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I Meduriani e l''occupazione del potere al DAP … l’assalto all''ultima diligenza della Polizia Penitenziaria

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L’informatica del DAP è come il sistema nervoso centrale di un essere umano, ma al dipartimento, invece di trasmettere gli ordini agli altri organi, riceve gli input da un braccio e viene trattato come fosse un’unghia incarnita.

Il motivo di questo paradosso è assai evidente: le banche dati della Polizia Penitenziaria, non devono "cadere" nelle mani della Polizia Penitenziaria … devono continuare ad essere gestite da altri, soprattutto se questi appartengono alla casta dei “Meduriani”, così da rendere più facile il "controllo" dell'apparato, piuttosto che "nelle mani" di una Forza di Polizia che risponde prima di tutto alla Legge.

Non a caso, quando si discuteva della riorganizzazione del Ministero della Giustizia, il SAPPE aveva avvertito il Capo DAP di questo pericolo, di questo scollamento con la centrale di comando e della sostanziale “neutralizzazione” di quello che allora era l’Ufficio per la gestione e lo sviluppo del sistema informativo automatizzato. Schema di decreto di riorganizzazione DAP: proposta del SAPPE sull''informatica

Ancora prima il Sappe aveva portato avanti una battaglia contro l’arrivo di un Carabiniere in pensione incaricato di gestire le banche dati della Polizia Penitenziaria, rinnovando la proposta di affidare l’incarico (in attesa dei nostri dirigenti) ad un Generale degli Agenti di Custodia (come era già avvenuto in passato), ma le proposte rimasero inascoltate anche allora.

A quel tempo, i sotto-vertici del DAP (quelli che "gestiscono" di fatto il dipartimento) obiettarono che serviva un dirigente di rango più elevato, motivando l'obiezione col fatto che la materia era troppo delicata e che nessuno della Polizia Penitenziaria aveva le competenze tecniche necessarie. Un Generale in pensione dei Carabinieri a capo della banca dati della Polizia Penitenziaria

Oggi, passata la riforma del Ministero, demansionato l’Ufficio, scollegato dal controllo del Capo del DAP, l’incarico di dirigere questo settore nevralgico dell’amministrazione penitenziaria (e lo sarà sempre di più), è stato affidato ad una persona che, non solo non ha nessuna competenza tecnica al riguardo, ma che non ha mai nemmeno diretto organizzazioni complesse, di sicuro mai così complesse come il GOM, l’NTP, l'USPEV, il SADAV o altro.

VANTAGGI E SVANTAGGI

A rimetterci è soprattutto la periferia e i “sintomi” sono individuabili a partire dalla dotazione hardware dell’informatica: la prassi è che vengano acquistati numerosi computer a livello centrale (per risparmiare) per poi essere distribuiti alle sedi periferiche, quelle che poi fanno il grosso del lavoro negli Uffici Matricola delle carceri, ma questo non avviene prima di aver rinnovato il parco computer delle stanze “vip” del DAP. Tra l’acquisto e la distribuzione in periferia, spesso, passano anni che in termini di informatica sono secoli e in questo modo chi deve materialmente lavorare, lo fa sempre con gli “scarti” e con dotazioni non aggiornate.

La distribuzione fa parte della “logistica” (che è una delle cinque branche dell'organizzazione di un Corpo militarmente organizzato, insieme all'arte operativa, alla tattica, alla strategia e all'organica), cioè quell’insieme di attività organizzative, gestionali e strategiche che in una organizzazione complessa governano i flussi dei materiali e delle relative informazioni.

Se la logistica non funziona, le aziende si bloccano e le guerre si perdono. La logistica è rifornimento, è la base su cui viaggiano le informazioni. E’ il motivo per cui, per anni, non si riusciva a capire quanto acquisto di vestiario doveva essere pianificato, con quali taglie e, soprattutto, il motivo per cui una volta acquistate le uniformi, al personale non arrivavano che taglie troppo piccole o troppo grandi, quando arrivavano. Hai un problema con il vestiario? Il problema non ti sarà risolto, ecco perché

Il sistema della pianificazione e della gestione del vestiario, per esempio, poggiava su  un’applicazione informatica gestita dall’Ufficio in questione, così come era stata realizzata un’applicazione informatica per gli UEPE, quella stessa applicazione per cui l’allora dirigente dell’Ufficio informatico è stato indagato dalla Corte dei Conti per danno erariale. Corte dei Conti indaga Dirigente del DAP: quasi due milioni di euro di danno erariale

A chi giova tutto ciò?

Di sicuro giova ad una “casta ibrida" composta da un mix di personale di Polizia Penitenziaria (sic)  e di personale del comparto ministeri … sempre quella, da decenni, insostituibile. Talmente insostituibile che anche se un singolo poliziotto o civile appartenente a questa casta vince un concorso per un altro incarico o per un’altra sede, esce dalla porta ma, alla fine, rientra sempre dalla finestra perché non c’è mai passaggio di consegne, non c’è mai ricambio.

L’amministrazione penitenziaria è, di fatto, ostaggio di una ristretta schiera di dipendenti, perlopiù anonimi, perché sconosciuti ai vertici del DAP. E non è un caso.

Negli ultimi trent’anni avete mai sentito parlare di un interpello per lavorare nell’Ufficio informatico del DAP? … Appunto. 

Ruolo tecnico, tavolo tecnico, distacchi tecnici. In questo marasma anche un Direttore Generale rischia di confondersi

Tutto deve rimanere immutabile e tutto deve rimanere gelosamente custodito.

In effetti, le banche dati della Polizia Penitenziaria sono uno scrigno che custodisce un tesoro di informazioni.

Chi ne è venuto a conoscenza e ha avuto la possibilità di “spendere” queste informazioni all’esterno, è diventato “ricco e famoso”, addirittura Capo di un altro Dipartimento. La Polizia Penitenziaria no.

Sembra quasi che la Polizia Penitenziaria, almeno fino a quando manterrà le funzioni di polizia giudiziaria, non possa e non debba poter accedere a certe informazioni. Tutto deve rimanere in mano a pochissime persone … senza alcun criterio e senza alcuna pianificazione.

Capisezione di Sezioni composte solo da sé stessi, operatori con incarichi che si accumulano di anno in anno, senza alcun criterio, ma tutti con straordinari e FESI in dotazione.

Non è affatto casuale che, nelle ultime settimane, sia “stranamente” sfumata anche l’ultima possibilità di affidare la direzione di questo settore ad un Generale degli Agenti di Custodia in servizio e non è nemmeno un caso che non si sia mai data concreta attuazione all’articolo 5, comma 2 lettera d) dell’ultimo decreto ministeriale 28 luglio 2017 che ha riorganizzato il GOM“L’Ufficio centrale provvede in particolare: … d) alla raccolta ed analisi delle informazioni necessarie all’esercizio delle sue attribuzioni, anche avvalendosi delle banche dati del sistema informativo interforze e di quelle in uso presso l’amministrazione penitenziaria, raccordandosi con i competenti uffici del Dipartimento e della Direzione generale dei sistemi informativi e automatizzati”.

Queste “resistenze” non sono nuove.

Sono le stesse strategie che, anni fa, portarono allo smantellamento della Sezione Informatica della Segreteria Generale, che  dipendeva in via esclusiva e diretta dal Capo Dap.

Quindici anni fa, allora come oggi, gli stessi problemi. In quegli anni si era di fronte ad un passaggio epocale: anche al DAP iniziavano ad essere usate le email, internet, il protocollo elettronico. La Sezione Informatica predispose e attuò il primo ed unico corso di alfabetizzazione informatica per Dirigenti e Funzionari del DAP, che poi avrebbe dovuto essere esteso anche a tutto il resto del personale, partendo da un semplice concetto: per rendere più efficace ed efficiente un’amministrazione, gli strumenti sono utili, ma è indispensabile che ci sia il personale in grado di usarli, a maggior ragione quando le nuove tecnologie offrono strumenti nuovi e in grado di mettere in contatto il cervello con ogni organo periferico, il DAP con ogni Provveditorato e con la più remota (in termini geografici) sezione di carcere in Italia.

Così come il sistema penitenziario è difficile da capire per chi non lavora dentro ad un carcere, per quanto sia una persona esperta di diritto, allo stesso modo le dinamiche che regolano il palazzo del DAP sono difficilissime da comprendere per chi non ci vive da anni. Nemmeno un Capo o un Vice Capo DAP, per quanto esperti in settori delicatissimi come l’antimafia, possono comprendere appieno le sfumature e le singole virgole del più anonimo ordine di servizio. 

Non è facile comprendere i risvolti e le implicazioni di un cambio di stanza, di uno spostamento di una singola persona e di quanto questi aspetti, apparentemente insignificanti, possano sconvolgere o confermare gli equilibri decennali che regolano il DAP. La lunga catena di complicità e connivenze di questa "normale amministrazione" penitenziaria

Prendiamo ad esempio le videoconferenze.

Ultimamente c’era da stupirsi di come i complicatissimi ingranaggi del DAP avessero reso possibile mettere in piedi un sistema utile e funzionante per collegare il centro con la periferia. Sembrava a portata di mano un vero e proprio miracolo: il Capo del DAP che può riunirsi in videoconferenza con i Provveditori e i Provveditori che potevano replicare lo stesso modello per mettersi in contatto simultaneamente con i Direttori delle carceri.

Tutto ciò è stato possibile solo grazie alla stretta collaborazione tra poche persone del centro e della periferia. Persone anonime eppure convinte di lavorare per un’amministrazione. Con questo modello e con un anonimo ordine di servizio, il miracolo ha funzionato e molto probabilmente continuerà a (quasi) funzionare anche nei prossimi mesi. Quello che è stato cambiato sono solo le virgole, a partire dal fatto che un Direttore appena nominato può sovvertire un ordine di servizio di un Direttore Generale. Cose che succedono. Cose che succedono solo nell’amministrazione penitenziaria. 

Con questo piccolo cambio di virgole, il “pericolo” è stato scampato, tutto tornerà a procedere come prima.

La casta informatica è salva, lo scollegamento tra centro e periferia rimarrà garantito, la Polizia Penitenziaria (il 90% di questa amministrazione, quella che costituisce la parte più esposta e più vilipesa) continuerà a non poter gestire le proprie banche dati che verranno protette anche dalle grinfie del GOM e, quel che è più importante, rimarranno inalterati gli equilibri gestiti dai soliti “Meduriani”Personale che tiene in ostaggio il DAP e DAP che tiene in ostaggio il Personale

Con buona pace di tutti i magistrati antimafia che vengono temporaneamente ospitati nelle stanze del Capo e del Vice Capo del DAP che continueranno a elemosinare una collaborazione da parte di una Polizia Penitenziaria che non ha gli strumenti per offrirgliela. Confessioni di un ex Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al momento della sua partenza.

 

 

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