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E'' meglio scegliere a chi dare la colpa che cercare le cause del disastro penitenziario

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In Spagna, l’Homicisium era una multa di epoca medievale che dovevano pagare gli abitanti di una città quando veniva rinvenuto il corpo di una persona uccisa nel loro territorio senza che venisse trovato il colpevole.

Contestualmente all’introduzione dell’Homicisium, nacque l’usanza (e il modo di dire) dell’Echar el muerto al otro (passare il morto all’altro). In buona sostanza, quando si trovava un individuo morto si caricava di notte su un mulo o su di un carro e lo si andava a scaricare nel territorio della città più vicina, per evitare di pagare il tributo.

Inevitabilmente, il modo di dire Echar el muerto al otro (passare il morto all’altro), con il tempo, è diventato sinonimo di scaricare le colpe su qualcun altro.

Manco a dirlo che l’Echar el muerto al otro è l’usanza più praticata al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

E, spesso e volentieri, l’Otro, al Dap, è la Polizia Penitenziaria.

Il grandissimo Marcello Marchesi (uno dei più grandi umoristi di tutti i tempi) che, quasi sempre, scherzando diceva la verità, sosteneva che …è meglio andare dallo psicanalista che dal confessore perché mentre per il secondo è sempre colpa tua, per il primo è sempre colpa degli altri.

Quelli bravi, quelli che hanno studiato, parlano di “self-serving bias” per definire l’atteggiamento secondo il quale, quando le cose vanno bene è merito di se stessi e quando vanno male è colpa di qualcun altro.

Nathanael  J. Fast, assistente alla cattedra di gestione e di organizzazione presso la USC Marshall School of Business e Larissa Tiedens, docente di comportamento organizzativo presso l’Università di Stanford, hanno condotto alcuni esperimenti sulla questione, scoprendo che incolpare pubblicamente gli altri aumenta le probabilità che la pratica diventi “virale”, cioè che si diffonda a livello sistemico.

Fast aggiunge, però, che quando la pubblica accusa diventa prassi comune, i suoi effetti su una organizzazione possono essere dannosi per tutti, perchè gli individui che hanno paura di essere accusati di qualcosa diventano meno disposti a correre dei rischi, sono meno innovativi o creativi e hanno meno probabilità di imparare dai propri errori.

Secondo Fast, chiunque può diventare un “incolpatore”, ma ci sono alcuni tratti in comune. In genere, chi tende a scaricare la colpa sugli altri è una persona egoista e ha maggiori probabilità di essere narcisista, con la tendenza a sentirsi cronicamente insicura.

Tanto per fare un esempio, ecco il Comunicato del DAP immediatamente dopo l’evasione di due detenuti da Civitavecchia (e dopo l’arresto di uno dei due…).

Evasi Civitavecchia: Dap, cortili dovevano essere presidiati. Dubbi anche su tempi arrivo pattuglia. Da mesi indagini sicurezza  (ANSA) – ROMA, 1 AGO

(…el muerto al otro).

Dice l’Ufficio Stampa del Dap, sempre solerte quando si tratta di scaricare le colpe (e la coscienza) dei “Dirigenti” ministeriali e sempre assente quando si tratta di parlare delle azioni positive del Corpo:

“ I posti di servizio a garanzia della sicurezza dovevano essere tutti presidiati e i cortili passeggi dovevano essere vigilati da unità di Polizia Penitenziaria. L'impianto anti scavalcamento e video sorveglianza era funzionante e ha fatto scattare immediatamente l'allarme. Oltre ai predetti presidi di sicurezza e vigilanza era anche previsto un servizio di pattuglia con unità di Polizia Penitenziaria e armamento individuale. Da una prima ricostruzione i tempi di percorrenza della pattuglia, per raggiungere il punto di scavalcamento, dovevano essere nettamente inferiori a quelli necessari ai due evasi per scavalcare il muro di cinta. Il Dap sottolinea quindi che sono in corso accertamenti in ordine alla dinamica dell'evasione e alla ricostruzione delle connesse fasi di allontanamento dei due detenuti.”

In parole povere, secondo gli illuminati dirigenti del Dap… “ è tutta colpa dei poliziotti che non hanno fatto quello che noi (dalle nostre comode poltrone) abbiamo detto loro di fare.”

Una domanda sorge spontanea: ma se è sempre colpa degli altri a cosa servono i dirigenti al Dap?

Nessuna azione o omissione ha una conseguenza per loro?

E da domanda nasce domanda: che ci stanno a fare tutti quei dirigenti al Dap?

Io credo che chi ha la responsabilità di comandare degli uomini non può pensare a come incolpare qualcuno, deve pensare solo a rimediare al danno e a risolvere il problema.

Una delle più famose massime di Voltaire (ispiratrice di parecchi sistemi giuridici mondiali) dice:

“E’ meglio rischiare di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.”

Possibile che al Dap continuiamo ad essere per sempre condannati al Medioevo e al sistema dell’ Echar el muerto al otro?

Certamente è molto più facile trovare un capro espiatorio invece che cercare le cause del disastro…

 

 

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