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Bye, bye Santi Consolo … almeno potevi evitarci il saluto di commiato

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Da pochi giorni c’è stato il cambio al vertice del DAP, cosa ci riserverà il destino non lo sappiamo, purtroppo però sono  sotto gli occhi di tutti le macerie lasciate dalla superficiale gestione precedente.

Possiamo dire, con fatti alla mano, che i danni compiuti dal vertice del DAP,  ( Presidente SANTI CONSOLO, dottor BUFFA e, perché no, dottor DI GREGORIO)  in accordo con il  più deleterio (per noi) Ministro della Giustizia (ORLANDO)  sulle carceri Italiane, a partire dalle piante organiche, sono stati peggio di quelli causati daù una bomba atomica.

Certo i dirigenti e i funzionari radical chic, che fanno parte del cerchio magico, e  che  vivono  e lavorano da anni nelle stanze ovattate, climatizzate e con ogni confort di Largo Luigi Daga, potrebbero  inorridire nel leggere le  nostre affermazioni, poiché la loro realtà è totalmente distorta  da non avere cognizione di cosa  sia un carcere.

Questa situazione del DAP ci ricorda molto l’epilogo della rivoluzione francese quando il popolo affamato elemosinava il pane per mangiare  e Maria Antonietta (capo DAP) si chiedeva perché i suoi sudditi non mangiassero le brioches.

Eppure basterebbe che queste persone si affacciassero un giorno qualunque, di un mese qualunque, in una qualsiasi delle carceri sparse per la nazione (senza lo squillare delle trombe , ma in maniera anonima) per capire  quale sia l’effettiva situazione.

Niente direttore o comandante sulla porta ad aspettarli con il tappeto rosso, niente picchetto d’onore, ma solo disperazione, malessere, non dei detenuti , ma …. udite, udite, dei poliziotti penitenziari.

Si caro Presidente SANTI CONSOLO quel manipolo di eroi che ha consentito e consente a Lei guarentigie di ogni genere, anche economiche, abbandonato ed umiliato dalle tante disposizioni partite  dal suo ufficio e  partorite  dal manipolo dei radical chic che per ingannare il tempo,  ogni tanto si sono inventati cose dell’altro mondo (vi ricordate per esempio dei secchi  per risparmiare l’acqua), quel manipolo di eroi silenziosi che chiede rispetto per la sua professionalità e dignità.

Non parliamo di vigilanza dinamica e nemmeno di altre cose che hanno creato tanti  disagi lavorativi  ai poliziotti  che, di contro,  sono diminuiti sempre di più, tra il disinteresse generale, nonostante le denunce sempre più forti del sindacato.

Certo saranno in tanti  in lutto  in questo momento poichè dopo la dipartita del loro amichetto (ORLANDO) stanno perdendo  l’altra  chiave di ingresso  a tutte le carceri ove hanno potuto fare di tutto e di più sulle spalle della Polizia Penitenziaria.

Chi potrà ora consolare Santa BERNARDINI madre della “maria” che, insieme ai suoi amichetti radicali, sognava di piantare la cannabis negli orti all’interno delle carceri (a partire da Taranto); chissà come piangeranno i responsabili delle varie associazioni, quali  ANTIGONE, NESSUNO TOCCHI CAINO  ecc.ecc., molto in voga presso mass media e certe aree politiche,  che nei fatti sono diventati i primi interlocutori (quasi in egemonia) della politica penitenziaria, a discapito dei sindacati che sono costituzionalmente preposti a garanzia dei diritti dei lavoratori.

Tutto questo, dimenticando “volutamente” quei poveri derelitti che sono i poliziotti penitenziari poiché non avendo sponsor politici o amici tra i mass media,   non fanno gola a nessuno, per cui possono anche soffrire, essere sottoposti a turni massacranti, prendere schiaffi e cazzotti dai detenuti.

Si perché la gestione del precedente Capo del DAP segna un record storico e  cioè il maggior numero di aggressioni  e ferimento con  ricovero in ospedale di poliziotti penitenziari da quando sono nate le carceri.

E’ un bollettino di guerra che purtroppo non si fermerà tanto presto poiché la distruzione della sicurezza nelle carceri ha dato potere  ai detenuti che si sentono ormai i  padroni.

Chi scrive  ricorda un episodio emblematico che mette in risalto il “grande” interesse del capo del Dap alle questioni attinenti le carceri e la loro sicurezza.

Ciò avvenne  in occasione di un consiglio nazionale sull’ordine e la sicurezza pubblica che si celebro’ in prefettura a Foggia.

Quel giorno c’erano tutti i Capi delle forze dell’ordine e il Ministro degli interni Minniti che decise l’invio di centinaia di uomini delle forze dell’ordine  a Foggia, a seguito di gravissimi episodi  di violenza.

Logica vorrebbe che, a fronte di una dura e possente  azione di repressione dello Stato,  ci si preoccupi anche delle condizioni del carcere, se non altro perchè dovrebbe gestire le conseguenze di tali azioni.

Bene il Capo del DAP non si scompose nemmeno per un momento, finita la festa ritornò nel fortino romano, non ritenendo utile e nemmeno necessario verificare le condizioni del carcere foggiano con una visita e nemmeno disponendo il benchè minimo incremento di personale per il penitenziario del capoluogo che, già in quel periodo, viveva una situazione drammatica riferita al sovraffollamento ed alla carenza di poliziotti.

Sicuramente un bilancio molto lusinghiero se visto dalla parte dei detenuti con iniziative e concessioni, anche ridicole e strampalate di tutti i generi, che non sono nemmeno servite a tenerli più tranquilli, ma solo come passerelle mediatiche; mentre nel contempo si è annullata del tutto la sicurezza  poiché  si sono ridotte le carceri  non più in luoghi di pena, ma posti dove il poliziotto in virtù del disegno evangelico di  LARGO DAGA, deve porgere sempre e comunque l’altra guancia ai cazzotti e agli schiaffi dei detenuti.

Potremmo continuare per molto ancora, ma penso che si sia capito quanto ringraziamo il Presidente SANTI CONSOLO  per quello che ha – purtroppo – fatto ai DANNI della  Polizia Penitenziaria, per cui avremmo preferito  che nel suo commiato avesse  ringraziato i suoi “stretti collaboratori” (che speriamo vengano presto messi  in grado di non nuocere più), le varie associazioni  che si battono per i diritti dei detenuti, nonché Santa BERNARDINI  madre  della ”maria”, ma avesse IGNORATO del tutto  la POLIZIA PENITENZIARIA,  poiché  il SUO  pensiero  per chi ha sofferto e soffre per quello che ha fatto in questi anni, è stato  una ulteriore INACCETTABILE BEFFA ed un ulteriore SCHIAFFO che i poliziotti non meritavano.

Speriamo a mai più rivederci …

 

 

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