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La cooperazione giudiziaria tra Italia e Albania si rafforza Incontro Bonafede – Gjonaj

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La cooperazione giudiziaria tra Italia e Albania si rafforza
Incontro Bonafede – Gjonaj per parlare di cooperazione giudiziaria, trasferimento detenuti e lotta alla criminalità organizzata.

La cooperazione bilaterale giudiziaria è una parte fondamentale delle forti relazioni esistenti tra l’Italia e l’Albania, relazioni che oggi, presso la sede del Dicastero di via Arenula, i due ministri della giustizia dei rispettivi Paesi, Alfonso Bonafede e Etilda Gjonaj, hanno voluto ribadire in un incontro che si è svolto in un clima di completa collaborazione.
Lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e al terrorismo, nonché cooperazione nel settore penitenziario, i temi condivisi e al centro del cordiale confronto tra i due ministri alla presenza dei sottosegretari alla Giustizia, Vittorio Ferraresi e Jacopo Morrone, dell’ambasciatrice d’Albania in Italia Anila Bitri Lani e delle delegazioni italiana e albanese così composte: Natalia Quintavalle,  Consigliere Diplomatico, Federico Cafiero De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Fulvio Baldi, Capo di Gabinetto, Raffaella Pezzuto,  Capo dell’Ufficio Coordinamento Attività Internazionale e Francesco Basentini, capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Jonida Gaba e Florion Serjani, rispettivamente capo di gabinetto e consigliere del ministro Gjonaj e il Procuratore Generale albanese Arta Marku.
La visita si è svolta nell’ambito del Pameca V, progetto dell’Unione Europea che offre assistenza tecnica alle principali agenzie di polizia albanesi per rafforzarne le capacità di contrasto al crimine organizzato, di cui l’Italia ha la leadership e si è articolata nell’incontro di ieri presso la sede della DNA (Direzione nazionale antimafia), dove i due rappresentanti della Giustizia hanno incontrato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho.
Giovanni Russo, procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, ha illustrato il funzionamento della banca dati DNA, mentre Alessandra Cataldi, direttore generale dei sistemi informativi automatizzati del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria ha presentato il progetto SIDDA – SIDNA, base di una moderna ed efficiente risposta dello Stato al crimine organizzato, in grado di fornire una rapida conoscenza complessiva del fenomeno e delle sue manifestazioni.
Nel corso della sua visita in Italia, il ministro ha incontrato anche i rappresentanti del Consiglio Superiore della Magistratura e della Autorità Nazionale Anticorruzione.
Fonte:giustizia.it

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