10 rinunce che immediatamente avrebbero potuto essere coperte tramite scorrimento della vigente graduatoria;

in data 19 maggio 2010, tramite comunicazione scritta, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria invita gli idonei utilmente collocati, a redigere in ordine di preferenza un elenco contenente le sedi rimaste vacanti dalle rinunce;

ad oggi, non si sono avute comunicazioni circa l'assunzione dei 10 idonei utilmente classificati nella graduatoria;

sembra essere necessaria al fine di poter procedere con l'immissione in servizio degli ultimi 10 vincitori del concorso, l'approvazione del regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia;

nel corso del Consiglio dei ministri n. 119 del 17 dicembre 2010 su proposta del Ministro interrogato, veniva approvato il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il «Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia»;

attualmente, nulla si sa sullo stato di avanzamento del procedimento riguardante il suddetto provvedimento. L'unico punto certo è che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria senza tale provvedimento non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di funzionario contabile, educatore penitenziario e collaboratore amministrativo;

la graduatoria del concorso medesimo scade il 31 marzo 2011, come da proroga disposta con il decreto-legge «milleproroghe» -:

se non ritenga il Ministro di assumere le iniziative di competenza affinché il regolamento di cui in premessa venga immediatamente adottato e si proceda celermente al completamento delle assunzioni dei 10 idonei suddetti, per i quali, è doveroso sottolinearlo, non deve essere stanziato neanche un euro in più rispetto a quanto già fatto in occasione dell'assunzione dei 33 idonei in data 12 aprile 2010, dato che questi 10 contabili subentrano per rinuncia.(5-04359)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04356
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 446 del 09/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BOCCI GIANPIERO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 09/03/2011
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 09/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 09/03/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04356
presentata da
GIANPIERO BOCCI
mercoledì 9 marzo 2011, seduta n.446

BOCCI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:




nelle prossime settimane un centinaio di nuovi detenuti provenienti da istituti penitenziari campani arriveranno al carcere di Maiano (Spoleto);


tale evento andrà ad appesantire la situazione, già al limite della sostenibilità, del carcere di Spoleto;


nel 2010 nel penitenziario di Maiano si sono registrati tra i detenuti 67 atti di autolesionismo, un suicidio, 6 tentati suicidi, 3 aggressioni ai danni degli agenti penitenziari e 59 scioperi della fame;


la capienza dell'istituto è di 450 reclusi, ma i dati al 31 dicembre 2010 indicano una presenza di 676 detenuti; le sezioni sono aumentate da 13 a 19; le celle di tre metri per tre, concepite per ospitare un solo detenuto, ne ospitano due e si pensa di inserire anche un terzo letto; lo spazio comune per la ricreazione dei detenuti è stato soppresso per la carenza di agenti di sorveglianza;


in questa situazione drammatica gli agenti penitenziari cercano di mantenere, tra mille difficoltà, una pacifica convivenza tra detenuti ma sono costretti a sopperire alla carenza di organico facendo turni massacranti e gli straordinari non vengono loro pagati;


la legge 199 del 2010, cosiddetta «svuota carceri», è stata un fallimento: solo mille detenuti in tutta Italia sono usciti dal carcere per concludere la pena detentiva inferiore ad un anno presso il loro domicilio -:


se non ritenga di adottare interventi urgenti per risolvere i problemi della carenza di agenti e del sovraffollamento nel carcere di Spoleto. (5-04356)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04314
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 444 del 07/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: FERRANTI DONATELLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/03/2011
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 07/03/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04314
presentata da
DONATELLA FERRANTI
lunedì 7 marzo 2011, seduta n.444

FERRANTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

nel corso del Consiglio dei ministri n. 119 del 17 dicembre 2010, su proposta del Ministro interrogato, veniva approvato il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il «Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia»;

il testo avrebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio di Stato ed alle commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per i prescritti pareri necessari affinché le norme in esso contenute potessero perfezionarsi ed entrare in vigore, ma, allo stato, non se ne ritrova traccia;

il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in assenza delle norme suesposte non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di educatore penitenziario, collaboratore amministrativo e contabile;

infatti proprio dall'entrata in vigore del decreto suddetto dipende l'immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario, nonché di tutti i vincitori dei concorsi a collaboratore amministrativo e contabile;

inoltre, se il decreto di cui sopra non vedrà la luce, non sarà mai possibile neppure procedere all'assunzione di tutti gli altri idonei delle graduatorie dei relativi concorsi, assunzioni in merito alle quali l'attuale Governo si è più di una volta impegnato con il Parlamento, sia rispondendo ad interrogazioni parlamentari sia accogliendo alcune mozioni «bipartisan» in merito;

è importante sottolineare che ci si riferisce a concorsi banditi ormai nel lontano 2003, e che, per quanto riguarda i 44 educatori in attesa di assunzione, appartenendo loro all'ultima tranche di 397 vincitori, le risorse finanziarie necessarie a copertura sono già state stanziate e il DAP ha già proceduto anche all'assegnazione delle sedi;

appare del tutto evidente, quindi, come ulteriori ritardi nella soluzione di tale problema lederebbero ancor più di quello che in questi anni è già stato fatto, i diritti di coloro che, come i 44 educatori in attesa di assunzione, vedono ritardarsi di giorno, per anni, un diritto acquisito e legittimo;

inoltre in questo modo non si fa altro che aggravare ulteriormente la già insostenibile situazione del sistema penitenziario, e che fino ad ora da parte di questo Governo ha goduto di un'attenzione fatta più di spot che di soluzioni reali -:

come il Ministro intenda intervenire per garantire la immediata conclusione del procedimento per l'emanazione del citato decreto del Presidente della Repubblica e consentire in tal modo l'assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario. (5-04314)
 

Damiano Bellucci