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Il saluto del Garante nazionale dei detenuti alla Polizia Penitenziaria in occasione della Festa del Corpo

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Come ogni anno, questa ricorrenza non è soltanto festosa. È anche un momento per riflettere sul ruolo e sull’importante compito della Polizia Penitenziaria nel suo complesso e nelle sue specifiche sezioni e reparti. Un ruolo di prossimità alle persone detenute che da un lato rende i suoi componenti interpreti diretti delle difficoltà e criticità delle persone loro affidate, dall’altro assegna loro una responsabilità diretta sulla tutela dei loro diritti.

Sono certo che il Corpo è consapevole di tali responsabilità che affronta spesso in numeri limitati dei propri uomini e donne, in turni pesanti e a volte in ambienti non idonei.

Non nego che negli ultimi mesi si sia fatto molto sul piano del miglioramento delle condizioni di lavoro e anche di diffusione nella società esterna della conoscenza dell’importante ruolo affidato alle donne e agli uomini del Corpo. Credo tuttavia che ci sia ancora molto da fare e auspico che le forze politiche siano sempre pronte a impegnarsi in tal senso. Certamente lo sarà il Garante nazionale che deve istituzionalmente vigilare sul sistema nel suo complesso: di chi ha responsabilità generali e locali, di chi opera nell’ambito della privazione della libertà con vari ruoli, di chi è ristretto.

Auguro alla Polizia Penitenziaria di crescere sempre nella consapevolezza dell’importante responsabilità che l’ordinamento istituzionale le assegna, rifuggendo da ipotesi di chiusura corporativa e rivendicando nella concretezza dell’azione quotidiana la centralità della propria funzione di piena garanzia e tutela dei diritti delle persone ristrette, rispondendo al contempo al compito di tutela della sicurezza di tutti.

Con questo augurio sarò lieto di essere presente al festeggiamento annuale e le chiedo la cortesia di far partecipare al Corpo della Polizia Penitenziaria l’augurio sentito del Garante nazionale.

                                                                                                                             Mauro Palma

 

 

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