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La “famiglia di caserma” e l''attesa del trasferimento vicino casa

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Appena assunti nel meraviglioso Corpo di Polizia Penitenziaria, quasi sempre, si viene assegnati in sedi lontane dalla propria terra.

Ad ogni modo, poi,  maturato il tempo dell'anno di sede, si ha la possibilità di presentare domanda di mobilità presso la sede che si auspica. Grande desiderio di tutti è riuscire, prima o poi, ad essere trasferiti nell'istituto più prossimo ai propri affetti.

La "vita da pendolare" non è semplice. E pur tuttavia, talvolta, diventa una scelta obbligata anche perché, non sempre, si riesce a far avvicinare i propri cari in prossimità di dove si viene assegnati.

E, di conseguenza, ogni anno che passa si prova a fare la domanda di mobilità, in attesa del trasferimento desiderato.

Quando si lavora lontani dalla propria sede natia, tendenzialmente, si rimane a pernottare presso la caserma riservata al personale, sita in prossimità dell'istituto penitenziario dove si presta servizio: quante volte, proprio grazie ai colleghi, anch'essi lontani dai propri affetti, si crea quella "famiglia di caserma" nella quale, ogni giorno si condivide insieme, non soltanto il lavoro ma anche il tempo libero.

Ognuno di noi, ricorderà per sempre quando nel solo giorno di riposo in cui è impossibile poter raggiungere casa,  ci si organizza con qualche collega per un'uscita nelle vicinanze.

Per non parlare, poi, di quando si fa rientro in sede dal periodo di licenza trascorso con i propri cari e, inevitabilmente, si portano con sè i prodotti mangerecci della propria regione di provenienza, da condividere con la "famiglia di caserma": tavole improvvisate tra colleghi, dove i sapori ed i profumi d'Italia si confondono e nonostante la lontananza, insieme, si cerca conforto e sostegno.

La vita con "la famiglia di caserma", se pur ha i suoi preziosi momenti, non è certo semplice e non può essere per sempre. Ognuno, conosce la propria realtà familiare e, di conseguenza, ciascuno ha le proprie difficoltà.

Con il passare degli anni, si avverte sempre di più l'esigenza di vedersi riconosciuto il trasferimento presso la sede che tanto si auspica.

Nel momento in cui si è lontani dai propri affetti, si lavora cercando di mettere da parte tanti più  giorni di riposo possibili, per poter, poi, raggiungere senza esitazione i propri cari e trascorrere il periodo rigenerante tanto atteso.

Quando si ha la possibilità di lavorare  vicino la propria casa ed i propri affetti, si può parlare davvero di "fortuna"! Perché inutile a dirsi ma, quando si finisce il turno di lavoro, nonostante questo sia anche difficile, ritrovarsi tra i propri cari, rende tutto diverso e sicuramente più semplice.

E' consapevolezza di tutti, purtroppo, che la carenza nelle assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria diventa spesso la principale causa di rallentamento nella mobilità del personale, nei diversi ruoli d'appartenenza.

L'auspicio è che, nel tempo, vi possa essere sempre più una maggiore costanza nelle assunzioni di nuovo personale, per cercare di sbloccare questo periodo di forte stasi.

I numeri in un Corpo di polizia sono essenziali. Il personale attende ogni anno, il ricambio necessario.

Anche perché, più passano gli anni e maggiore diventa la necessità di trovare un equilibrio nel posto di lavoro, riuscendo, altresì, ad arrivare alla tanto desiderata sede o comunque alla più prossima. 

 

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