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Cacciati dalla sede centrale torneranno a lavorare in periferia, ma nel frattempo …

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Re – Vieni subito nelle mie stanze e porta quella nuova invenzione, il pallottoliere.

Giullare – Eccomi! Sempre pronto per voi Maestà, ma a cosa devo il piacere di servirvi e a che serve il pallottoliere?

Re – L’Imperatore s’è fatto convincere che se caccia via i gendarmi dal Palazzo, gli altri gendarmi sparsi per le miniere gli saranno riconoscenti quando sarà tempo del prossimo raccolto.

Giullare – Ma i gendarmi delle miniere non lavorano la terra. Non possono dargli maggiore raccolto.

Re – Voti. Stiamo parlando di voti.

Giullare – Ma l’Imperatore non viene scelto con i voti.

Re – I tempi cambiano.

Giullare – Se lo dite voi … e chi gli avrebbe messo in testa una simile idea?

Re – Gliel’ho detto io stesso e i miei vassalli e i miei valvassori e i miei valvassini. Financo qualche gendarme di Palazzo.

Giullare – Allora avete fatto bene Maestà. Voi non sbagliate mai.

Re – Si, lo so, ma ora i conti non tornano.

Giullare – Ora abbiamo il pallottoliere. Da dove partiamo?

Re – Dunque, l’Imperatore mi ha ordinato di cacciare 100 gendarmi da Palazzo.

Giullare – Così ne rimarrebbero altri 100.

Re – Fino a qui ci arrivavo anche io senza il pallottoliere …

Giullare – Come siete intelligente Sire. Quindi posso tornare a riposare?

Re – No. Ci sono problemi che non avevo previsto. Non riesco a cacciarne 100.

Giullare – Possibile? Di quanti riuscite a liberarvi Vostra Grazia?

Re – Uno, forse due.

Giullare –  Un po’ pochini … come mai?

Re – Te l’ho già detto. I tempi cambiano. Ora pure i gendarmi conoscono le leggi e ne pretendono il rispetto. Cosicché riesco a buttarne fuori solo uno.

Giullare – E dove andrà?

Re – Tornerà alla sua sede di origine, nel monastero e prenderà il posto di due che sono distaccati lì ma che avevano la sede nelle officine …

Giullare – E quindi?

Re – E quindi i due delle officine prederanno il posto dei quattro che lavoravano dal maniscalco che cacceranno gli otto che dovranno tornare nei panifici che scalzeranno i sedici addetti alle concerie …

Giullare – Non si preoccupi Maestà, sto tenendo i conti con il pallottoliere.

Re – … e i sessantaquattro e i centoventotto, i duecentocinquantasei e così via fino ad arrivare agli ottomila che mancavano nelle miniere.

Giullare – Ma allora aveva ragione l’Imperatore. Così risolviamo il problema delle miniere e diventiamo tutti più ricchi!

Re – Così ci avevano suggerito i vassalli e i consiglieri dell’Imperatore, ma nel frattempo, con l’altra mano, l’Imperatore ha firmato un altro editto che dimezza i posti nelle miniere e quindi dalle miniere dovrò cacciare migliaia di gendarmi che torneranno all’indietro …

Giullare – Maestà, i conti del pallottoliere dicono che in questo modo a Palazzo torneranno più gendarmi di quanti ne riuscireste a cacciare.

Re – Maledetto pallottoliere, maledette leggi, maledetti consiglieri.

Giullare – Tenga Sire.

Re – Una fetta di panettone? Ma non è ancora Natale!

Giullare – Intanto ne assaggi una, non si sa mai …

Re – E all’Imperatore che gli dico?

Giullare – Non si preoccupi mio Signore. Se continua a seguire i consigli dei suoi fidati, l’Imperatore avrà altro a cui pensare.

 

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