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Antonino Speziale l''omicida del Poliziotto Filippo Raciti trovato con un cellulare in carcere

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Il carcere di Favignana ancora al centro di un grave episodio . Dopo l’evasione qualche settimana addietro di tre pericolosi detenuti, catturati dai Carabinieri cinque giorni dopo la clamorosa fuga, adesso un detenuto è stato trovato in possesso di uno smartphone . L’ episodio risale a giovedì scorso e a darne notizia con una nota è stato il sindacato della Polizia Penitenziaria Sappe. Il detenuto trovato col cellulare è Antonino Speziale il ventisettenne catanese in carcere per scontare una sentenza di condanna a otto anni. per l’omicidio del poliziotto Filippo Raciti avvenuto nel febbraio del 2007 prima del derby di calcio tra il Catania e il Palermo. Per Speziale, la cui condanna è definitiva dal 2012, si tratta dell’ennesima violazione ai regolamenti carcerari, anche nelle strutture penitenziarie dove è stato detenuto, ad Agrigento e Trapani si è reso responsabile di gravi episodi , nei rapporti della Polizia Penitenziaria è stato indicato come “un vero e proprio bullo”. 

“Nella tarda serata di giovedì il detenuto chiedeva di andare in infermeria perché stava male – spiega Lillo Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sappe – Veniva accompagnato dall’Agente di servizio per le cure dovute , ma, con la scusa di chiedere un po’ di farina che lui aveva terminato, chiedeva di avvinarsi ad un’altra cella, occupati da quattro ristretti. L’Agente di Polizia Penitenziaria, con grande attenzione, si è però insospettito ed infatti, dopo aver controllato il barattolo con l’Assistente Capo incaricato di curare la sorveglianza generale del penitenziario, rinvenivano all’interno un telefono cellulare perfettamente funzionante’’. 

La Procura di Trapani ha aperto una indagine per accertare chi ha introdotto il cellulare in carcere, nascondendolo in quel barattolo dove Speziale si apprestava a recuperarlo. Il Sappe intanto è tornato a denunciare la vulnerabilità della sicurezza nei carceri, anche in quello di Favignana che seppure relativamente nuovo presenta forti carenze. Quando ci fu l’evasione dei tre detenuti si scoprì per esempio il mancato funzionamento della video sorveglianza. Ora il Sappe invoca sistemi in grado di schermare i penitenziari italiani ed “ha rinnovato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo”.

lastampa.it

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