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La perquisizione straordinaria

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Il via vai dall’ufficio del Comandante era iniziato la mattina presto. Tutti a chiedere dilazioni di orari, esenzioni dal montare la mattina alle cinque per effettuare una perquisizione e tutti a motivare con gli argomenti più disparati: devo accompagnare il cane a fare pipì……..ho una  improvvisa riunione sindacale……..mia nonna deve andare a fare l’esame delle urine…….mia figlia si deve sposare, aspetto le persone che mi portano i regali a casa…..

Ogni scusa era buona per evitare la perquisizione. Il Commissario Ultimo le aveva tentate tutte, ma ogni orario proposto non faceva altro che far nascere nuove esigenze:….devo prendere mio figlio a scuola…….devo fare la notte…….devo portare mia moglie dal ginecologo………ho la lezione di ballo….

Insomma le perquisizioni, anche a causa della gravissima carenza di personale si facevano raramente; la perquisizione che era alla base del lavoro delle Reali Guardie Penitenziarie era diventata ormai un optional. Inoltre a causa di mancati arruolamenti per decenni, l’età media delle Reali Guardie Penitenziarie sfiorava i 60 anni; molti non riuscivano più a stare in piedi; tantissimi non potevano fare più i turni notturni per problemi fisici.

La vedova Inconsolabile, a capo di tutte le carceri di Ipocrilandia, aveva diramato una circolare con la quale si richiamava il personale a perquisire i detenuti con gentilezza, ad evitare di stressarli troppo con quelle inutili visite ad ogni ora del giorno.

Ma il Commissario Ultimo era della vecchia zimmarra e a lui piaceva fare le perquisizioni nel cuore della notte o la mattina presto.

Dinosauro in estinzione, Ultimo non approvava il nuovo corso dettato dal Ministro Paladino (di Francia) con la complicità di tutta una serie di associazioni “camosciste”. Nel suo piccolo cercava di imporre la vera cultura carceraria, quella dei tempi che furono…..ma inutilmente….nemmeno i suoi colleghi lo stavano più ad ascoltare.

L’addetto al centralino del Carcere di Garantopoli già dalla mezzanotte del giorno precedente prendeva telefonicamente le comunicazioni di malattia delle Reali Guardie Penitenziaria. Il telefono era incandescente; altre malattie sarebbero arrivate via mail e il tutto……per scansarsi la perquisizione? Penso amaramente il Commissario.

Timbrò il badge alle 5 del mattino e si avviò verso l’interno. La saletta era semivuota. I due ispettori e 3 agenti che avevano risposto all’appello lo guardarono desolati e un po’ imbarazzati.

  • Quanti dovevamo essere?
  • 45 . Rispose l’addetto all’ufficio servizi
  • E siamo invece solo in 5?
  • Purtroppo si!
  • Allora anche per oggi annulliamo la perquisizione straordinaria….andiamo al bar, offro io – disse sconsolato il Commissario Ultimo. – Che vadano a farsi fottere i detenuti con i loro telefonini in cella………

 

 

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