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Barcellona PG: anche i medici penitenziari contro il DAP

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La situazione in cui versa il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, ex OPG, è arrivata al limite della decenza civile ed istituzionale, della sostenibilità, della stessa dignità di coloro che si ritrovano ad esservi detenuti e coloro che vi lavorano, come penitenzieri e come medici.

A suonare il campanello d’allarme è ancora una volta la Segreteria regionale della FIMMG settore Polizia Penitenziaria, che definisce “abominevole” la condotta dell’Amministrazione Penitenziaria regionale che con scelte incomprensibili sta riportando logiche manicomiali all’interno dell’istituto di Barcellona.

La situazione appare davvero fuori controllo, con un numero eccessivo di detenuti, ben oltre il limite massimo di posti del carcere barcellonese, dato che se messo a confronto con il numero esiguo di personale impiegato, rende bene l’idea del perché gli episodi di violenza all’interno del carcere stiano aumentando.

Come ricorda la stessa FIMMG, diversi medici sono rimasti vittime di aggressioni, ma cresce anche il numero di episodi di autolesionismo tra i detenuti, nonché i suicidi, ben due solo nell’ultimo mese con la morte di qualche giorno fa di un ragazzo di trent’anni.

La FIMMG Polizia Penitenziaria, all’interno di una nota denuncia il silenzio delle istituzioni sulle condizioni del carcere barcellonese, ma anche le colpe della politica che continua sulla strada di scelte scellerate. In una nota della Federazione si legge:

“Questa segreteria aveva già lamentato le gravi criticità ed annunciato lo stato di agitazione per le scelte operate dal precedente governo regionale (giunta Crocetta) e dall’Assessore Gucciardi in particolare. Infatti contro il parere degli esperti di questa rappresentanza dei lavoratori sono state emanate direttive che, nel mese di agosto 2016, hanno decapitato il corpo sanitario dell’Istituto determinando molte criticità tra le quali l’avvicendarsi continuo, ogni 6 mesi, del personale medico deputato a garantire la copertura del servizio h24.

Si deve dare atto che grande sforzo è stato profuso dalla Direzione Generale della ASP Messina, che con risorse proprie, ha cercato di far fronte alle molte esigenze dell’istituzione penitenziaria barcellonese, pur dovendosi attenere alle disposizioni e direttive emanate dal precedente Assessore e dal suo staff. Grave è la posizione dell’Amministrazione Penitenziaria Regionale che non ha mai coinvolto la Direzione Generale dell’azienda territoriale nella definizione degli ambiti e delle capienze in modo tale da poter avviare un percorso di programmazione.

In ultimo, addirittura, ha respinto la richiesta dell’Area Sanitaria di bloccare temporaneamente l’invio di detenuti con problematiche psichiatriche, al fine di rivedere il modello organizzativo e definire gli ambiti detentivi da assegnare alla ATSM oltreché procedere alla definizione del numero dei posti letti. In spregio ad ogni logica di collaborazione, con fare autoritario, lo specifico ufficio palermitano – non curante del richiamo alla responsabilità – ha attuato invece l’immediata assegnazione di un soggetto ed ha annunciato la assegnazione di altri detenuti prevedendo la possibilità di ulteriore incremento di ancora 30 unità”.

La struttura di Barcellona può accogliere massimo 270/300 unità, ma questo dato non ha impedito al DAP di continuare le assegnazioni arrivando a sfiorare i 400 detenuti. Un sovraffollamento che rende pericola la convivenza e ciclopica l’impresa dei medici.

Il nuovo Governo regionale, l’assessore al ramo, dovranno intervenire sulla vicenda facendosi affiancare da un pool di esperti, questo è l’augurio della FIMMG Polizia Penitenziaria. Un intervento nel senso di garantire sicurezza, assistenza sanitaria e umane condizioni di detenzione sono necessità la cui soddisfazione in Sicilia non è più procrastinabile, perché il problema non riguarda solo Barcellona Pozzo di Gotto, ma l’intero sistema carcerario regionale.

 

fonte: lecodelsud.it

 

 

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