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Le purghe di Fofò

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Da quando era cambiato il clima politico ad Ipocrilandia, i populisti del Partito della Pancia e del Movimento delle 7Minchiatelle non facevano altro che parlare di tagli alle pensioni d’oro, e anche a quelle d’argento, di ributtare in mare tutti i migranti che partivano dall’Africa in cerca di un futuro migliore, di rimandare tutti i detenuti extra comunitari a scontare la pena nei loro paesi d’origine, risolvendo immediatamente il problema del cronico sovraffollamento.
La politica giustizialista del Partito della Pancia e del Movimento 7Minchiatelle aveva riempito le carceri del Paese, riscontrando il gradimento del popolo che li aveva votati.
Il popolo di Ipocrilandia era umorale, quando succedevano fatti di sangue, reati orribili, stupri, rapine con omicidio del benzinaio di turno diventava forcaiolo. Reclamava lo sbudellamento in piazza, l’impiccagione a testa in giù o la castrazione chimica per i pedofili, scatenandosi sui social a chi la diceva più grossa.
Ma quando però uno di questi assassini o spacciatori, stupratori o rapinatori di vecchiette si suicidava in carcere, o moriva per morte naturale, il popolo si scatenava al contrario: voleva la testa dei responsabili, un capro espiatorio su cui godere della disgrazia di una sospensione dal servizio o addirittura di un licenziamento.
Tra le forze dell’ordine di Ipocrilandia i più odiati erano gli appartenenti alle Regie Guardie Penitenziarie. Non appena moriva un detenuto si scatenava una campagna d’odio contro questi aguzzini anche quando veniva provato che il detenuto era morto d’infarto o di una terribile malattia come il cancro; se poi il detenuto era un malato mentale che si era impiccato in un momento di sconforto la rabbia del popolo arrivava fin dentro le case delle guardie penitenziarie, organizzando manifestazioni di protesta  sotto di loro .
Il Ministro della Giustizia, nominato dal movimento 7Minchiatelle, soprannominato Fofò Uomodipocafede perché non credeva a nulla se non al suo EGO smisurato, guardò il ritratto di Stalin incorniciato  sulla parete del suo ufficio, completamente rinnovato, con poltrone rivestite di una pelle strana …C’è chi diceva fosse pelle di camoscio, chi addirittura sussurrava nei corridoi che fosse pelle umana.
Aveva addirittura deciso di farsi crescere i baffi per somigliare di più al suo idolo.

  • Cosa vuole il popolo oggi? – chiese al suo segretario (un gelataio di Torre Annunziata che era stato eletto deputato a seguito dell’ondata emotiva di protesta contro la casta politica)
  • Il popolo giustizialista oggi vuole che venga trovato un capro espiatorio da dare in pasto all’opinione pubblica … al carcere di San Crispino si è impiccato uno stupratore. Due anni fa aveva violentato 3 bambine, poi le aveva sgozzate e infine le aveva buttate dentro un pozzo. Il popolo si chiede come mai sia possibile affidare un detenuto allo Stato e poi lo Stato stesso cui è affidato il detenuto non lo tutela, permettendogli di impiccarsi. Sicuramente qualcosa non ha funzionato……
  • Già … disse Fofò mentre si lisciava i capelli fischiettando un inno militare della ex Unione Sovietica, … troveremo i responsabili della morte di questo povero ragazzo e li daremo in pasto al popolo.

Il Ministro aveva dimenticato le manifestazioni di protesta contro l’assassino di due anni prima e il tentativo quasi riuscito della folla di linciarlo; ma adesso era cambiato il vento politico e adesso che al Governo c’erano degli statisti di prim’ordine ovvero un avvocaticchio che prima campava con le nomine d’ufficio, un ex deejay tuttologo del nulla e un ex venditore di bibite, caramelle mastiche e ghiaccia menta, gli Italiani si sentivano più sicuri. Giustizia stava per essere fatta.
Fofò Uomodipocafede era andato di persona al Carcere di San Salvino dove nel giro di un paio d’ore si convinse che c’erano stati degli errori da parte delle Guardie Penitenziarie, del Dirigente Sanitario, dello Psichiatra, dell’agente di Reparto e persino del Portinaio che si trovava a 500 metri dall’accaduto.
Con provvedimento di suo pugno, come il Grande Stalin, purgò immediatamente, sospendendoli dal servizio, il Comandante delle Guardie Penitenziarie e alcuni agenti in servizio. Erano loro i colpevoli del suicidio di quel povero giovane stupratore.
Le salme delle bambine violentate si rivoltarono nella tomba …

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