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In periferia tornano i distaccati dalle sedi centrali: finalmente saranno risolti i problemi … forse

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Giullare – Maestà, cos’è successo, perché mi avete chiamato a quest’ora tarda?

Re – Non riesco a prendere sonno. Mi racconteresti una storiella?

Giullare – Ma certo! Una buffa o una seria?

Re – Quando mai sei riuscito a dire qualcosa di divertente? Racconta quello che ti pare …

Giullare – Provo comunque a raccontarvene una buffa.

Re – Prova.

Giullare – C’era una volta un antico castello con almeno duecento anni di storia, ma forse anche più.

Re – Noiosa. Quando finisce?

Giullare – Pazientate mio signore. E’ appena iniziata.

Re – Vabbè. Continua …

Giullare – Il castello controllava molti ducati e parecchie contee. Ognuno aveva vita e regole proprie e in ognuno di loro e nel castello, viveva e lavorava una moltitudine di gente, perlopiù gendarmi che apparentemente ubbidivano al Re. Solo al Re.

Re – Che significa “apparentemente”! Il Re è il Re!

Giullare – Ma sopra il Re c’è sempre un Imperatore e, spesso, ducati e contee si alleavano tra loro e parlavano con l’Imperatore, o addirittura singoli gendarmi potevano avere udienza diretta con lui …

Re – Tradimento!

Giullare – Cosicché le regole e le leggi decise dal Re e dall’Imperatore poco valevano se bisognava accontentare oggi un gendarme, domani l’altro, oppure un alleato influente, una dama piacente o scongiurare una guerra imminente.

Re – Non starai mica parlando di me come al solito? Bada Giullare …

Giullare – Insomma era il caos e negli ultimi 20 anni la situazione era andata peggiorando. Molti gendarmi riuscirono ad abbandonare le contee, fredde e malsane …

Re – E pure puzzolenti!

Giullare – … e si ritrovarono alla corte del Re, al caldo e in corridoi profumati.

Re – E nelle contee chi c’era rimasto?

Giullare – Ancora in molti, ma ormai insufficienti e ogni giorno più sfiduciati e rassegnati. I gendarmi che erano partiti per il castello avevano promesso agli altri rimasti nelle contee di non dimenticarli e di aiutarli. Ma una volta vicini al Re, si erano spogliati delle giubbe e s’erano messi chi a svuotar l’immondizia, chi a fare da dama di compagnia, chi a cucinare, piegar mutande o portare a spasso in carrozza i signori della corte.

Re – A proposito, chiamami un gendarme. Mi hai ricordato che i miei cagnolini hanno bisogno della loro passeggiata serale.

Giullare – La situazione divenne sempre più difficile da gestire perché nelle contee ormai mancavano parecchi gendarmi e nel castello erano diventati troppi. Scoppiarono tumulti e intervenne l’Imperatore.

Re – Per punire i gendarmi?

Giullare – No. Per metter fretta al Re che doveva disfarsi di cento gendarmi e rispedirli nelle contee.

Re – Ma quanti ne mancavano nelle contee?

Giullare – Circa ottomila.

Re – Ma allora non sarebbero bastati tutti i gendarmi del castello! Lo capirebbe anche un Giullare!

Giullare – Bisognava dare un segnale. Fingere. E le contee si sarebbero calmate con il ritorno dei cento gendarmi …

Re – Ma sempre cento erano … ne mancavano ottomila!

Giullare – No, ormai ne mancavano poche centinaia.

Re – Ma avevi appena detto che ne mancavano ottomila!

Giullare – Ma nel frattempo l’Imperatore e i suoi alleati avevano emanato l’editto che riduceva di parecchio i gendarmi previsti nelle contee.

Re – Furbo questo Imperatore … e anche il Re …

Giullare – … e la giustizia trionfò!

Re – Giullare, sei proprio uno stolto! Ma non capisci che le contee rimarranno con i soliti problemi di prima, anzi, senza nemmeno la scusa di potersi lamentare e che i gendarmi cacciati dal castello si conteranno sulle dita di una mano e che il Re e l’Imperatore hanno preso in giro tutti? E mica si sbarazzeranno proprio dei cuochi, degli accompagnatori, delle dame da compagnia dei piegamutande

Giullare – Ma qualcuno lavorerà pure in questo castello … oppure no?

Re – Ma sono proprio quelli che lavorano e che vogliono far rispettare le leggi che danno fastidio.

Giullare – Dite Maestà?

Re – Ma certo! E ora sistemami le coperte che il gendarme addetto al rimbocco l’ho già messo in partenza.

Giullare – E come farà d’ora in poi?

Re – Ma stai tranquillo … qualche giorno e me ne riprendo un altro più fidato da una delle contee. Magari uno che non sia un rompiscatole come te.

Giullare – Sogni d’oro Maestà.

 

Cacciati dalla sede centrale torneranno a lavorare in periferia, ma nel frattempo …

 

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