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Blitz in carcere: perquisite celle e detenuti per cercare droga e telefonini sospetti

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Dopo una mattinata di perquisizioni nel carcere di via Cavour gli inquirenti hanno rinvenuto "materiale di interesse investigativo". Il blitz, scattata all’alba del 17 aprile, si è reso necessario dopo il ritrovamento, avvenuto nei giorni scorsi da parte degli agenti della Polizia Penitenziaria, di sostanze stupefacenti e cellulari ’sospetti’ sequestrati ad alcuni detenuti. Centocinquanta poliziotti provenienti anche da Isernia, Termoli e dalle questure di Napoli e Pescara, hanno fatto irruzione nella casa circondariale all’alba per controllare gli ospiti reclusi. Utilizzate anche unità cinofile e un elicottero che ha sorvolato la struttura monitorando dall’alto.

In più di una occasione nel carcere di Campobasso è stata rinvenuta droga. Chi ce l’ha portata e come sia riuscito a superare i controlli senza farsi beccare è quello che stanno cercando di capire gli investigatori. 

All’alba di oggi, 17 aprile, una vasta operazione di polizia ha impiegato centinaia di agenti, cani della Finanza e persino un elicottero che dall’alto guardava e registrava eventuali lanci di oggetti dalle finestre delle celle in cui sono detenute circa 150 persone. Al termine dell’operazione dalla Procura di Campobasso che ha firmato il mandato di perquisizione il pm Nicola D’Agelo scrive solo che «è stato rinvenuto materiale di interesse investigativo». Materiale che non poteva essere introdotto in carcere. 
Trapela ancora poco dall’indagine che ha messo sottosopra "tutti gli ambienti ritenuti di interesse al fine di acquisire elementi di riscontro all’attività investigativa in corso oltre che a verificare l’introduzione all’interno della casa circondariale di sostanze stupefacenti o altro materiale non consentito". 

 

 

La città s’interroga: il rumore dell’elicottero che volava a bassa quota, le auto della polizia, partite dalla questura di via Tiberio e parcheggiate tra corso Bucci, via Cavour e via Herculanea, hanno svegliata così Campobasso. 
A far scattare l’operazione sarebbero state le segnalazioni partite proprio dagli agenti della penitenziaria che avrebbero sequestro degli smartphone sospetti in possesso di alcuni detenuti

Da qui sarebbe scattata la segnalazione all’Autorità giudiziaria e quindi la firma della Procura che ha spedito la "task force" in carcere. Sono arrivati anche da Isernia, Termoli, Napoli e Pescara i poliziotti alla ricerca di droga nascosta nelle intercapedini delle celle, dentro i bagni, dietro i termosifoni dei corridoi ma anche nei telefonini.

Casi simili del resto ci sono stati: a Bergamo, per esempio, gli agenti hanno ritrovato un cellulare imbottito di droga in un pacco di brioche destinato a un detenuto.

 

 Quello dei telefonini arrivati illegalmente in carcere è un fenomeno che sta allarmando le autorità. Tanto che le preoccupazioni palesate per quello che negli ultimi tempi è accaduto un po’ ovunque (recentemente anche a Larino), trovano fondamento nei dati forniti dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. 

 

In tutto il 2017 è di 337 il numero totale di cellulari e sim ritrovati nei 190 istituti italiani. Quasi due per ogni carcere. Con un aumento del 58,22 per cento rispetto al 2016 (quando i cellulari e/o sim rinvenuti furono 213).

 

"L’intera operazione – leggiamo nella nota del Procuratore D’Angelo – si inserisce nel contesto dell’attività di contrasto alla diffusione dallo spaccio delle sostanze stupefacenti cui questa Procura della Repubblica pone massima attenzione". 

Fonte: primonumero.it

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