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Il maneggio di denaro pubblico da parte della Polizia Penitenziaria. Un problema ancora non risolto

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A distanza di quasi cent’anni è ancora vigente la normativa che prevede il possesso di denaro dei detenuti da parte del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, senza che quest’ultimo ne abbia titolo e senza la previsione di speciali compensi.

Prima di addentrarmi nei particolari riporto la normativa ancora vigente.

1) Art. 689 del regolamento

di contabilità carceraria approvato con il Regio Decreto del 16 maggio 1920 n. 1908

Il denaro che viene depositato per i detenuti è ricevuto dall’agente portinaio che ne rilascia quietanza staccata da un apposito bollettario e ne fa il versamento all’Autorità dirigente o al Contabile, oppure al Comandante (2) o Capoguardia, di regola alla fine di ogni giorno od altrimenti a brevi periodi, secondo l’importanza del carcere, ma sempre quando la somma incassata raggiunga le 50 lire (3). Il funzionario rilascia ricevuta nel bollettario medesimo delle somme ritirate per ciascun versamento (Mod. n. 94).

Del ricevimento del denaro e della tenuta del bollettario può anche essere incaricato il comandante o Capoguardia, o un altro agente di custodia a scelta della Direzione.

2) Art.175 del Regolamento del Corpo degli Agenti di Custodia approvato con Regio Decreto 30 dicembre 1937 n. 2584 (4)

Il maresciallo delle carceri giudiziarie (5) conserva scrupolosamente in ordine i documenti e gli atti relativi all’ingresso e all’uscita dei detenuti, e tiene al corrente i seguenti registri:

– omissis –

2) registro del denaro portato dai detenuti entrando nello stabilimento o depositato a loro favore durante la detenzione;

3)registro degli oggetti di valore, portati dai detenuti o successivamente ricevuti, e che debbano essere loro consegnati;

I compiti descritti nella suddetta normativa non sono stati ribaditi dal regolamento di servizio del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria (D.P.R. 82/99), in quanto chi lo ha redatto forse ha ritenuto opportuno che tali compiti non siano di competenza di tale personale oppure, ne sono quasi sicuro, ha ignorato l’esistenza di disposizioni legislative così remote e quasi secolari, contenute nel regolamento di contabilità carceraria del 1920 !

Ma la realtà è assai diversa da quella prevista dal regolamento di servizio del Corpo, in quanto molti agenti sono costretti a svolgere  veri e propri compiti di “cassiere” in sostituzione del contabile dell’istituto, il quale osservando  l’orario istituzionale ore 8/14,   non è sempre presente nell’istituto, in particolare nelle nelle ore pomeridiane quando le entrate e le uscite dei detenuti sono numerose, specialmente negli istituti di grandi dimensioni.

Ma ciò che dovrebbe essere una necessità e una esigenza di servizio quella di riscuotere denaro di detenuti nelle ore di  assenza del contabile, è diventata una prassi consolidata dotare di apposite casseforti alcuni uffici interni dell’istituto (matricola, portineria, colloqui) ove viene conservato denaro notevole in attesa di essere consegnato al contabile, di regola “ogni 10 giorni” (c.d decade).

Infatti, durante alcune mie ispezioni contabili ho constatato delle realtà sconcertati:

a)l’ufficio matricola dotato di una cassaforte che funzionava a pieno regime come quella del contabile, movimenti di migliaia di euro giornalieri, sia in entrata che in uscita per il pagamento di saldoconti dei detenuti trasferiti o scarcerati, con anticipi da parte del contabile anche di decine di migliaia di euro in consegna a personale non abilitato istituzionalmente.

b)l’ufficio conti correnti, anch’esso munito di una cassaforte per tenere in deposito denaro riscosso dal portinaio e dall’ufficio colloqui e pagare saldoconti dei detenuti per migliaia di euro, sempre con anticipi del contabile senza durata ma fissi.

Nella realtà quindi il contabile si avvale di numerosi “fiduciari” appartenenti al personale del Corpo, che svolge compiti non previsti dal regolamento di servizio.

Ma non può essere diversamente poiché, come già ho accennato, nelle ore pomeridiane e nei festivi il contabile non è presente e quindi l’agente portinaio, l’addetto ai colloqui e l’ufficio matricola sono costretti a ricevere il denaro dei detenuti che entrano nell’istituto o pagare i saldoconti dei detenuti scarcerati o trasferiti.

Ma quello che non può approvarsi è la lunga giacenza di denaro in consegna a tali uffici, che nella realtà arriva a 10 giorni, sempre per la errata convinzione che la c.d. decade sia prevista dalla normativa, una prassi errata direi decennale.

Infatti, l’art. 689 descritto all’inizio del presente scritto prevede la consegna al contabile del denaro riscosso quando raggiunga una cifra ragionevole.

E tale previsione è stata ribadita dal Dipartimento che ha più volte invitato le Direzioni a limitare il periodo di tempo di detenzione di denaro dei detenuti nelle mani di persone che non siano contabili (es. portinai, matricolisti, comandanti ecc.) (6).

Pertanto, in certo qual modo vi è

una formale autorizzazione del Dipartimento che consente, anche se per breve periodo, al personale del Corpo di tenere in deposito fondi dei detenuti.

Ma quali potrebbero essere i rimedi ?

Considerato che è materialmente impossibile che il contabile riscuota giornalmente e “personalmente” il denaro dei detenuti che entra nell’istituto attraverso i vari canali (portineria, colloqui, ecc.), considerata anche l’impossibilità di adibire personale amministrativo a riscuotere tale denaro presso l’ufficio matricola, ufficio colloqui o in portineria, va accettata la realtà esistente e quindi va previsto un particolare compenso per il personale che necessariamente è costretto a maneggiare denaro dei detenuti, che una volta entrato nella disponibilità dell’amministrazione assume la caratteristica di “denaro pubblico” anche se è solo in deposito  e quindi una eventuale appropriazione si configura il reato di peculato e non di furto (7).

Prevedere poi che quando si avvicendano più poliziotti nei locali anzidetti vi sia un passaggio di consegne del denaro giacente,  in modo che in caso di ammanchi possa essere individuato il responsabile (e ciò è importante perché si sono verificati casi in cui è stato impossibile accertare il reale responsabile e quindi l’effettivo addebito a tutti coloro che si sono avvicendati e in quanti giorni !)

Va poi modificato il Regolamento di Servizio del Corpo laddove si elencano i compiti degli agenti portinai, il personale addetto all’ufficio matricola e all’ufficio colloqui, integrandoli con compiti di fiduciari del contabile che, ripeto, vanno necessariamente espletati da tale personale per manzanza di altre soluzioni e per il buon andamento dell’istituto penitenziario.

Ma un’altra situazione anomala è da ricordare, quella dell’agente addetto alla dispensa agricola degli istituti penitenziari, ove vengono venduti i prodotti delle varie industrie agricole al personale dipendente che versa il denaro all’incaricato della “bottega”, quando acquista la merce prodotta dagli orti, dal caseificio, dal macello, tutte officine delle c.d. colonie agricole (Mamone, Isili, Gorgona, Is Arenas) . In sostanza, un agente di Polizia Penitenziaria riscuote denaro pubblico (perché i prodotti agricoli sono beni dello stato) per poi versarlo giornalmente o ogni due o tre giorni al contabile dell’istituto. E l’agente deve stare anche attento e applicare le tabelle dei prezzi dei prodotti agricoli, altrimenti deve rifondere un eventuale incasso in meno !

Questa situazione è poco nota in quanto soltanto chi è stato in servizio in tali istituti conosce questa problematica (e io di prima nomina fui assegnato a Mamone e successivamente ho avuto incarichi a Pianosa e Gorgona).

Allora ci si domanda: e chi dovrebbe effettuare tale servizio se non un agente del Corpo, considerato che nella dispensa agricola ci sono anche detenuti che caricano e scaricano la merce.

Qualcuno dirà: ci deve essere il ragioniere a riscuotere e allora il contabile o lavora in ufficio o sta tutta la mattina nella “bottega” a riscuotere il ricavato dalla vendita dei prodotti ! Per cui anche qui si è costretti ad affidare il compito di cassiere a personale del Corpo.

E il regolamento di servizio non dice niente dei particolari compiti che svolge il personale del Corpo negli istituti prevalentemente a conduzione agricola, i quali non sono pochi.

E allora se tali compiti non sono previsti non vanno svolti dal personale in parola ?

Ecco dimostrata la lacunosità del regolamento di servizio che andrebbe largamente incrementato ad opera di tecnici che conoscano i servizi di tutte le categorie di istituti penitenziari.

Mi auguro che chi sta ai vertici trovi la soluzione per apportare modifiche sia al regolamento di contabilità penitenziaria e sia al regolamento di servizio del Corpo, prevedendo fiduciari del contabile e speciali compensi per il personale del Corpo che “è costretto” a maneggiare denaro pubblico.

Note

(1) Da “Il Manuale dell’operatore penitenziario” del Rag.Gerardo  Canoro.

(2) Ora capo di Reparto (Comandante).

(3) Elevato a lire 50.000 (euro 25,82), ai sensi dell’art.20 comma 2 del D.P.R. 20/4/94 n.367. Comunque il valore di 50 lire all’epoca del 1994 dovrebbe essere rapportato ad oggi.

(4) L’art. 42 della legge 395/90 si è limitato ad abolire soltanto gli art. 130 e 183 del R.D. del 1937,  mentre il Regolamento di Servizio del Corpo non ha espressamente abolito il vecchio Regolamento del 1937, ma è lacunoso in alcune parti perché non prevede quei compiti amministrativi che necessariamente espleta il personale di Polizia Penitenziaria.

(5) Ora Comandante della Casa Circondariale.

(6) Circolare 3149 del 23/12/85.

(7) Varie sono le sentenze della Cassazione che hanno attribuito la natura di denaro pubblico ai fondi dei detenuti  tenuti in deposito negli istituti penitenziari.

Ragionier Gerrado Canoro

 

Il Ragioniere Gerardo Canoro è uno “storico” funzionario, assunto nell’amministrazione penitenziaria il 1° agosto 1969.

Ha prestato servizio negli istituti penitenziari di Mamone, Fossano, Pisa, Lucca, Montelupo Fiorentino e Pianosa.

Ha  pubblicato, in varie edizioni aggiornate, i seguenti testi: • Manuale dell’operatore penitenziario (1984 e seguenti);

• Funzionario delegato dell’A.P.(1989 e seguenti);

• Codice di contabilità penitenziaria (1999  e seguenti);

• Nozioni di contabilità penitenziaria, pubblicato nel 1984 dall’amministrazione penitenziaria.

E’ stato il rappresentante dell’amministrazione nel Collegio arbitrale di  disciplina del Ministero della Giustizia. E’ stato collaboratore esterno del Nucleo Ispettivo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

E’ stato revisore dei conti dell’Ente Assistenza del personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

E’ stato docente di :

• Contabilità di Stato, Contabilità penitenziaria e Organizzazione del D.A.P., Corso di sovrintendente del Corpo di Polizia Penitenziaria.

• Trattamento economico, previdenziale e fiscale dei detenuti 

   lavoranti nell’amministrazione penitenziaria,

   Corso di formazione dei ragionieri.

• Stipendi personale del Corpo di Polizia Penitenziaria,

   Corso dei formatori per il progetto STIPE.

• Contabilità penitenziaria, Corso Coram.

• Contabilità penitenziaria,  Corso di riqualificazione del 

    personale B3 a C1 (profilo Direttore).

• Contabilità penitenziaria, Corso di formazione degli assistenti sociali

   riqualificati Direttori.

• Assenze dal servizio, corso sul pubblico impiego.

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