<

Carcere di Taranto: interrogazione parlamentare su organico Polizia Penitenziaria, aggressioni dei detenuti

0
Share.

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18361
presentato da
CHIARELLI Gianfranco Giovanni
testo di
Lunedì 6 novembre 2017, seduta n. 881

CHIARELLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

in data 6 aprile 2016, nella seduta n. 603, l'interrogante depositava interpellanza n. 2-01334 avente ad oggetto l'emergenza del carcere di Taranto, con la quale si denunciavano le molteplici criticità presenti all'interno dell'istituto di pena, correlate essenzialmente al sovrannumero di detenuti e alla significativa carenza di personale penitenziario;

la situazione nel carcere di Taranto, nel frattempo continua ad aggravarsi, con il reiterarsi di numerosi episodi di violenza tra detenuti e nei confronti della polizia penitenziaria;

il perdurare dell'attuale stato di cose lascia ipotizzare non solo che quanto accaduto negli ultimi tempi, e anche nei giorni scorsi, possa ripetersi, ma che si possa assistere ad un ulteriore escalation con grave rischio per tutta la popolazione carceraria, detenuti e personale;

in data 5 ottobre 2016 l'agenzia ANSA diffondeva la seguente nota: «Una quarantina di poliziotti penitenziari che vivono a Taranto con le loro famiglie, dopo aver girovagato per le carceri della nazione, domani chiederà di andare via dal carcere del capoluogo ionico». Lo annuncia Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), precisando che «le motivazioni di tale estremo gesto di protesta sono riconducibili alla impossibilità di lavorare più volte denunciate e rappresentate con manifestazioni di protesta davanti al carcere, con scioperi della fame, con autoconsegna e finanche con incontri dal prefetto e dal sindaco di Taranto». La carenza «di personale di Taranto (oltre 60 unità) – sostiene Pilagatti – è arrivata a livelli così drammatici che costringe i poliziotti a carichi di lavoro sovrumani e non più tollerabili, e con eventi critici (aggressioni, minacce anche di morte) che avvengono ormai con cadenza giornaliera». Soprattutto «nelle ore pomeridiane e notturne – osserva il segretario del Sappe – il carcere di Taranto è pressoché sguarnito nonostante la presenza di circa 500 detenuti, e le poche unità in servizio devono preoccuparsi di più sezioni detentive contemporaneamente (200 detenuti) in cui sono presenti detenuti con gravi patologie croniche, problemi psichiatrici, di droga, che rendono ancora più problematico un lavoro già tanto difficile». La protesta «dei lavoratori di Taranto – conclude Pilagatti – sarà seguita anche dai poliziotti di Lecce che da settimane sono in stato di agitazione, sempre a causa della grave carenza di organico (quasi 150 unità) che diverrà sempre più pesante con l'imminente apertura di una sezione per detenuti con problemi psichiatrici»;

quanto denunciato dal sindacato Sappe, più volte reso pubblico dai mezzi di comunicazione, è confermato sulla base di recenti visite al carcere di Taranto di parlamentari ionici, e dalla verifica quotidiana che l'interrogante ha modo di effettuare nell'ambito dell'attività professionale forense –:

se siano a conoscenza delle criticità esposte e delle azioni che il sindacato intende promuovere, con ogni prevedibile conseguenza;

se si ritenga di adottare iniziative di urgenza, inviando con immediatezza a Taranto il personale necessario a completare l'organico;

se si ritenga di affrontare, in generale, il problema del sovraffollamento delle carceri attraverso iniziative straordinarie, soprattutto in caso di carcerazione cautelare, quali l'impiego del braccialetto elettronico, salva l'adozione di più utili provvedimenti straordinari di clemenza. 
(4-18361)

About Author

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WhatsApp Ricevi news su WhatsApp