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Evasioni, organico Polizia Penitenziaria, braccialetti elettronici, infiltrazioni mafiose in carcere: interrogazione parlamentare M5S

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Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12869
presentato da
FERRARESI Vittorio
testo di
Venerdì 1 dicembre 2017, seduta n. 895

FERRARESI, SARTI, BONAFEDE, AGOSTINELLI, BUSINAROLO, COLLETTI, GALLINELLA, TRIPIEDI, VILLAROSA, CECCONI, NESCI, GRANDE, LOREFICE e MICILLO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

il decreto del Ministero della giustizia n. 21, del 2 ottobre 2017, per effetto del decreto legislativo n. 95 del 29 maggio 2017, cosiddetta legge Madia, ha previsto un taglio lineare delle piante organiche della polizia penitenziaria a livello nazionale: da 41.335 unità nel 2013 a 37.181 unità nel 2017;

a fronte di tali numeri, le assunzioni previste nel corso dell'anno – che sono state poco più di 1.000 – non serviranno a coprire neppure i licenziamenti, mentre la dotazione dell'organico è carente di circa 9.000 poliziotti rispetto a quelli previsti da impiegare nelle carceri;

è evidente che tutto ciò porterà ad una crescita sproporzionata del lavoro straordinario e a una conseguente diminuzione della sicurezza nei luoghi di lavoro sia per i poliziotti che per i detenuti, sicurezza che già soffre di una vera e propria emergenza;

secondo quanto segnalato dai sindacati da gennaio a giugno del 2017 si sono verificate nelle carceri italiane 6 evasioni da istituti penitenziari, 17 da permessi premio e di necessità, 11 da lavoro all'esterno, 11 da semilibertà e 21 mancati rientri di internati;

sarebbe quindi necessario aggiornare i sistemi tecnologici di sorveglianza, oggi obsoleti o malfunzionanti, rivedendo i protocolli di sicurezza, anche in relazione alle infiltrazioni della criminalità organizzata;

è da scongiurare la gestione mafiosa all'interno delle carceri relativa a beni e traffico di stupefacenti, ed in particolare delle comunicazioni di detenuti pericolosi con l'esterno; indicativi sono gli esempi di Poggioreale e Bologna e le preoccupanti dichiarazioni del pentito muto;

in questo quadro anche il controllo sulle misure alternative, che il Governo vuole ampliare, risultano critiche;

risulta inoltre critica la situazione dei braccialetti elettronici, che hanno costi esorbitanti e per i quali ancora oggi le richieste di utilizzo superano di gran lunga l'offerta dei braccialetti a disposizione, che inoltre nel sistema appaiono mostrare significative falle nella gestione del controllo dei destinatari, tant'è che ricorre la cronaca di assai preoccupanti casi di evasione dagli arresti domiciliari –:

quali iniziative di competenza intendano adottare per far sì che il costo dei braccialetti elettronici in Italia sia equiparato a quello degli standard europei, che la disponibilità dei braccialetti sia adeguata e che ne sia garantita l'assoluta sicurezza;

quali iniziative di competenza intenda intraprendere per evitare nuove evasioni, anche con riferimento a quelle relative a detenuti che beneficiano di misure alternative e per garantire l'attuazione delle stesse misure senza rischio di infiltrazione malavitosa, in particolare mediante controlli preventivi e posteriori per monitorare l'applicazione delle misure citate, anche con un coordinamento interforze;

quali fondi siano attualmente disponibili e quali iniziative intenda intraprendere per ristrutturare le carceri esistenti, con particolare riferimento agli strumenti di sicurezza e di videosorveglianza ormai assenti o non funzionanti nella maggior parte delle carceri italiane, e se non sia il caso di istituire delle sale regia regionali che sostituiscano le attuali, nelle quali il singolo operatore di polizia penitenziaria è spesso impiegato anche in altri compiti;

quali iniziative intenda intraprendere per impedire le numerose infiltrazioni della criminalità organizzata all'interno delle carceri ed evitare la gestione mafiosa di stupefacenti e beni, oltre che lo scambio di messaggi dall'interno all'esterno da parte di pericolosi detenuti;

se intenda procedere ad assunzioni del personale di polizia penitenziaria, anche scorrendo le graduatorie vigenti, ed attivarsi, in base a quanto esposto in premessa nonché alle caratteristiche dei diversi istituti penitenziari italiani, per rivalutare il taglio lineare previsto dal decreto ministeriale citato, adeguando la riorganizzazione alle reali esigenze di gestione delle carceri italiane, sia per numero che per tipologia di detenuti, al fine di garantire al contempo la sicurezza delle carceri e la tutela del personale penitenziario. 
(5-12869)

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