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Il Sappe protesta per pretendere più sicurezza

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Quel che è successo nelle ultime settimane nelle carceri italiane testimonia, se ancora ve ne fosse stato il bisogno, che la situazione è allarmante peggio di ogni pur funesta aspettativa.
Aggressioni, colluttazioni, risse, ferimenti, tentati suicidi: non c’è un giorno nel quale non perviene da uno degli oltre 200 penitenziari per adulti e minori il segno tangibile della invivibilità delle nostre carceri, che vedono spesso gli appartenenti al Corpo vittime di queste costanti, continue ed inaudite violenze.
Violenze, ripeto, continue e inaccettabili, che dovrebbero indurre il Ministero della Giustizia ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a trovare al più presto soluzioni urgenti, come ad esempio la previsione di dotare anche il Corpo di Polizia Penitenziaria del taser in uso ai colleghi delle altre Forze di Polizia dello Stato.
Ed invece, piuttosto che individuare soluzioni concrete, c’è la tendenza di alcuni a volere ridimensionare la portata di questi gravi eventi critici, quasi come dire che quel che succede nelle carceri sia un reato di lesa maestà.
Spicca, tra tutti, un articolo pubblicato dal quotidiano
Il Dubbio il 31 agosto scorso dal titolo esemplificativo – BONAFEDE: “COSI’ IL SAPPE NON RENDE UN BUON SERVIZIO”.
Il Ministro della Giustizia, o chi per lui ha redatto il comunicato stampa citato da Il Dubbio, ha inteso infatti presentare, così come il direttore del carcere di Poggioreale, una realtà diversa da quella che effettivamente contraddistingue la casa circondariale di Poggioreale a Napoli. L’incremento di eventi critici che stanno minando sia l’ordine che la sicurezza dell’Istituto e quindi l’incolumità degli Agenti ivi operanti è sotto gli occhi di tutti. Eppure, dal 14 luglio alla data di pubblicazione di quell’articolo, per indicare un arco di tempo di 40 giorni circa, a Poggioreale si sono verificate una rissa tra stranieri, un materasso dato a fuoco e una rivolta, tre suicidi, aggressioni a poliziotti, rinvenimento di droga e cellulari. E anche l’ultima aggressione denunciata dal SAPPE contro la Polizia Penitenziaria c’è stata, eccome, attestata dai certificati medici dell’Ospedale, in nostro possesso.
Chi non rende un buon servizio, dunque? Chi dice quel che succede, anche se è sgradevole, o chi tace?
Il Ministro della Giustizia e il Direttore del carcere di Poggioreale tentano solo di sminuire la grave tensione subìta ancora una volta dai poliziotti penitenziari, come sempre in prima linea a gestire – per altro con grande professionalità – questi continui eventi critici, conseguenza anche dell’eccessiva tolleranza verso chi dovrebbe scontare una pena con responsabilità e non mettendo a soqquadro l’ordine e la sicurezza. Ma la realtà dei fatti è evidente a tutti e non si deve omettere di fare conoscere all’opinione pubblica quel che accade nelle carceri.
Starsene al fresco di un ufficio climatizzato, lontano dalla puzza delle celle e dalle violenze che quotidianamente si consumano, spesso con i poliziotti vittime, non vuol dire conoscere davvero quel che succede in carcere. E non si rende un buon servizio alla collettività quando si sminuisce quel che avviene nel carcere più affollato d’Italia, pensando che si possa nascondere tutto come polvere sotto allo zerbino…
Il Ministro Bonafede disponga con urgenza una ispezione degli uffici ministeriali a Poggioreale e sarà l’occasione per vedere chi dice cose vere e chi false.
Come detto, i certificati medici rilasciati dagli ospedali ad almeno uno degli Agenti di Polizia Penitenziaria aggrediti a Poggioreale parlano chiaro, per fortuna.
Noi – primo e più rappresentativo Sindacato della Polizia Penitenziaria – continueremo a pretendere una trasparenza reale della gestione della cosa pubblica, un reale rispetto delle regole e della democrazia in materia di organizzazione del lavoro dei poliziotti di Poggioreale, di salubrità dei posti di lavoro, di rispetto dei diritti inviolabili di ogni singolo Agente, Sovrintendente, Ispettore di Polizia Penitenziaria.
Dicendo quel che avviene in carcere, anche la realtà che ad alcuni evidentemente da fastidio. E per farlo abbiamo manifestato e manifestiamo davanti al DAP ed alle carceri delle principali carceri italiane – del Nord, del Centro e del Sud – per denunciare proprio l’ira del SAPPE e dei suoi aderenti all’assenza di provvedimenti concreti ministeriali rispetto alle numerose e continue aggressioni.
Ultima considerazione. Dal 10 settembre scorso ha preso avvio, nelle diverse Scuole del Corpo di Polizia Penitenziaria dislocate sul territorio nazionale il corso di formazione per vice Ispettori, provenienti dai ruoli interni del Corpo.
Si tratta di circa 1.000 unità, già appartenenti alla Polizia Penitenziaria, che per sei mesi saranno coinvolti nella frequenza del corso.
Il corso, come detto, ha avuto inizio il 10 settembre scorso e terminerà a fine febbraio, coinvolgendo diverse Scuole del Corpo in tutta Italia, strutture di eccellenza nella formazione e nell’aggiornamento professionale degli appartenenti non solamente al Corpo di Polizia Penitenziaria ma anche alle altre Forze di Polizia.
A Cairo Montenotte frequentano il Corso  88 uomini e 33 donne, a Catania 150 uomini e 21 donne, a Parma 113 uomini e 14 donne. Sono coinvolte anche le Scuole di Portici, con 81 uomini e 12 donne, Roma, con 189 uomini e 59 donne, Sulmona, dove sono presenti 108 uomini e 23 donne, ed infine la Scuola di Verbania, con 66 uomini e 29 donne. Alle donne e agli uomini del Corpo impegnati in questo importante ed ambizioso sviluppo professionale, che sottrarranno tempo alle famiglie per raggiungere un importante traguardo di carriera, va l’augurio del SAPPE per un sereno percorso formativo, da coronare con successo.

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1 commento

  1. Ma le carceri Italiane sono un colabrodo? Entra di tutto e di più mah, ci vorrebbero delle punizioni esemplari per chi oltraggia il personale, non credete? Questi eventi critici stanno minando sia l’ordine che la sicurezza degli Istituti e quindi l’incolumità degli Agenti ivi operanti è sotto gli occhi di tutti. Servono soluzioni URGENTI da parte del Ministero…Saluti!

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