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Altra incredibile follia della Amministrazione: camorrista ergastolano in cattedra alla scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo.

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La presenza alla Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte di un detenuto ergastolano, ex boss della Camorra in permesso e con “fine pena mai”, per partecipare a una rappresentazione teatrale e poi a un incontro con gli agenti che frequentano il corso di formazione indigna il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

La partecipazione di Cosimo Rega,  40 anni di condanna già scontati e 3 omicidi alle spalle, ergastolano al carcere di Rebibbia non è stata presa bene dal sindacato“E’ inammissibile, inaccettabile, intollerabile ed insopportabile che un camorrista ergastolano, con “fine pena mai”, in permesso per rappresentare una piece teatrale, condannato e quindi ritenuto colpevole di diversi gravissimi fatti di sangue, si sia potuto sedere oggi nell’Aula Magna della Scuola di Polizia Penitenziaria per parlare alle oltre 300 ragazze ed ragazzi che stanno frequentando il corso di formazione di Agente di Polizia Penitenziaria, magari per discutere del sistema penitenziario e dell’esecuzione penale: una decisione gravissima che non può rimanere senza conseguenze per chi ha consentito tutto ciò”, denuncia il segretario generale del Sappe Donato Capece.

E Capece: “Pensavamo di aver già visto il peggio quando il Ministro della Giustizia Andrea Orlando coinvolse Adriano Sofri, il leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere (ma da tempo in libertà) quale mandante dell’omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi avvenuto a Milano nel 1972, tra gli ‘esperti’ chiamati dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando per riformare il sistema penitenziario italiano, incarico rigettato dopo la denuncia e le proteste del Sappe”.“Questa è gente, che per il loro passato e per le pesanti responsabilità che ha avuto e che ancora ha, anche moralmente, dovrebbe essere espunta dal contesto sociale e men che meno dovrebbe avvicinarsi alle Istituzioni che hanno combattuto con le armi in pugno. E’ stato un errore invitarlo, così come è un errore coinvolgere questi soggetti in ogni progetto di ripensamento del carcere”.

“Ma oggi vedo che si continua a calpestare il senso dello Stato e delle Istituzioni, e di quella penitenziaria in particolare, continuando a coinvolgere membri di gruppi eversivi e criminali con gravi responsabilità in iniziative politiche e sociali, alla faccia dei Caduti e dei Loro familiari. Lo trovo semplicemente sbagliato ed offensivo” conclude il segretario del Sappe.

Fonte:igv.it

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