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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/05/2011  -  stampato il 21/02/2017


Festa del Corpo 2011: La cittą brucia, la nobiltą balla.

E anche quest’anno abbiamo celebrato l’Annuale della Polizia Penitenziaria.

Sotto l’Arco di Costantino, monumento alla glorificazione dei grandi condottieri romani, si è consumata davanti alle telecamere della RAI la cerimonia del 194° compleanno del Corpo.
TANTI AUGURI A TUTTI I COLLEGHI E VIVA LA POLIZIA PENITENZIARIA !
...
Ma chi era il festeggiato ?
Schierate sotto il palco delle autorità, a fianco dell’arco trionfale, tre compagnie in uniforme: due di vice commissari (in sciarpa e sciabola) ed una del GOM (in uniforme tattica).
E, quindi, dov’era rappresentato il collega che lavora in sezione, quello che traduce il detenuto o che lo piantona all’ospedale?
Dov’era la guardiacarcere ?
Ancora una volta, chi ha avuto (usurpato) la responsabilità di organizzare la cerimonia ha fatto la scelta sbagliata o, meglio, quella che gli faceva più comodo.
E, così abbiamo schierato reparti che rappresentavano soltanto una minima parte del Corpo (400 in totale i Funzionari, 600 complessivamente il Gom) lasciando orfani di rappresentanza i restanti trentottomila colleghi, quelli che sono la vera spina dorsale della Polizia Penitenziaria.
Del resto, non potevamo aspettarci altrimenti considerato chi, come e perché, ha organizzato l’evento.
Sotto la solita regia del ViceCapoVicario (dirigente generale penitenziario) l’organizzazione, la pianificazione, la gestione e l’amministrazione della Festa del Corpo della Polizia Penitenziaria è stata affidata ad un dirigente penitenziario  e a un dirigente educatore.
Questi sono coloro che hanno deciso chi, come, dove,  quando e perché, doveva partecipare alla Festa della Polizia Penitenziaria.
Al di là di una comunque (per fortuna) sufficiente visibilità agli occhi dell’opinione pubblica, che ci ha almeno risparmiato figuracce mediatiche, osservatori più attenti, con l’occhio da addetto ai lavori, hanno rilevato le solite defaillance dell’organizzazione.
Innanzitutto, si è persa l’unica vera conquista degli ultimi anni: la diretta televisiva. Ci è rimasta una sintesi differita su RAI 3, che speriamo di non perdere anch’essa il prossimo anno.
Prima conseguenza, la scarsissima presenza nei TG che in pochi e marginalmente hanno ripreso la notizia dell’evento.
Il comando dell’intero schieramento (quasi un battaglione) è stato affidato ad una giovane funzionaria con meno di cinque anni di servizio, la qualifica di commissario (capitano) e, ovviamente, una esperienza commisurata all’età e all’anzianità di servizio.
Stesso discorso per l’organizzazione sul campo e la direzione del personale inquadrato che è stato affidata a tre funzionarie (in servizio al Dap) con gli stessi requisiti di età, anzianità e qualifica della comandante dello schieramento.
Durante la cerimonia, sono state numerose le defezioni per mancamento tra le fila dei funzionari schierati (qualcuno sostiene almeno una ventina) che hanno lasciato parecchi spazi vuoti tra i reparti.
Se le defezioni tra i reparti schierati possono essere considerate indipendenti dalla volontà dell’interessato, altrettanto non si può dire degli abbandoni del posto in tribuna che, sempre a dire di attenti osservatori, sono state in egual misura numerose tra i funzionari in uniforme.
Spiace, come al solito, constatare la convinzione dei dirigenti responsabili dell’organizzazione di non dover render conto a niente e nessuno delle scelte che fanno e delle decisioni che prendono.
Noi crediamo che non dovrebbe essere così...
Vorremmo  sapere, ad esempio,  perché hanno deciso di non rappresentare tutti i poliziotti penitenziari alla Festa del Corpo e vorremmo sapere, soprattutto, perché nessun poliziotto penitenziario ha preso parte all’organizzazione della propria festa.
Vorremmo sapere perché queste persone vogliono per forza decidere per noi. Vorremmo sapere che c’azzecca un dirigente educatore con il Corpo.
Vorremmo sapere perché sono più di dieci anni che la stessa persona sovrintende allo staff organizzativo.
Noi, semplicemente, vorremmo organizzarci da soli la nostra Festa!
E, invece, sono più di vent’anni che nel Palazzo d’Inverno la Nobiltà continua a ballare mentre, fuori, la città brucia.
Viva la Polizia Penitenziaria.
(Abbasso chi vuole comandare in casa nostra.)
 
L’Agente Furioso