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Dopo aver depotenziato il regime detentivo, ora si vogliono metter fuori altri detenuti

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Sicuramente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando sarà ricordato come il responsabile, unitamente ai vertici dell’amministrazione penitenziaria, del depotenziamento delle carceri italiane, dove i livelli minimi di sicurezza sono scesi a livelli praticamente uguali allo zero.

Se un giorno di questi dovesse accadere un evasione di massa dei detenuti da uno dei 200 penitenziari della penisola non ci stupiremmo più di tanto, poiché le carceri sono state completamente sguarnite di poliziotti, al punto che  in molte ore della giornata sono completamente in mano alla popolazione detenuta, senza nemmeno la vigilanza esterna poiché anche le mura di cinta  sono   sguarnite.

Tutto ciò a seguito:

1 della “vigilanza dinamica” che di fatto rende padroni delle sezioni detentive i detenuti i quali oziando tutta la giornata fanno quello che vogliono prevaricando anche sui più deboli;

2 della riduzione degli organici della Polizia Penitenziaria imposta dalla sera alla mattina  dai  i vertici del DAP che per ingraziarsi il Ministro,  hanno deciso che il personale era troppo, nonostante le proteste, gli allarmi, i fatti cruenti, le aggressione e quant’altro avviene giornalmente nelle carceri pugliesi e nazionali. Ma se gli agenti penitenziari sono  troppi perché continuano ad assumere  sprecando  peraltro milioni  di ore di lavoro straordinario?;

3 della chiusura dei manicomi giudiziari, per cui  il 99% dei pazzi vive tranquillamente con gli altri detenuti nelle sezioni detentive creando scompiglio e molto peggio, considerato  che Marino e Corleone  dopo averli fatti chiuder, se ne sono lavati le mani, lasciando la patata bollente  sulle spalle dei poliziotti penitenziari, con una assistenza psichiatrica assolutamente insufficiente.

Inoltre, non contenti di ciò, hanno regalato tanti soldi ai detenuti che lavorano all’interno delle carceri portando i loro compensi ai livelli dei poliziotti ed in alcuni casi anche di più, mentre fuori la povertà colpisce sempre di più le persone oneste. 

Purtroppo quello che avviene nelle carceri italiane non interessa nessuno, mentre si sprechano centinaia di fogli di giornale e ore di telegiornali per “grandi fratelli” ed amenità varie.

Se un giorno ci troveremo di fronte ad eventi di dimensioni catastrofiche la colpa sarà anche dei massmedia  che non raccontano la drammaticità della situazione, ma offrono paginate ai vertici del DAP dove vengono raccontate situazioni che nulla hanno a che vedere con la realtà carceraria.

Diciamo ciò con cognizione di causa, poiché basta leggere la cronaca giornaliera dei tanti quotidiani locali, gli unici che parlano di gravissimi eventi che accadono nelle nostre patrie galere tra l’indifferenza del DAP e del Ministro.

Negli ultimi tempi almeno una cinquantina di poliziotti  in servizio presso le carceri pugliesi sono stati costretti a ricorrere  alle cure del pronto soccorso a seguito di aggressioni di detenuti.

Ormai è diventata una regola che nelle ore pomeridiane e notturne le carceri pugliesi da Foggia a Taranto, da Bari a Turi ecc.ecc.,  siano sguarnite, con i poliziotti che devono occupare due , tre, quattro  posti di servizio contemporaneamente.

La cosa assurda è che i detenuti conoscono molto bene la situazione, mentre i responsabili delle forze dell’ordine sconoscono tutto ciò, poiché i vertici  delle carceri non sempre  segnalano  tali emergenze  agli organi  preposti quali Prefetti e Questori.

Non contento di ciò, il Ministro Orlando, nonostante non abbia più alcuna  legittimità operativa, sta facendo di tutto per rendere esecutivo il nuovo ordinamento penitenziario voluto dai radical chic, da una certa stampa politicizzata,  da  associazioni varie, per finire ai radicali.

Tra le misure che sicuramente faranno più danni  vi è quella per cui chi prende una pena fino  ai 4 anni non va più in galera,  ma alle misure alternative al carcere.

La scusa più in voga  è che c’è da rispettare  la Costituzione, il reinserimento, il fatto che chi va alle misure alternative può essere  "recuperato” meglio.

Per avallare  tutto ciò vengono snocciolate statistiche e quant’altro dalle varie associazioni, dai vari garanti dei detenuti, ecc.ecc.

Secondo il SAPPE , Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, questo è tutto un imbroglio, perchè questa  gente  una volta fuori può fare quello che vuole,  grazie a controlli quasi inesistenti entrando nelle statistiche solo quando vengono pizzicati.

Considerato che in Italia la stragrande maggioranza dei reati rimangono impuniti, si può tranquillamente affermare che moltissimi dei delinquenti  a cui vengono concesse le misure alternative al carcere,  possono  continuare a fare  i loro sporchi affari, tanto la possibilità di essere scoperta è  di una su un milione.

Il nostro ragionamento, a differenza di chi usa le statistiche  per “ sviare   i cittadini”, si basa su fatti concreti.

Nel 2017, per esempio,  in totale sono stati affidate alle misure alternative al carcere quasi 50.000 persone (47.695, fonte Ministero Giustizia)  per circa  un migliaio di  assistenti sociali a controllarli.

Prendiamo per esempio la Puglia,  che tutto sommato non è la regione che sta peggio, nel cui territorio operano non  più di un centinaio  operatori sociali che nel 2016 dovevano  controllare la posizione lavorativa esterna di  quasi 7000 persone (detenuti) … 1 ogni 70.

Ci dica il Ministro Orlando , il Garante dei detenuti, e tutti i radical chic, che tipo di controllo si può fare con questi numeri?

Quale sicurezza  si può garantire alle persone perbene ?

Qualora diventi esecutiva la “genialata” del Ministro e compagni,  quanti nuovi delinquenti invaderanno i territori italiani?

Con quali strumenti questi signori vorranno controllare questa enorme massa di delinquenti che, dopo aver commesso reati  anche  orribili, si troveranno di nuovo completamente liberi, con licenza  di rovinare un numero inimmaginabile di persone?

Non è un caso che l’Italia sia diventata il bengodi dei malavitosi, poiché come Attila possono razziare come e quando vogliono alle spalle delle forze di polizia quando sono fuori, e della Polizia Penitenziaria quando vengono arrestati, poiché in questo paese sembra che la COSTITUZIONE valga solo per i delinquenti.

Nessuno tocchi Caino, ma di Abele chi si preoccupa?

 

 

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