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Evasione dal carcere di Favignana: interrogazione parlamentare sulle responsabilità del DAP e l''adeguamento tecnologico

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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18371
presentato da
ATTAGUILE Angelo
testo di
Lunedì 6 novembre 2017, seduta n. 881

ATTAGUILE, LO MONTE, PAGANO e MOLTENI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

purtroppo si continua ad assistere ad evasioni dal carcere da parte di detenuti. L'ultima, in ordine di tempo, e la più «pericolosa» è quella avvenuta al carcere di Favignana di tre detenuti, e precisamente l'ergastolano Adriano Avolese e di altri due detenuti Giuseppe Scardino e Massimo Mangione, trasferiti, questi ultimi due, nel carcere di massima sicurezza di Favignana proprio perché avevano già tentato un'evasione da un'altra casa di reclusione;

come indicato dal quotidiano «Libero» (liberoquotidiano.it) del 29 ottobre nel 2017 «… oltre a fughe in senso stretto dalle carceri, vanno conteggiate 17 evasioni da permessi premio, 11 da lavoro esterno, 11 da semilibertà e 21 mancati rientri»;

come si comprende dai quotidiani, nello specifico dalla testata on-line repubblica.it (palermo.repubblica.it) del 29 ottobre 2017, gli evasi «… hanno segato le sbarre e sono fuggiti. Alle 24, nell'ultima ronda durante la quale si effettua solo la ronda, i quattro detenuti dormivano. Alle 3,30 la ronda notturna si è accorta di quanto accaduto … . “Alle 16 di venerdì quelle sbarre erano integre, lo giuro”, ha detto agli investigatori il poliziotto penitenziario che aveva sbattuto il ferro sulle sbarre per verificare eventuali tentativi di evasione»;

si apprende che il sistema di videosorveglianza del carcere di Favignana non era funzionante e quindi non è possibile nemmeno visionare le immagini dell'evasione; è alquanto preoccupante che in un carcere di massima sicurezza l'impianto fosse malfunzionante;

inoltre, si evince dagli articoli indicati che il personale di polizia penitenziaria in servizio effettivo è di 63 unità per 46 detenuti, ma nella notte tra venerdì e sabato al momento dell'evasione, avvenuta pare, come detto alle 2.30, in tutto l'istituto c'erano solo tre agenti: uno alla sorveglianza generale, uno in sala di regia ed un altro tra il primo ed il secondo piano. Non solo. La zona dove è avvenuta la fuga è praticamente al buio e come indicato più volte dai sindacati di categoria, era stato più volte segnalato di intervenire sul fronte dell'illuminazione, ma pare che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) abbia risposto che non vi fossero risorse per fare l'intervento;

di poi, si aggiunga che ai fini dell'evasione in parola ha contribuito sicuramente l'aver eliminato le sentinelle di sorveglianza dalle mura del carcere, senza dimenticare l'istituto della vigilanza dinamica che consente ai detenuti di non restare nelle celle ma di muoversi liberamente all'interno del carcere;

tutte queste gravi carenze come evidenziate confermano una mala gestio delle carceri italiane che ha provocato, e sta provocando, le evasioni, nel caso di specie dei tre detenuti Adriano Avolese, Giuseppe Scardino e Massimo Mangione, oltre a creare un grave allarme sociale l'opinione pubblica;

se il Ministro interrogato non ritenga di assumere iniziative per riportare con urgenza la sicurezza nel carcere di Favignana, anche con interventi di natura emergenziale, in primo luogo ripristinando e potenziando il sistema di videosorveglianza del carcere, in secondo luogo intervenendo sull'impianto di illuminazione affinché il carcere in questione sia «coperto» per la sua interezza o comunque nelle parti ritenute più a rischio o sensibili, ed in terzo luogo ripristinando il servizio di sentinelle di sorveglianza dalle mura del carcere, oltre a verificare eventuali responsabilità della direzione del carcere o del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che hanno consentito, nei fatti, l'evasione dei tre detenuti in parola. 
(4-18371)

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