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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/05/2011  -  stampato il 05/12/2016


Stagione da incorniciare per la Kostner: dopo Mosca 1 nel ranking mondiale

Argento nella finale Grand Prix, ai campionati d’Europa e, dopo il bronzo mondiale di Mosca anche prima nel ranking internazionale in questo 2011 infinito di appuntamenti e gare importanti. Momenti di riposo per lei finalmente, di bilanci e di sguardi in avanti.Da tre anni Carolina attendeva dal ghiaccio un riscatto personale prima ancora che sportivo: nel 2008 l’ultima medaglia mondiale, d’argento, poi il buio nella successiva rassegna iridata di Los Angeles, in quella successiva di Torino, per non parlare delle olimpiadi  invernali di Vancouver 2010.

A  Mosca ha condotto una gara regolarissima e tutta in rimonta dal sesto posto alla terza posizione. Di acqua sotto i ponti , dal primo podio iridato conquistato a 18 anni (ugualmente  di Mosca) fino ad oggi, ne è passata molta e lei stessa è un’altra persona ed un’altra atleta:  più matura, consapevole dei suoi punti di forza e della ricchezza dall’essere semplicemente se stessa quando pattina, senza dover pensare troppo al giudizio degli altri o ad assomigliare a  modelli sportivi che non le appartengono. Carolina è riuscita a dare il massimo perché è tornata divertirsi senza guardare alle classifiche o alle prove di coloro che le contendevano i decimi o i centesimi finali.

L’essere tornata a casa dopo la parentesi americana sotto la direzione di Frank Carrol le è servito: meglio i monti e la pace di Oberstdorf, la vicinanza del fidanzato  Alex Schwazer, della famiglia, dell’allenatore di sempre Michael Huth ed il sostegno costante dello staff delle Fiamme Azzurre che non hai mai smesso di starle vicino anche quando tutto e tutti sembravano averla già relegata nel ripostiglio  degli ex atleti di successo (dal quale periodicamente  i molti  dati per finiti escono in gran salute dopo i fisiologici momenti no che nello sport sono sempre in agguato).

Meglio, si, adesso può dirselo senza remore a stagione finita. Pensando al futuro potrà decidere cosa fare, come risolvere i problemi al ginocchio malandato che le da noia da qualche tempo, potrà disporre di se stessa e della sua carriera agonistica, con la fiducia in più, dopo tanti travagli sportivi passati, che anche grazie a quelli oggi è  diventata ancora più grande e non solo perché  ce lo certifica il ranking.