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Le condizioni di criticità del Servizio Cinofili della Polizia Penitenziaria. Il SAPPe sollecita il Dap ad intervenire

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Negli ultimi anni, si sta registrando un atteggiamento non propriamente costruttivo da parte dell’Amministrazione Penitenziaria Centrale nei confronti del Servizio Cinofili del Corpo di polizia penitenziaria.

Nel caso di specie con apposita nota, è stato fatto espresso divieto per le unità cinofile del Corpo di polizia penitenziaria, di essere stabilmente e programmaticamente impiegate, salvo i casi in cui vi siano “eccezionali esigenze di ordine pubblico e sicurezza pubblica” previste dall’art. 53 del D.P.R. 82/99, in ausilio alle altre Forze di polizia.

Al riguardo, vale la pena ricordare che tra i compiti affidati alla Polizia Penitenziaria vi è anche quello di concorrere alle attività di ordine e sicurezza pubblica. Ragione per cui, la collaborazione e la cooperazione con gli altri Corpi dello Stato diviene, di fatto, doverosa ed irrinunciabile.

Per il servizio in discussione, poi, lo stabile e programmato utilizzo delle unità cinofile della Polizia Penitenziaria, in concorso con le altre unità cinofile delle diverse Forze di Polizia, è addirittura imprescindibile!

Le unità antidroga (composte da conduttore e cane) per conservare inalterata la loro efficienza e la propria capacità di indagine, di ricerca e di investigazione hanno la necessità di essere continuamente stimolate dalla frequentazione di nuovi luoghi e dall’osservazione di situazioni sempre più disparate.

La diversificazione degli ambienti, degli orari in cui si opera e l’interazione con altri cani “poliziotto” incentiva l’animale ad una ricerca sempre più scrupolosa delle sostanze stupefacenti e, conseguentemente, motiva naturalmente il quadrupede ad affinare ed a migliorare le proprie sensibilità olfattive, nonché le proprie tecniche di “caccia”.

Inoltre, la stabile collaborazione con le altre Forze dell’Ordine favorisce, negli operatori del nucleo cinofili, quel fondamentale interscambio di conoscenze, di informazioni e di esperienze indispensabili per l’accrescimento del proprio know-out e delle proprie capacità investigative.

Per avere un’idea concreta della straordinaria funzionalità ed efficacia delle unità cinofili, si menzionano con l’occasione, i dati dei ritrovamenti di sostanza stupefacente che, si sono registrati ne primo semestre dell’anno 2018, soltanto da parte del Distaccamento del Servizio Cinofili del Corpo di polizia penitenziaria sito presso la Casa Circondariale di Rebibbia NC Roma ovvero, ben 42 rinvenimenti: di cui Hashish gr. 128,26; Cocaina gr.5,26; Eroina gr.1,36 e Marijuana gr.6,06. Tutti eseguiti presso gli istituti penitenziari o domicili privati a seguito di ritrovamenti fatti di partenza dall’istituto.

Sembra un dato scontato ma non lo è! E, se le Donne e gli Uomini del Distaccamento in questione ad esempio, avessero la possibilità di uscire anche soltanto un paio di volte a settimana con le altre Forze di Polizia, di certo si potrebbero ottenere vantaggi concreti, sia in termini di maggiori ritrovamenti, sia per quanto concerne un maggiore input nell’addestramento dei cani antidroga.

In tal senso, il SAPPe, Sindacato Autonomo del Corpo di polizia penitenziaria, ha sensibilizzato in più occasioni, l’Amministrazione Penitenziaria Centrale ad una valutazione concreta delle possibilità di impiego in maniera stabile e, compatibilmente con le esigenze di servizio interne, i nuclei cinofili del Corpo in concorso (e al pari) con le altre Forze di polizia.

Inoltre, il SAPPe, in diverse circostanze, ha invitato gli Uffici Centrali competenti a risolvere definitivamente l’annosa problematica inerente la carenza dei fondi necessari per la gestione dei cani antidroga.

Ad oggi, persiste, purtroppo, la conclamata difficoltà nel poter sostenere spese di prima necessità quali: acquisto del mangime; prestazioni veterinarie; acquisto medicinali nonché delle attrezzature e del materiale indispensabile per l’esercizio del servizio in questione.  

Tale inaccettabile situazione, peraltro, oltre a creare evidenti problematiche e disagi ai conduttori cinofili si ripercuote, altresì, sull’efficacia ed efficienza del servizio, svilendo e deturpando, per ovvie ragioni, il buon nome e l’immagine del Corpo di polizia penitenziaria e dell’Amministrazione tutta.

In data 27.06.2018, al Segreteria Regionale del Lazio del SAPPe ha acquistato e portato il mangime per i cani antidroga del Distaccamento del Servizio Cinofili del Corpo di polizia penitenziaria presso la Casa Circondariale di Rebibbia NC Roma: un gesto simbolico per dimostrare che il SAPPe è attento alle problematiche del Corpo di polizia penitenziaria in tutte le sue sfaccettature e farà in modo che il proprio sostegno si farà sentire a gran voce innanzi agli Uffici Superiori per  risolvere definitivamente le problematiche, più volte rappresentate e che, purtroppo a tutt’oggi, affliggono le unità cinofili del Corpo di polizia Penitenziaria.

Tali adempimenti sono indispensabili e non più rinviabili per il buon andamento di un servizio di estrema importanza che, nella quotidianità, vede impegnato con il massimo zelo e spirito di abnegazione Donne e Uomini del Corpo di polizia penitenziaria, in stretta collaborazione, ciascuno con il proprio cane “poliziotto” antidroga. 

 

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1 commento

  1. Il Corpo di PolPen, da sempre emarginato dalla società, non cambieranno mai le cose se qualcuno non si impegna veramente a farlo diventare un corpo come alle altre 3 forze di Polizia G.d.F. e C.C.

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