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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/05/2011  -  stampato il 06/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 2 al 7 maggio 2011.

 

ATTO CAMERA
INTERPELLANZA URGENTE 2/01066
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 470 del 03/05/2011
Firmatari
Primo firmatario: LIBE' MAURO
Gruppo: UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO
Data firma: 03/05/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO
03/05/2011
UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO
03/05/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 03/05/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01066
presentata da
MAURO LIBE'
martedì 3 maggio 2011, seduta n.470

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:

l'Emilia Romagna è la regione che registra il più alto tasso di sovraffollamento nelle carceri (ci sono oltre 2000 detenuti in più rispetto alla capienza dei posti disponibili), la maggiore carenza di personale di polizia penitenziaria (ne mancano 650), nonché la più rilevante presenza di stranieri (circa il 55 per cento) e di tossicodipendenti (oltre il 25 per cento);

nonostante la costruzione di nuovi padiglioni (oltre a Piacenza, ne sono previsti altri a Bologna, Reggio Emilia, Modena e Ferrara) consenta sicuramente di avere più spazi detentivi per deflazionare gli istituti esistenti, occorre ricordare che ce ne sono altri ristrutturati, come a Parma e a Rimini, non funzionanti per mancanza di personale di polizia penitenziaria;

da più parti infatti è stato segnalato che nell'istituto penitenziario di Parma, da tanto tempo, esiste fra la popolazione carceraria ed agenti della polizia penitenziaria un rapporto assolutamente sproporzionato: ciò genera un modello organizzativo e gestionale incongruo e pericoloso per gli operatori della struttura;

quanto denunciato costituisce, ad avviso degli interpellanti, una palese violazione dei principi della Carta costituzionale, in particolare dell'articolo 32, che tutela la salute come «fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività», e dell'articolo 27, secondo il quale «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»;

in una sentenza del 16 luglio 2009, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato per la prima volta l'Italia per violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (divieto di tortura e delle pene inumane e degradanti), proprio in ragione delle condizioni di sovraffollamento sopra descritte;

il carcere rappresenta una primaria esigenza di ciascuna società e bisogna rivolgere particolare attenzione al ruolo della polizia all'interno della casa circondariale, una risorsa primaria e strategica per il reintegro del detenuto e del suo diritto alla tutela della salute -:

se non intenda adottare urgenti ed efficaci misure, al fine di assicurare risorse idonee a conseguire un adeguamento dell'attuale pianta organica del personale di polizia penitenziaria, in modo da consentire il normale funzionamento della struttura di Parma e garantire condizioni dignitose a coloro che vi lavorano.

(2-01066)«Libè, Galletti, Rao».
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11868
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 472 del 05/05/2011
Firmatari
Primo firmatario: DI PIETRO ANTONIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 05/05/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELL'INTERNO
·         MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 05/05/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11868
presentata da
ANTONIO DI PIETRO
giovedì 5 maggio 2011, seduta n.472

DI PIETRO. -
Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

si è appreso che il Sottosegretario per l'interno, Alfredo Mantovano, ha lanciato l'allarme per l'assenza di fondi da destinare ai collaboratori e testimoni di giustizia;

Mantovano ammette che il Ministero sta finendo i soldi e rileva che a giugno finiranno le risorse economiche per i collaboratori di giustizia;

in Italia i pentiti sono novecento e tremila i loro parenti, mentre si contano ottanta testimoni di giustizia con trecento familiari;

nel capitolo 2840 (tabella 8 della legge finanziaria) gli stanziamenti previsti per il 2011 per i collaboratori di giustizia ammontano soltanto a 34 milioni e 332 mila euro. Nel 2008 erano stati stanziati 52 milioni 528 mila euro, che nel 2009 sono diventati 53 milioni 128 mila euro. Dal 2010 è iniziata la discesa con lo stanziamento di 49 milioni 728 mila, divenuti appena 34 milioni per il 2011;

nell'ultimo triennio si è realizzato un taglio drastico di 19 milioni. Circa il 35 per cento di risorse in meno;

mentre da una parte il Ministro dell'interno Maroni esalta il lavoro dei magistrati e delle forze dell'ordine impegnati quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata, dall'altra il Governo taglia drasticamente i fondi necessari al raggiungimento dei risultati auspicati;

il Sottosegretario Mantovano, rifacendosi all'emergenza immigrazione, sembra riesca ad ironizzare sulla drammatica situazione dei tagli affermando «Abbiamo lo stesso problema con i pentiti. Fra un po' dovremo dire agli altri Paesi europei: prendeteveli voi un po' per uno» (da Il Fatto Quotidiano del 28 aprile 2011, pagina 9);

molteplici e condivise sono le preoccupazioni degli operatori impegnati nella lotta alla criminalità organizzata;

il Segretario dell'Associazione dei funzionari di polizia ricorda che «l'Italia ha cominciato a battere le mafie con la legge sui pentiti e con il finanziamento dei programmi di protezione (anche dei testimoni)» (da Il Fatto Quotidiano del 28 aprile 2011, pagina 9). L'arresto di pericolosi latitanti, come Totò Rima, sono stati possibili grazie al prezioso contributo dei pentiti e all'elevato senso delle istituzioni dei testimoni di giustizia;

secondo il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e vicepresidente dell'Associazione nazionale magistrati, Antonello Ardituro, le conseguenze concrete della politica adottata dal Governo saranno gravissime. Nell'immediato diverrà complicato, se non impossibile, continuare a gestire i programmi di protezione già attivati, mentre nel medio-lungo termine si disincentiverà la collaborazione, rendendo difficile lo svolgimento delle indagini in ambienti fortemente omertosi;

ad avviso dell'interrogante, l'Esecutivo, contrariamente a quanto afferma, sta intaccando i capisaldi della lotta alle mafie: collaborazione ed intercettazioni -:

se, al di là degli slogan il Governo intenda concretamente sostenere la lotta alla criminalità organizzata, al fine di rendere l'Italia un Paese democratico ed economicamente competitivo;

se ed in che modo i Ministri interrogati intendano garantire «concretamente» agli operatori della giustizia e della sicurezza gli strumenti necessari per poter lavorare, con serenità ed efficienza, nel contrasto alla criminalità organizzata.
(4-11868)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11837
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 471 del 04/05/2011
Firmatari
Primo firmatario: FARINA COSCIONI MARIA ANTONIETTA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/05/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/05/2011
PARTITO DEMOCRATICO
04/05/2011
PARTITO DEMOCRATICO
04/05/2011
PARTITO DEMOCRATICO
04/05/2011
PARTITO DEMOCRATICO
04/05/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA SALUTE
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 04/05/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11837
presentata da
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
mercoledì 4 maggio 2011, seduta n.471

FARINA COSCIONI, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della salute, al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 15 aprile 2011 è stato ufficialmente inaugurato all'Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel corso di una cerimonia cui ha preso parte il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ed il centro psichiatrico forense Gonzaga;

l'obiettivo, ribadito per l'occasione, è quello di «restituire alla libertà i pazienti nel rispetto della sicurezza dei cittadini»;

l'obiettivo è, secondo quanto annunciato dallo stesso presidente Formigoni, «ritornare alla vita di tutti i giorni dopo aver commesso un crimine, scontato la pena ed essere stati riabilitati»;

come si apprende da una nota della regione Lombardia, la stessa regione ha stanziato un milione di euro per la ristrutturazione edilizia della palazzina e 800.000 euro per l'assunzione del personale e sempre la regione Lombardia, a titolo di co-finanziamento, ha dato il via alla definizione e realizzazione di percorsi a favore del paziente psichiatrico autore di reato, socialmente pericoloso, ricoverato in ospedale psichiatrico giudiziario; tali percorsi sono finalizzati al recupero della salute, dei diritti e delle opportunità dei pazienti;

l'attivazione della struttura per l'esecuzione delle misure di sicurezza in regime di licenza esperimento e per l'esecuzione penale esterna della libertà vigilata rientra nel progetto sperimentale «meno OPG», più integrazione, che nel giugno del 2010 la regione Lombardia ha presentato al Ministero della salute nell'ambito del programma strategico promozione di attività di integrazione tra dipartimenti di salute mentale e gli ospedali psichiatrici giudiziari (di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, 14 ottobre 2009, allegato A, punto 5, Gazzetta Ufficiale 27 gennaio 2010);

si tratta di una iniziativa volta a regolamentare l'impiego di uno stanziamento nazionale di circa 10 milioni di euro sul biennio 2009-2010, come indicato dal piano sanitario; la struttura è organizzata secondo il criterio del «numero chiuso», vale a dire ospita un numero stabilito di pazienti, e non ne accoglie altri quando questo numero è raggiunto; ha in organico 8 infermieri (di cui un coordinatore), 18 Oss, 2 psichiatri a tempo pieno, che affiancano il dirigente medico, responsabile della struttura, l'assistente sociale, 2 educatori professionali, 1 psicologo impegnati per 20 ore alla settimana;

al 21 marzo 2011 l'operatività del centro psichiatrico forense-Gonzaga ha visto l'ingresso di 13 persone, 8 uomini e 3 donne; ed entro il 20 aprile era previsto l'ingresso di altre 7 persone, selezionate grazie ad una griglia di indicatori clinico-relazionali, frutto dell'esperienza maturata dall'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione nella sua attività psichiatrico forense e criminologia;

l'istituzione del centro psichiatrico forense Gonzaga, secondo le intenzioni annunciate, realizzerebbe la piena condivisione di obiettivi con il dipartimento della salute mentale aziendale e i dipartimenti di salute mentale Lombardi, in ordine all'adozione comune degli strumenti e delle procedure per lo sviluppo di processi di cura, assistenza e riabilitazione, allo scopo di fornire una risposta «virtuosa» ai problemi ed alle criticità presenti, quale risposta della regione Lombardia rispetto agli obblighi che scaturiscono dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008 e dalle successive determinazioni in sede di Conferenza unificata, Stato-regioni e province autonome, contribuendo a limitare il fenomeno delle proroghe improprie, che comportano un intollerabile allungamento del tempo di permanenza dei pazienti negli ospedali psichiatrici giudiziari italiani, dove sono ricoverati un alto numero di cittadini residenti in Lombardia, stimati al 31 dicembre 2010 in circa 270 -:

se sia noto quanto sia l'esatto ammontare degli stanziamenti della regione Lombardia a favore dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere;

quanti siano i pazienti di sesso maschile e di sesso femminile ricoverati nell'ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere;

per quali reati siano detenuti i pazienti nell'ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere;

se risulti che pazienti lombardi - e che quindi dovrebbero essere ospitati nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, siano invece ricoverati in altri ospedali psichiatrici giudiziari;

se risulti che pazienti in origine ricoverati nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere siano stati dirottati verso altri ospedali psichiatrici giudiziari come, per, esempio, in quello di Montelupo Fiorentino;

con quale criterio siano stati decise queste assegnazioni, per disposizione di chi, con quale motivazione; per quali reati i pazienti destinati all'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, provenienti da altre strutture siano ricoverati nell'ospedale psichiatrico giudiziario. (4-11837)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04681
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 470 del 03/05/2011
Firmatari
Primo firmatario: PICIERNO PINA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 02/05/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
02/05/2011

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 02/05/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 03/05/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04681
presentata da
PINA PICIERNO
martedì 3 maggio 2011, seduta n.470

PICIERNO e TOUADI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

in data 14 aprile 2011 una delegazione di parlamentari si è recata in visita presso la casa circondariale femminile (C.C.F.) di Rebibbia, a Roma, dove ha avuto modo di parlare con la direzione, di visitare la struttura e di ascoltare il punto di vista delle lavoratrici impiegate come ispettori, agenti penitenziari, educatori, personale sanitario e amministrativo;

secondo i dati ufficiali del Ministero della giustizia, dipartimento amministrazione penitenziaria (DAP), la C.C.F. di Rebibbia avrebbe in pianta organica 250 agenti effettivi, rispetto ai 234 previsti. In realtà, secondo varie fonti, sarebbero in servizio presso l'istituto soltanto 170 agenti. A causa dei tagli agli organici, sono in servizio soltanto quattro educatori penitenziari e si riscontra una carenza anche di personale sanitario e di psicologi;

in seguito alla protesta del personale, che dall'inizio di aprile ha messo in atto uno sciopero della fame e della sete, il dipartimento amministrativo penitenziario ha garantito l'arrivo di ulteriori 11 unità. Al momento, nessuno degli agenti in cima alla graduatoria ha accettato di entrare in servizio presso la C.C.F., ragione per cui la situazione è rimasta immutata. Si segnala, inoltre, che nel Lazio è attualmente vacante la carica del Provveditore, una mancanza che rende molto difficile per le lavoratrici in protesta ottenere soluzioni concrete ed efficaci ai problemi sollevati;

tale situazione comporta un deficit sotto ogni punto di vista: dalla capacità della struttura di garantire adeguate condizioni di detenzione alle recluse, di fornire opportunità e sostegno per opportuni percorsi di riabilitazione, di far fronte ai bisogni speciali di numerose detenute. Inoltre, le lavoratrici sono costrette a rinunciare alle ferie (qualcuna di loro ha accumulato oltre 100 giorni di ferie non effettuate), a svolgere ore di straordinario non retribuito, a svolgere il proprio turno di 6 ore avendo ognuna la responsabilità di vigilare su circa 75 detenute, con gravi rischi per la sicurezza, oltre che un grave impatto sul personale in termini di stress e carico psicologico;

secondo elaborazioni della Funzione Pubblica - CGIL, nel Lazio oltre 2000 unità di personale della polizia penitenziaria svolgono servizio fuori dalle carceri: l'alto numero di distacchi presso altre strutture non carcerarie sta altamente danneggiando le condizioni di lavoro all'interno dei penitenziari, dove nel contempo sono fortemente aumentati i reclusi;

la C.C.F. di Rebibbia, infatti, è il più grande istituto penitenziario femminile d'Italia e attualmente contiene 374 detenute, oltre a 12 bambini. Il sovraffollamento in questa struttura, che dovrebbe contenere non oltre 274 recluse, è del 36,5 per cento. La popolazione carceraria della C.C.F. è passata dalle 260 detenute del 2006 alle cifre attuali, con un aumento percentuale del 43,85 per cento. Questo forte aumento delle presenze è accompagnato da un incremento di categorie particolari di detenute, come le straniere, le tossicodipendenti e le psichiatriche, che avrebbero una forte necessità di assistenza speciale, come la mediazione culturale e linguistica, l'assistenza sanitaria, psicologica e sociale;

alla carenza di organico e al sovraffollamento, presso la C.C.F. di Rebibbia si aggiunge la difficoltà di una drastica riduzione del bilancio dipartimento amministrazione penitenziaria, diminuito del 22 per cento nominale (50 per cento reale) e per il quale sono previsti ulteriori tagli fino a un terzo del bilancio del 2001;

questi tagli hanno un impatto molto forte su tutte le spese di ordinaria amministrazione del carcere, come i riscaldamenti d'inverno, l'aria condizionata d'estate, le forniture, la manutenzione, i consumi di acqua, luce e gas -:

se il Ministro possa fornire dati ufficiali sul numero dei distacchi effettuati in uscita dagli istituti penitenziari del Lazio, e in particolare dalla C.C.F. di Rebibbia, negli ultimi anni, specificando a quali strutture essi siano stati assegnati e dopo quanti giorni di servizio svolto in carcere;

cosa il Ministro intenda fare per una rapida ed efficace soluzione della drammatica carenza di organico degli istituti penitenziari del Lazio e in particolare della C.C.F. di Rebibbia, per assicurare più dignitose e sostenibili condizioni di lavoro per il personale;

quali azioni verranno intraprese per impedire una sommatoria degli effetti dei tagli al bilancio, della carenza di organico e del sovraffollamento nelle carceri, con effetti drammatici sia sulle condizioni di detenzione e sia su quelle lavorative del personale impiegato. (5-04681)