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Il telefonino in carcere è semplicemente “un oggetto non consentito”

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Che cos’è in fondo un telefonino per un detenuto? L’oggetto del desiderio.
Ma cos’è il telefonino per l’amministrazione penitenziaria? E’ solo un oggetto NON consentito, alla stregua di un giubbotto trapuntato, di un plaid personale, di una fascia elastica con stecche o di una padella fuori misura. Si proprio così. Un telefonino è semplicemente un oggetto NON consentito e il detenuto può essere solo rapportato disciplinarmente se ne viene rinvenuto uno in suo possesso.
Ma allora perché tutta questa preoccupazione? Perché l’opinione pubblica si scandalizza quando in un carcere vengono ritrovati  telefonini? Cosa c’è da scandalizzarsi se un detenuto nella cella detiene una padella o una pentola fuori misura?
Cos’è un telefonino per un detenuto? E’ un apostrofo rosso tra le parole t’ho fregato.
Con il telefonino in cella si possono comodamente  fare estorsioni, ordinare omicidi, rapine o gestire traffici di droga.
Si possono perfino denunciare le pessime condizioni detentive di un carcere e far sentire le lamentele al giornalista di turno dalla viva voce del detenuto.
Il telefonino, vista la sua miniaturizzazione, ormai si può nascondere nei posti più impensabili: dentro i piedi della branda, dietro il battiscopa della stanza, all’interno della cannotta di scarico del wc, in un buco nel muro murato poi con mollica di pane e gesso, dentro di una radiolina portatile, dentro una ciabatta o una scarpa.
Può essere infatti trasportato da un punto all’altro della sezione (grazie alla Torreggiani) all’interno di una ciabatta o di una scarpa dentro le quali si è ricavato un piccolo nascondiglio.
Può essere trasportato, dal detenuto, da un carcere all’altro in traduzione, infilato nell’ano.
Il telefonino ormai è un oggetto da proletariato, grazie ai numerosi siti cinesi esistenti sul web lo si può comprare per pochi euro. E’ un ottimo affare per il personale corrotto, sia esso in divisa che civile, perché nel rivenderlo al detenuto c’è di solito un guadagno del 500%.
Ma per l’amministrazione penitenziaria che guarda al problema con la solita superficialità continua ad essere solo un oggetto non consentito.
Perché applicare il 14 bis ad un detenuto che aveva un giubbotto trapuntato non consentito?
Non si ritiene opportuno.
Telefonino … disperazione di Comandanti e gioia dei detenuti.
Con il telefonino i detenuti commerciano.
Vuoi telefonare alla famiglia? Un pacchetto di sigarette, una stecca se vuoi fare più telefonate  … una spesa al sopravvitto ecc.
E’ molto conveniente per un detenuto avere un telefonino in cella.
Questo si dovrebbe insegnare agli allievi agenti ai corsi.
Ma nonostante i 300 e passa cellulari rinvenuti nelle perquisizioni durante l’anno scorso, il telefonino rimane pur sempre soltanto un oggetto NON consentito, con buona pace delle richieste di schermatura delle sezioni detentive e dell’inutilità di apparecchiature elettroniche che non sono in grado di rilevare nulla se il cellulare non è acceso.

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2 commenti

  1. giuseppe romano on

    a parte che l’articolo è evidentemente ironico. Se tu conosci bene la materia sarebbe opportuno che ci dessi una lezione di diritto penale o penitenziario . Ti faccio presente però che anche se mandi tutto alla Procura della Repubblica devi solo ipotizzare un reato ovvero la ricettazione che il più delle volte non c’è in quanto il telefonino è intestato ad un familiare che lo cede. Comunque caro Alex ove tu ci possa illuminare con un trattato fallo pure questo blog è aperto a tutti, sia a chi dice scemenze sia a quelli come te che sono scienziati. Baldo degli Ubaldi

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