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Lodi, droga e corruzione in carcere: interrogato l’agente penitenziario infedele

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Ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Isabella Ciriaco, che nelle prossime ore si esprimerà, decidendo se confermare o meno la detenzione in carcere.

L’agente penitenziario del carcere di Lodi di 43 anni è stato interrogato ieri nel carcere milanese di San Vittore dove è stato rinchiuso martedì con l’accusa di traffico di stupefacenti e corruzione.

Secondo la procura di Lodi, l’agente avrebbe aiutato, in collaborazione con un’infermiera del carcere della Cagnola, cinque detenuti portando nelle celle della struttura telefoni cellulari, droga e sim card.

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I due, in cambio dei favori, prendevano mazzette attraverso intermediari amici o parenti dei detenuti.

il questore Giovanni Di Teodoro il procuratore capo di Loci Domenico Chiaro e il capo della Mobile Alessandro Battista

L’operazione della squadra mobile della questura di Lodi ha portato a 19 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Lodi, dei quali 16 in carcere e due ai domiciliari. Il rapporto fra i cinque detenuti e i due pubblici ufficiali andava avanti almeno dallo scorso anno. In sette mesi di indagine sono emersi episodi di frequenza anche settimanale: grazie a cellulari e sim card intestate a prestanome (tutti introdotti in cella grazie all’infermiera e alla guardia) i cinque riuscivano a comunicare con l’esterno, soprattutto di notte, e a organizzare l’arrivo della droga in cella. Da intermediario faceva la madre di uno di loro, in modo da evitare che i due ufficiali compiacenti potessero avere rapporti diretti con figure legate al mondo criminale.

La droga veniva consegnata in diversi punti designati di Lodi ed erano sempre loro due poi a portarla a chi aveva fatto l’ordine. In cambio dei favori riscuotevano tangenti di alcune centinaia di euro per volta e con una frequenza che poteva arrivare anche a una volta alla settimana. Il traffico è stato scoperto dopo una perquisizione di routine nell’ottobre 2017, quando all’interno di una delle celle erano stati rinvenuti alcuni grammi di hashish e un biglietto contenente istruzioni in codice alla madre di uno dei carcerati.

Fonte: ilgiorno.it

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