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Oggi i funerali agente della polizia penitenziaria suicida a San Gimignano

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 Dopo il nulla osta concesso dagli organi giudiziari, è giunta nel pomeriggio di ieri la salma del giovane agente scelto della polizia penitenziaria Vitantonio Morani 30enne, che domenica scorsa al termine del turno di lavoro, nel parcheggio adiacente il carcere di San Gimignano, si è tolto la vita sparandosi con l’arma che aveva in dotazione.
Nel pomeriggio di oggi alle ore 16 presso la Chiesa S. Francesco a Japigia di Bari  si svolgeranno i funerali.
“Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano”, commenta Capece.
“L’uomo, un Agente Scelto sui 30 anni, si è sparato nella macchina, premurandosi però di chiudere prima le porte con le sicure. Siamo sconvolti. Sono ancora oscure le cause che hanno portato l’uomo al tragico gesto, ma se è importante evitare strumentalizzazioni è fondamentale e necessario è comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere dal poliziotto. Non può essere sottaciuto ma deve anzi seriamente riflettere la constatazione che negli ultimi 3 anni si sono suicidati più di 55 poliziotti e dal 2000 ad oggi sono stati complessivamente più di 110, ai quali sono da aggiungere anche i suicidi di un direttore di istituto (Armida Miserere, nel 2003 a
Sulmona) e di un dirigente generale (Paolino Quattrone, nel 2010 a Cosenza). Quel che è certo è che sui temi del benessere lavorativo dei poliziotti penitenziari l’Amministrazione Penitenziaria continua ad essere in grave affanno e in colpevole ritardo, senza alcuna iniziativa concreta.
I poliziotti continuano a suicidarsi, l’Amministrazione Penitenziaria non mette in campo alcuna concreta iniziativa per contrastare il disagio lavorativo e dare un sostegno a chi è in prima linea
nelle carceri”.
Il pensiero del SAPPE va “ai familiari, agli amici e ai colleghi del nostro collega. A loro va il nostro pensiero e la nostra vicinanza”, prosegue Capece, che però ha dure parole verso i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria: “Questo di San Gimignano è l’ennesimo suicidio di un poliziotto penitenziario ma l’Amministrazione Penitenziaria continua a
non fare nulla di concreto per contrastare il disagio psicologico dei poliziotti, anche se non è direttamente collegato col servizio”, conclude. “Questo aiuta a capire quali evidentemente siano le priorità per l’Amministrazione Penitenziaria.
Non il fatto che contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, compresi i numerosi suicidi di appartenenti al Corpo di
Polizia Penitenziaria, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati proprio dal DAP…”.

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