www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/04/2011  -  stampato il 08/12/2016


Braccialetti elettronici: l’Associazione Il carcere possibile onlus presenta un esposto alla Corte dei Conti.

Dopo tutte le battaglie del Sappe sulla paradossale vicenda del braccialetto elettronico e del canone milionario pagato a Telecom senza avere nessun servizio (qualcuno ricorderà che siamo anche arrivati a Striscia la notizia), ora anche l’associazione Il Carcere Possibile si occupa della vicenda presentando un esposto alla Corte dei Conti.

 
Depositato a Roma un esposto sui milioni di euro sprecati per i braccialetti elettronici. Sono circa 10 quelli usati, con un costo di un milione di euro, per ognuno, all'anno. 
Nel 2001 il Governo, per diminuire il sovraffollamento nelle carceri, decise d'incrementare l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari attraverso l'utilizzo dei c.d. braccialetti elettronici, già molto diffusi in altri Paesi, che permettono di garantire la sicurezza ed il rispetto della detenzione domiciliare da parte dei detenuti, con il controllo a distanza. Fu sottoscritto un contratto con la TELECOM ITALIA S.P.A. per la fornitura in esclusiva dei predetti braccialetti e di tutti gli apparati necessari al relativo controllo.
Il costo della fornitura risulterebbe essere stato di 11 milioni di euro all'anno, regolarmente erogati, per una durata minima di 10 anni.
Il numero di braccialetti utilizzati dal 2001 al 2011 sarebbe stato di poche unità all'anno, per i dubbi connessi al loro funzionamento. In pratica ciascun braccialetto ha un costo di circa un milione di euro all'anno.
Uno spreco di denaro pubblico enorme, in un settore come quello della Giustizia che è privo delle risorse essenziali, dalla carta per stampare gli atti a una reale informatizzazione degli uffici. Dove l'Amministrazione Penitenziaria non è più in grado di assicurare ai detenuti il diritto alla salute, mentre ha del tutto rinunciato alla rieducazione, pur prevista dalla nostra carta costituzionale.
 
 
Dal sito www.ilcarcerepossibileonlus.it
 
“Il Carcere Possibile” nasce, nell’aprile del 2003, come “progetto” della Camera Penale di Napoli, su iniziativa dell’Avv. Riccardo Polidoro, all’epoca componente della Giunta dell’Associazione, presieduta dall' Avv. Antonio Briganti.
Il 6 novembre 2006, il “progetto” si trasforma in un’Organizzazione Non Lucrativa Di Utilità Sociale, con la denominazione “Il Carcere Possibile onlus”.
“Il Carcere Possibile onlus” persegue il fine della solidarietà sociale, civile e culturale nei confronti della popolazione detenuta.
 
Giovanni Battista de Blasis