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Il Dap prossimo venturo. Con un ordine di servizio di dieci pagine, Basentini “commissaria” il DAP

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Dall’8 ottobre 2018 (data di entrata in vigore dell’OdS 1324 del 3 ottobre 2018) il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria si può considerare commissariato.
Dice Basentini nel suo Ordine di Servizio:

<< Nel corso di queste prime settimane di attività lo scrivente, nelle funzioni di Capo del Dap, ha potuto constatare come le linee conduttrici, che dovrebbero collegare l’Ufficio del Capo del Dipartimento alle Direzioni Generali e ai singoli Uffici che le compongono, sono discontinue o appesantite da procedure interne particolarmente lente e farraginose. In simili condizioni l’azione amministrativa del Dap, che dovrebbe essere caratterizzata da agevole celerità e snellezza, anche in virtù delle emergenze che si vengono a creare, risulta certamente poco tempestiva e pronta.>>

In altre parole, il nuovo Capo Dap ha messo nero su bianco che al Dap non funziona nulla. Per questo motivo, dispone che:

<<La struttura particolarmente complessa ed articolata del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria rende opportuna la creazione di alcuni gruppi di lavoro, che fungano da immediato supporto operativo nell’azione gestionale ed amministrativa, programmata dal Capo del Dipartimento. Tale obiettivo, nel dettaglio, può e deve essere realizzata attraverso la costituzione di due Sezioni, istituite in seno all’Ufficio I – Segreteria Generale del Capo del Dipartimento, che siano strutturate sotto forma di staff.Le citate sezioni operano alle dirette dipendenze del Capo del Dipartimento e devono con esso interagire.
Le due nuove Sezioni sono rispettivamente denominate:
1) Sezione Segreteria Particolare del Capo Dap (sezione VII della Segreteria Generale);
2) Sezione Diretta collaborazione del Capo Dap (sezione VIII della Segreteria Generale).>>

Per chiarire meglio la questione, Basentini evidenzia che:

<< Il numero e le competenze dei singoli settori sono stati individuati in base ai campi di azione più rilevanti e strategici del Dipartimento, sui quali in particolare deve essere sensibile ed operativa l’attività di direzione del Capo del Dipartimento.>>

Più in particolare, sono stati costituiti questi Settori in seno alla Segreteria del Capo Dap:

– Agenda di lavoro del Capo Dap;
– Cerimoniale del Capo Dap;
– Relazioni Esterne e con i Media;
– Rapporti con il Parlamento e con le altre Istituzioni;
– Polizia Penitenziaria;
– Detenuti;
– Personale Civile e Dirigenti Penitenziari;
– Istituti ed Edilizia Penitenziaria;
– Task Force Lavoro di P.U.

A prima vista sembra proprio che sia stata replicata la struttura del DAP in seno alla segreteria del Capo. Guardando meglio, poi, emergono alcune considerazioni:
Parlando di Cerimoniale, si è inteso espressamente “del Capo Dap” … nulla a che vedere quindi con il Corpo.
Con la Sezione Relazioni Esterne e con i Media si è, praticamente, ricostituito l’Ufficio Stampa soppresso dal Ministro.
Per il settore che riguarda la Polizia Penitenziaria viene espressamente specificato: <<Esso deve costituire uno strumento di interfaccia tra l’Ufficio del Capo Dap ed il personale di Polizia ..>> (senza “se” e senza “ma”);
Con l’istituzione del Settore Personale Civile e Dirigenti Penitenziari viene, di fatto, nuovamente separato il personale dell’amministrazione penitenziaria, come ai tempi in cui esistevano due distinti Uffici;
Alla fine del lunghissimo ordine di servizio Basentini aggiunge:

<<… per tutti i settori è prevista una tempificazione di riunioni periodiche (a cadenza quindicinale ), a cui tutti i referenti di settore dovranno prendere parte, contribuendo in forma condivisa e ragionata alle decisioni che saranno adottate dal Capo del Dipartimento.>>

E buonanotte ai suonatori.
Da notare che l’Ordine di Servizio è firmato in ognuna delle dieci pagine, nel pieno rispetto delle procedure previste dal Codice di Procedura Penale.
E, per fare un’altra similitudine, la disposizione di Basentini sembra proprio una specie di provvedimento “cautelare” adottato nei confronti dell’establishment del Dap.
Del resto, anche qui, le condizioni soggettive dei dirigenti ci sembrano essere tutte: il pericolo di fuga, il rischio inquinamento delle prove e la probabilità di ripetersi del reato.
L’unica analogia che manca è la possibilità di confessione dell’indagato … mi sembra davvero improbabile che qualche dirigente del Dap ammetta la propria incapacità e, per questo motivo, non si intravedono limiti di tempo al provvedimento “cautelare”.
Per altro verso, io non credo che un provvedimento di così grande portata, che stravolge sostanzialmente l’organizzazione del Dipartimento, possa essere adottato senza rispettare le procedure sindacali (e non penali) previste dalla legge.
Mi sembra, ad esempio, in contrasto con quanto previsto dal DPR 18 giugno 2002, n. 164 che prevede, all’art. 25, co. 2, lett. f), l’obbligatorietà dell’informazione preventiva e dell’esame congiunto in merito ai “provvedimenti di massima riguardanti l’organizzazione degli uffici e l’organizzazione del lavoro”.
Peraltro, è da valutare l’eventualità che l’OdS sia illegittimo, in violazione dell’art. 4 del DM 2 marzo 2016, che stabiliva le Articolazioni dell’Ufficio del Capo del Dipartimento.
Vieppiù, lo stesso DM 2 marzo 2016, specifica nelle premesse “sentite le organizzazioni sindacali”.
Non si può escludere, quindi, un imminente ritorno del magistrato Basentini nelle aule di Tribunale, questa volta del Lavoro, per difendersi da una probabile accusa di comportamento antisindacale, ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori.
… ne vedremo delle belle!

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